La cripta del Crocefisso ferita al cuore

IL REPORTAGE. Casarano. Rocce distrutte, affreschi coperti, storia cancellata per sempre. Il luogo mistico di ieri fa i conti con lo scarso rispetto di oggi

CASARANO – Un tempo era il luogo mistico per eccellenza dove perdersi e ritrovare la propria spiritualità. Oggi la cripta del Crocefisso (o di S. Costantina), contesa tra i territori di Ruffano, Casarano e Taurisano, perché sorge al confine tra i tre campanili, ha ancora quell’accezione, ma deve combattere ogni giorno con la violenza di chi pretende di trasformarla in un luogo kitsch da souvenir, privandola della sua vera natura di luogo dell’anima.

Crocefisso esterno

La cripta sorge sulla collina del Crocefisso (definita “Crocefisso de la macchia” perché immersa nella vegetazione) in contrada Manfìo ed è ricavata in una caverna naturale. Si tratta di uno di rarissimi casi nel Salento, anche per questo degno di nota e di tutela. La storia della Cripta del Crocefisso: http://www.prolocoruffano.com/cripta_crocefisso.htm Ogni anno, in due occasioni – la seconda domenica di ottobre ed il 3 maggio – la cripta basiliana (X secolo) diventa il punto di ritrovo per molti devoti. Il clima di ricongiungimento con se stessi e con gli altri che si respira è lo stesso di sempre. Peccato che sia la cripta a non essere più quella di una volta. E ciò per via di alcuni interventi inspiegabili che più che valorizzarla le hanno inferto delle ferite profonde difficilmente sanabili. Tutti i lavori sono stati realizzati circa tre anni fa. Abbiamo parlato con le “perpetue” che animano le attività della cripta, e hanno riferito che si tratta di lavori realizzati in accordo con la Sovrintendenza dei beni culturali. Non è ben chiaro però, perché non vi è alcuna targa affissa (prassi che normalmente si segue, se si tratta di soldi pubblici), l'importo dei lavori e la provenienza dei fondi (contiamo di tornare sull'argomento).

Crocefisso esterno 2

La facciata della cripta, con campanile, è posticcia ed è stata realizzata recentemente. Copre l'antico e originale ingresso della grotta.

Crocefisso porticato

E poi c'è il porticato in legno – fissato a terra con travi in metallo che bucano il pavimento originario in pietra – che copre l’antico cenobio di origine greca dai raggi del sole, come si fa con i cortili dei bar e delle pizzeria. Un intervento rozzo e sprezzante dei luoghi e della storia che raccontano.

Crocefisso muretti a secco

Al posto delle pietre affioranti naturali, cancellate per sempre, oggi ci sono dei muretti a secco posticci ricoperti dal tocco finale, uno strato di cemento, probabilmente per rendere più agevole la seduta dei “turisti”. All’interno della cripta non va meglio.

Crocefisso parquet

Si possono intravedere sulla volta, affreschi, simili a quelli della Grotte dei Cervi di Porto Badisco. Qua e là, in alcune pubblicazioni di studiosi locali (prof. Antonio Lupo, anche collaboratore del Tacco), si trovano accenni a tali affreschi che, tuttavia, attendono da millenni di essere studiati. Il pavimento della piccola navata della cappella che porta fino all’altare è stato rivestito con parquet in legno scuro, fissato con visibili quantità di poliuretano, che fa “effetto schiuma” e fuoriesce fino a toccare le pareti naturali della cripta.

Crocefisso parquet schiuma

Ed anche le pareti ne hanno viste tante.

Crocefisso via Crucis

Su quelle della cripta principale e del cunicolo secondario, vi sono incisioni, scritte, alcune ben visibili in greco, altre non ben identificabili, coperte dalla calce. Gli affreschi che le decoravano sono stati gravemente compromessi ed addirittura cancellati dalla calce: hanno dovuto fare posto alle stazioni della Via crucis, 12 mattonelle raffiguranti altrettanti momenti della strada di Cristo verso la crocifissione, applicate in maniera frettolosa, direttamente sul “muro”.

Crocefisso acquasanta
Crocefisso quadro

E non solo a loro. Anche all’acquasantiera in ghisa, e ad un quadretto dal tema religioso e dal dubbio gusto artistico.

Crocefisso banchi

Ma oltre a queste violenze già subite, ogni giorno le pareti in roccia della cripta devono fare i conti con i banchi, tanti banchi, posizionati praticamente a ridosso degli affreschi.

Crocefisso banchi borsa

Basta un “turista” più irruento del normale e il banco può sfregiare per sempre le opere bizantine che ancora resistono. Del resto, come si vede in foto, le borse delle signore arrivano praticamente a sfiorare le pareti.

Crocefisso presepe
Crocefisso conigli
Crocefisso paperette

Nel cunicolo più profondo della cripta, in passato chiuso al pubblico con una grata, è stato realizzato un presepe di gesso, con tanto di animali (paperelle e conigli). A terra, per non far scivolare i turisti, una bella passerella di moquette, dove gli studiosi hanno trovato i resti dell'abitazione della grotta nel neolitico.

Crocefisso altare altoparlanti

Quest'antico blocco con affreschi, probabilmente un antico altare, sarà presto rimosso perché “posticcio” (sic!) e per far spazio ai banchi. Ce lo hanno riferito le “perpetue” ma non sappiamo perché né di chi sarà la mano che violenterà ancora una volta l'antica cripta né sono stati pubblicati progetto e progettista. Intanto è utilizzato per appoggiarvi sopra gli altoparlanti. Del resto, un po' tutta la cripta è utilizzata come deposito, come si nota nella foto di apertura: sedie di plastica da bar all'aperto, sono “impilate” a disposizione dei turisti proprio sotto gli affreschi e ad un passo dalle pareti. In fondo è possibile vedere un secchio azzurro, anch'esso di plastica, forse lasciato lì per le evenienze.

Crocefisso affresco

Il Crocefisso, probabilmente, perdonerà anche questa.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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