Fiera dell’Innovazione al via

Lecce. Oggi l’inaugurazione dei quattro giorni di idee e progetti. Con la consegna dei sigilli dell’Università ai giovani di talento

LECCE – Eccellenze, ricerche, innovazioni. Saranno quattro giorni di “belle notizie” quelli che si aprono oggi al Must di Lecce. Dove alle 17 sarà inaugurata la quarta edizione della Fiera dell’Innovazione. Alla cerimonia prenderanno parte il rettore di Lecce Domenico Laforgia, il sindaco Paolo Perrone, il presidente della Provincia Antonio Gabellone e la presidente di InnovaPuglia SpA Sabrina Sansonetti. Nel corso delle quattro giornate saranno presentati i risultati della ricerca all’Università del Salento, con focus particolari sulla capacità di progettazione e attrazione degli investimenti dell’Università del Salento, sul portfolio brevetti e sui risultati e trasferimenti della ricerca, nel panorama spin-off e incubatori. Il rettore donerà inoltre il sigillo dell’Università ai giovani talenti che si sono distinti a livello regionale e nazionale. I lavori saranno coordinati dal delegato del rettore al Job Placement Carlo Margiotta. In particolare, saranno premiati i vincitori di Start-cup Puglia Adam, Step, MeBookToo, Plutobox. E poi “Sorgenti plastiche ad alta efficienza per l’illuminazione di aree urbane di pregio e ambienti espositivi” di Armando Genco; “La tradizione fa eco” di Roberto Paladini, Ilaria Calò, Loreta Ragone. Ed il progetto “Immunosensore miniaturizzato basato su tecnologia di spettroscopia di impedenza elettrochimica per il rilevamento ultrasensibile di gliadina negli alimenti” del gruppo di ricerca costituito da Giovanni Potente (Università del Salento, dottorando di ricerca ISUFI), Gianluca Bleve (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari CNR), Fabio Cimaglia, della Bio Tecgen srl. // Le start cup Puglia // Adam ADAM é una società spin-off dell’Università del Salento che si occupa di ricerca, sviluppo e commercializzazione di soluzioni software per la Medicina. La mission di ADAM consiste nella realizzazione e commercializzazione di sistemi software (o ibridi hardware/software) innovativi in ambito bio-medicale, soprattutto per uso diagnostico (sistemi CAD – Computer-Assisted Detection), finalizzati all’individuazione e al contornamento automatici di tessuti e organi patologici o sani. E’ prevista anche, nel breve termine, l’erogazione di servizi di supporto a distanza per la formazione basati sull’uso dei medesimi sistemi CAD. “Quando mi chiedono come sia nata l’idea di insegnare al computer come ‘pensa’ un medico – spiega Giorgio De Nunzio, professore associato di Unisalento – vorrei parlare di camici bianchi e colletti inamidati, di centri di calcolo e torri d'avorio della Ricerca, e invece mi ritrovo a raccontare di una serata fra amici, sotto un albero di Natale, gustando pasta di mandorla farcita al limoncello… Un medico, stufo di segmentare a mano le sue immagini diagnostiche, si è lamentato ad alta voce, è stato allora che un fisico ha detto: “Potrebbe farlo il pc!”… E’ questo l’inizio di una straordinaria avventura, fatta di studio, lavoro, frustrazioni, e successi! E di nuovi amici e colleghi resi complici dall’entusiasmo di creare e realizzare ciò che quella prima sera era sembrato solo un sogno ad occhi aperti.” // Step S.T.E.P. (Solutions and Technologies for Electromagnetic Projects) nasce nel laboratorio di Campi ElettroMagnetici dell’Università del Salento con l’obiettivo di sfruttare le competenze specifiche al fine di proporre prodotti e servizi in grado di soddisfare specifiche esigenze industriali. Un prodotto esemplificativo delle potenzialità di STEP è quello dei dispositivi impiantabili (pacemaker, protesi, etc.) dotati di alimentazione wireless. L’obiettivo è quello di ottimizzare un sistema, al momento in fase di sviluppo presso il laboratorio di campi EM, per l’alimentazione wireless di dispositivi impiantabili quali i pacemaker, pompe di infusione, sistemi di biotelemetria. “Questi dispositivi sono dei componenti chiave per il trattamento di importanti malattie (ad esempio diabete, epilessia, tumori, etc.) e sono a volte indispensabili per la sopravvivenza (come nel caso del pacemaker).”, spiegano gli studiosi, che sottolineano: “Attualmente, per svolgere le loro funzioni i dispositivi impiantabili disponibili in commercio utilizzano delle batterie e richiedono delle invasive e periodiche operazioni di manutenzione per la sostituzione delle stesse. È immediato comprendere che la sostituzione delle batterie con una alimentazione di tipo wireless migliorerebbe in assoluto la qualità della vita di tutti coloro che necessitano di tali dispositivi impiantabili. Infatti, al momento dispositivi quali i pacemaker richiedono un intervento per la sostituzione delle batterie ogni 5-6 anni; utilizzando un’alimentazione di tipo wireless, il tempo di vita dell’apparecchio diventerebbe quello dei dispositivi elettronici in esso utilizzati (tipicamente superiore ai 10 anni).” // Mebooktoo MEBOOKTOO è un social network per la creazione collaborativa di ebook, che vengono creati con un processo di crowdsourcing, cioè di scrittura collaborativa, che permette di condividere le proprie passioni con gli altri. “L'idea è nata una sera in un pub, quando per puro divertimento con degli amici abbiamo fatto girare tra i tavoli un foglietto di carta con l'obbiettivo di scrivere una storia fantastica, con il supporto e la creatività di tutti i presenti, è stata una vera festa che ha portato alla nascita di Mebooktoo.”, ricorda Stefano Rocca. Di fondo Mebooktoo è una piazza dove persone che condividono interessi comuni vengono incentivate a conoscersi e collaborare ,scrivendo di ciò che veramente gli piace ed evitando di “disperdere” la propria conoscenza su blog o social network generalisti. // Plutobox PLUTOBOX prevede la realizzazione di bare in plastica biodegradabile a basso costo per animali domestici. “Le bare in forma prototipale sono state realizzate per stampaggio rotazionale mediante l’impiego di materiali plastici green completamente biodegradabili a basso costo. – spiega Riccardo Gennaro -. All’interno delle bara stessa sono alloggiati a seguito del processo di produzione, di questo, semi di differenti specie floreali. Si prevede l’interramento delle bare in strutture ricettive adeguate già presenti in modo massiccio sul territorio nazionale e in tutto il mondo. Al termine del ciclo di degradazione della plastica bio nel terreno la bara simbolo di morte lascerà spontaneamente posto a alle specie floreali. Una Plutobox per cane di taglia media costerà circa 50 euro contro i circa 200 euro richiesti per una bara biodegradabile delle stesse dimensioni realizzata in legno. Oltre al discorso dei costi e della biodegradabilità per tempi brevi, la Plutobox si ricava a partire da scarti della lavorazione del mais, mentre le bare in legno richiedono l’abbattimento di alberi con un notevole danno ecologico. A questo si aggiunga che la tecnologia low cost dello stampaggio rotazionale consente di realizzare la Plutobx con un design più gradevole in termini di colore e forma rispetto a quello che caratterizza le bare in legno”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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