Alfarano: ‘Ho perso la testa’

Lecce. L’imprenditore, ai domiciliari da una settimana, ha giustificato i suoi comportamenti, negando la finalità estorsiva

LECCE – Ha ammesso di aver perso la testa. Fulvio Alfarano, l’imprenditore di Casarano ed ex presidente del Casarano calcio (prima di esserlo del Racale e del Taviano), dopo una settimana di domiciliari per tentata estorsione, ieri mattina, in tribunale, ha risposto alle domande della gip Cinzia Vergine, che nell’ordinanza di arresto gli aveva contestato comportamenti minacciosi, violenti ed intimidatori. Alfarano è accusato di aver minacciato pesantemente due commercianti di Collepasso, responsabili solo di aver acquistato, ad una regolare asta giudiziaria, un suo ex capannone nella zona industriale di Casarano con l’intento di avviarci un’attività. Avrebbe anche picchiato uno dei due per indurlo a cedere il capannone. In presenza del suo avvocato, Massimo Basurto, Alfarano ha riconosciuto come fondate le accuse che gli vengono mosse. Ed ha anche spiegato le ragioni che l’avrebbero portato ad assumere quei comportamenti: non avrebbe sopportato l’idea di dover rinunciare a quell’edificio dove un tempo aveva un calzaturificio e, saputo che i due commercianti, potessero essere interessati e rivenderlo, avrebbe provato a farsi avanti per ricomprarlo. Il tutto, in modi non proprio gentili, come lui stesso ha ammesso. L’imprenditore ha anche confermato l’aggressione fisica ad uno dei due, negato tuttavia la finalità estorsiva. Si sarebbe trattato, ha dichiarato, solo dello sfogo di tanta rabbia accumulata per non aver raggiunto l’accordo per l’acquisto. 17 ottobre 2012 ‘Rinunciate al mio capannone’. In arresto l'ex presidente del Casarano calcio COLLEPASSO – Che i due fratelli di Collepasso entrassero in possesso del capannone che era stato suo, proprio non gli andava giù. E così aveva iniziato a contattarli intimando loro, con modi tutt’altro che gentili, di lasciar perdere l’idea. Eppure quel capannone, i due fratelli se l’erano aggiudicato durante una regolare vendita ad un’asta giudiziaria. Ieri i carabinieri di Collepasso hanno arrestato e posto al regime dei domiciliari Fulvio Alfarano, 52enne imprenditore casaranese e già presidente di diverse squadre sportive locali, tra cui il Casarano calcio e poi il Racale ed il Taviano. L’uomo risponde di tentata estorsione. Non avrebbe esitato a rivolgere pesanti minacce alla coppia di comemrcianti collepassesi e ad estenderle anche ai loro familiari. All'imprenditore vengono contestati comportamenti minacciosi, violenti ed intimidatori nell'ordinanza del gip Cinzia Vergine. In alcuni casi sarebbe arrivato anche a pronettere la morte e ad usare la violenza fisica per intimorire le sue vittime. I fatti da cui trae origine l’ordinanza attuata ieri pomeriggio dai militari, risalgono ai mesi estivi quando. La tentata estorsione era infatti finalizzata ad evitare che i due fratelli del piccolo Comune salentino entrassero nel materiale possesso del fabbricato dove Alfarano aveva gestito un calzaturificio. Le idnagini sono state condotte dal pm Emilio Arnesano e dai carabinieri di Collepasso guidati dal maresciallo Giovanni De Siato. Alfarano è un personaggio molto noto a Casarano e nei paesi limitrofi. Perché, da imprenditore, salvò le sorti del Casarano calcio dopo l'abbandono della presidenza da parte di Eugenio Filograna, nel 2001, quando la squadra era nel Campionato Dilettanti. Alfarano tenne in mano le redini della società fino al 2005, quando decise di abbandonare non presentandosi al match dei playout, condannando alla retrocessione la squadra che poi fu acquisita dai fratelli De masi a ripartì dalla Promozione. Anche Alfarano ripartì dal Campionato di Promozione, ma alla guida del Racale, che poi fu ceduto all'imprenditore Salvatore De Lorenzis. Da presidente del Racale subì un provvedimento di squalifica per il suo comportamento e venne colpito da Daspo che gli impedì di assistere aglòi eventi sportivi. Dopo il Racale Alfarano è poi stato presidente del Taviano calcio.

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