Bankitalia: crolla il Pil della Puglia

Bari. Il rapporto “L’economia delle Regioni italiane” conferma la crisi. La Puglia non fa eccezione. E l’Ilva potrebbe dare il colpo di grazia al metallurgico

BARI – Non bastano le positive performance registrate nell’export a salvare la Puglia dal baratro della crisi. Nonostante la Regione guidata da Nichi Vendola sia tra le sei a fornire più dell’80% alla crescita delle esportazioni nazionali, ciò sembra non avere effetto sugli altri settori economici. L'aggiornamento autunnale del rapporto “L'economia delle regioni italiane” della Banca d'Italia, presentato nei giorni scorsi, lascia poco spazio ai dubbi: il Pil regionale è diminuito per effetto del calo della domanda interna. Gli effetti: calo della redditività e della spesa per investimenti; maggiore ricorso alla cassa integrazione; calo degli occupati under 35. Ma non è tutto, perché la “questione Ilva” potrebbe dare il colpo di grazia alla delicatissima situazione economica della Regione. “Il settore metallurgico – si legge nel Rapporto -, che ha risentito dell'indebolimento della domanda mondiale di acciaio, in prospettiva potrebbe subire gli effetti delle vicende che coinvolgono lo stabilimento Ilva di Taranto”. La Banca d’Italia riferisce che nei primi nove mesi del 2012 il prodotto regionale è diminuito per effetto del calo della domanda interna, solo in parte compensato dall'aumento delle vendite all'estero. La riduzione del fatturato delle imprese industriali avuto riflessi nel calo della redditività e della spesa per investimenti. La capacità produttiva tecnica è diminuita, risentendo del quarto anno di flessione degli investimenti. Dall’analisi per settore produttivo, emerge che quello delle costruzioni ha confermato le difficoltà degli ultimi anni, dovute alla debolezza della domanda nel mercato residenziale e, per quanto riguarda le opere pubbliche, alle difficoltà finanziarie degli enti appaltanti. Il mercato del lavoro ha evidenziato segnali contrastanti: alla lieve crescita dell'occupazione, in gran parte concentrata nella componente dei lavoratori a tempo parziale, si è accompagnato un maggiore ricorso alla Cassa integrazione. In Puglia, gli occupati con meno di 35 anni sono diminuiti, confermando una specifica difficoltà delle fasce più giovani a trovare un posto di lavoro. I prestiti bancari sono diminuiti per effetto del calo delle erogazioni alle imprese. Anche i finanziamenti alle famiglie hanno sensibilmente decelerato. La dinamica dei prestiti ha risentito della debolezza della domanda, connessa alla contrazione degli investimenti per quanto riguarda le imprese e alla riduzione degli acquisti di beni durevoli e di abitazioni nel caso delle famiglie.

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