Traffici illeciti di rifiuti, ‘la Puglia è a rischio’

Bari. L’allarme lanciato dalla Commissione parlamentare sui rifiuti: “Penetrazione delle criminalità campana e complicità della pubblica amministrazione”

BARI – La Puglia rischia di diventare il recapito finale del traffico illecito di rifiuti riconducibile ad organizzazioni malavitose di altre regioni. E’ l’allarme lanciato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella che stamattina al Castello svevo di Bari ha presentato la relazione sulla regione pugliese. In Puglia ci sarebbero “gravi indizi circa la penetrazione della criminalità campana”, che sarebbe facilitata dalle caratteristiche geomorfologiche del territorio, come la presenza di numerose cave abbandonate, oltreché dall’esistenza, soprattutto nella zona del Foggiano, di una “criminalità mafiosa endogena”. In questo scenario, un ruolo di primo piano, dal punto di vista logistico, sarebbe giocato dal porto di Bari, luogo di partenza e transito per i traffici illeciti di rifiuti. La Commissione ha inoltre fatto riferimento all’esistenza di “posizioni di 'controllo' nel settore dei rifiuti da parte di imprese che hanno, evidentemente, tutto l'interesse a continuare a gestire il settore della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, piuttosto che vedere incrementare la raccolta differenziata” ed ha messo in guardia dalla “complicità di soggetti che operano all'interno delle pubbliche amministrazioni, laddove dietro una parvenza di regolarità formale si cela una sostanza di illegalità e di totale dispregio per l'ambiente”. La raccolta differenziata, con un corretto ciclo dei rifiuti, ha ribadito la Commissione Ecomafie, sono le armi contro il dilagare dei fenomeni criminali e dell’inquinamento ambientale. Articolo correlato: Rifiuti e mafia. Gli insospettabili

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