Ilva, allarme mortalità

Taranto. Cresce il tasso di mortalità nella zona di Taranto. Il progetto “Sentieri”: “Lo stabilimento siderurgico è il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene”

TARANTO – Si muore più a Taranto che nelle altre province pugliesi. E si muore oggi più che in passato. E la causa di questo alto tasso di mortalità potrebbe essere lo stabilimento siderurgico dell’Ilva. Si è aperta in maniera allarmante la settimana tarantina. Ieri il ministro Renato Balduzzi è stato nel capoluogo ionico per presentare alle associazioni ambientaliste l’aggiornamento al 2009 del Progetto Sentieri promosso dal Ministero della Salute nell’ambito del Programma strategico nazionale “Ambiente e Salute” e coordinato dall'Istituto superiore della sanità sui siti inquinati. Lo studio contiene i dati dell'analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell'aria attorno all’Ilva. Nel Rapporto viene indicata la percentuale di “eccesso di mortalità” rilevato a Taranto rispetto alle altre province pugliesi. Questa, se nel 2008 era del +10%, nel 2009 è salita al +11%. Cioè nella provincia di Taranto si muore l’11% in più rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia. I dati aggiornati al 2009 segnano un aumento rispetto al 2008 per tutte le cause di mortalità, sia per gli uomini sia per le donne. Ed i bambini non vengono risparmiati: crescono la mortalità e le malattie contratte nel primo anno di vita. Intanto oggi a Bari saranno presentate le relazioni sulla regione Puglia dedicate ai rifiuti e all’Ilva di Taranto, alla presenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella. // Mortalità: crescita su tutte le ‘voci’ Il progetto Sentieri ha considerato la mortalità per 63 cause di morte nei siti di interesse nazionale (Sin) per le bonifiche, fra i quali vi è l’area costituita dai comuni di Taranto e Statte; l’analisi confronta la mortalità osservata nei luoghi presi in esame con quella media della regione di appartenenza, tenendo anche conto delle condizioni socio-economiche della popolazione residente nel sito. I precedenti risultati dello studio riguardavano il periodo 1995-2002. Lo studio della mortalità mostra che, per le cause di morte per le quali è accertato o sospettato un nesso con le esposizioni ambientali presenti nel sito, si conferma anche per il 2003/2009 negli uomini un eccesso di mortalità per tutte le cause (+14%), per tutti i tumori (+14%), per malattie circolatorie (+14%), per malattie respiratorie (+17%), per tumori polmonari (+33%), per mesoteliomi pleurici (+419%). Ed i dati sono tutti in crescita, voce per voce. Nelle donne, si conferma, nello stesso periodo, un eccesso di mortalità per tutte le cause (+8%), per tutti i tumori (+13%), per le malattie circolatorie (+4%), per i tumori polmonari (+30%) e per il mesotelioma pleurico (+211%). Nei bambini crescono le malattie nel primo anno di vita e la mortalità. Tuttavia, si legge nel Rapporto, i dati relativi all’incidenza dei tumori infantili nel Sin di Taranto, rilevati dal Registro Tumori Puglia della Asl di Taranto, sono tuttora in fase di verifica ed i risultati non sono stati ancora resi noti. // Mortalità più alta a Taranto che in Italia Lo studio Sentieri ha analizzato l’andamento temporale della mortalità a Taranto e Statte dal 1980 al 2008, confrontandoli con la mortalità media regionale e nazionale: i tassi di mortalità sono significativamente superiori alla media regionale per la quasi totalità del periodo e in particolare per alcune delle cause esaminate. Inoltre, per gli uomini, sono sempre superiori non solo a quelli pugliesi, ma anche a quelli italiani, per importanti patologie quali il tumore del polmone, le malattie del sistema respiratorio nel loro complesso e le malattie respiratorie croniche in particolare. // Il ministro: “Bisogna fare di più” “Lo stabilimento siderurgico, in particolare altoforno, cokeria e agglomerazione – si legge nel Rapporto -, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene”. “La sensazione – ha commentato Balduzzi – è che si debba fare qualcosa di più, e questo vale sia per il piano di monitoraggio sanitario sia per ciò che sta dentro l'Aia per l'Ilva così come per il piano di prevenzione”. “La situazione a Taranto è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate”. // Illeciti nei rifiuti. I risultati a Bari Continuano gli appuntamenti dedicati al “caso Ilva”. Oggi (alle 10) al castello Svevo di Bari saranno presentate le relazioni dedicate ai rifiuti e all’Ilva di Taranto, alla presenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella. Al convegno parteciperanno il presidente della Regione Nichi Vendola, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Antonio Laudati, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Taranto Franco Sebastio ed il sindaco di Bari Michele Emiliano. Nel corso del convegno si svolgerà inoltre una tavola rotonda con Ippazio Stefàno, sindaco di Taranto, Giorgio Assennato, direttore generale Arpa Puglia, Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva Spa, l’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro con la partecipazione dei ministri dell’Ambiente e della Salute, Corrado Clini e Renato Balduzzi. Il convegno si svolgerà presso il castello Svevo a partire dalle ore 10.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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