50/50. Terrevoli: ‘Paura del cambiamento’

Bari. Il commento della portavoce del Comitato promotore “Doppia preferenza” ai continui rinvii nella discussione della proposta di legge sulla pari rappresentanza

BARI – Non è mai tempo per la “50/50”. Si sarebbe dovuta discutere ieri in VII Commissione la proposta di legge di iniziativa popolare per la pari rappresentanza di donne e uomini nelle liste elettorali e nel consiglio regionale. Ma la mancanza del numero legale dei presenti ha portato il presidente Gianfranco De Leonardis a chiudere la seduta. La proposta di legge, supportata da 30mila firme raccolte per la Puglia, non è dunque stata affrontata (leggi qui). Se ne discuterà alla prossima riunione della Commissione, il 31 ottobre? Non è detto. Perché De Leonardis ha stabilito di mettere a scaletta per mercoledì 31 tutte le proposte in attesa di discussione dal maggio 2010. La legge “sulle donne”, come è stata battezzata in maniera superficiale, scivolerà agli ultimi posti di questa scaletta. Michele Losappio, presidente del gruppo Sel, uno dei maggiori sostenitori di questa proposta di legge, prevede tempi biblici, addirittura oltre il 2015, ovvero oltre l’inizio della prossima legislatura, quando invece la legge sarebbe dovuta essere ormai realtà. Ecco l’intervento di Magda Terrevoli, portavoce del Comitato promotore “Doppia preferenza”, che sottolinea la grande ostilità verso il cambiamento in un Paese “che normale non è”, come l’Italia. Di Magda Terrevoli* In un Paese normale, se tanti cittadini e cittadine, con un desiderio comune, avessero deciso di mettersi insieme e di raccogliere 30.000 firme per renderlo possibile, la classe politica avrebbe fatto di tutto per accogliere quel gruppo ed il suo desiderio. In un Paese normale in cui la classe politica quotidianamente fa proprio quel desiderio e recita come un mantra la necessità che più donne partecipino alla vita politica, di fronte a 30.000 firme raccolte per concretizzare quel desiderio, che cosa avrebbe fatto? Avrebbe compreso che queste firme avrebbero aiutato, proprio loro, nel realizzare quello che dicevano essere il loro desiderio. In un Paese normale in cui, per la prima volta, tante persone firmano spontaneamente, senza alcun retropensiero, senza alcun tornaconto, per raggiungere un obiettivo condiviso, dimenticando rancori, differenze ed asti, la classe politica sarebbe stata pronta a sostenerle per assicurare il successo di tale impresa! Ma nel nostro Paese, che normale non è, la classe politica, di fronte alle 30.000 persone che hanno pensato di utilizzare uno strumento democratico, quale quello di una proposta di legge di iniziativa popolare per partecipare democraticamente alla vita politica, ha risposto richiamandosi alla rigidità delle regole, ha risposto inscenando un perfido gioco di rinvii, ha imbastito la solita triste commedia della mistificazione a suon di comunicati stampa! Nel nostro Paese che normale non è, l'unica politica possibile è quella della perenne litigiosità con l'unico scopo di non permettere che il cambiamento possa mai realizzarsi! *portavoce comitato promotore Doppia preferenza

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