Costa: ‘Al Poligono, traffico clandestino di metalli pericolosi’

Giorgio Rosario Costa, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’Uranio impoverito ammette le gravi mancanze

//L’INTERVISTA I resoconti delle audizioni della Commissione pubblicati in ritardo. Il traffico clandestino di metalli. Le bonifiche fatte dai ‘clandestini’. Il bizantinismo della norma

Giorgio Rosario Costa è presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’Uranio impoverito ed ammette le gravi mancanze. Le bonifiche? “Quando si spazza in casa qualcosa rimane sempre”. E intanto due giorni fa è stato anato lo stanziamento di 81 milioni per le bonifiche. Torre Veneri non sarà bonificato. Per ora. Abbiamo incontrato Costa per sapere a che punto siano i lavori della Commissione e per conoscere i risultati dell’ultima audizione del 24 luglio scorso, in cui è stata discussa la relazione del Capitano MInervini su Torre Veneri, secretata. Presidente, a che punto sono i lavori della Commissione parlamentare? “I lavori della Commissione sono essenzialmente incentrati sulla necessità di stabilire quali siano le cause che possano determinare malattie professionali in coloro che da militari o da civili sono al servizio della Difesa in patria oppure nei cosiddetti ‘teatri di pace’. Si è avuta la preoccupazione all’origine che l’uranio, cosiddetto ‘uranio impoverito’ sprigionato da alcuni tipi di proiettile abbia potuto determinare neoplasie maligne a carico di militari o civili. Ormai siamo alla terza edizione della Commissione: nella prima commissione io ero presente come membro del Governo delegato per la materia dall’allora ministro Martino nella mia qualità di sottosegretario di Stato alla difesa; nella seconda presieduta dalla Senatrice Menapace (icona del comunismo internazionale, persona di grande valore e cultura) io assolvevo la funzione di vicepresidente; in quest’ultima esercito la funzione di presidente. La proficuità del lavoro della prima consistette nell’inventariare quale fosse la realtà che ci circondava, quante persone si fossero ammalate, quali fossero le caratteristiche dei luoghi dove le persone avevano lavorato. L’allora presidente senatore Paolo Franco presentò una relazione in Commissione che fu approvata a maggioranza, ma la parte politica ‘dirimpettaia’ al senatore Franco pensò di astenersi e non votarla: ma debbo dire in tutta coscienza che se non ci fossero state le incombenze elettorali la relazione certamente sarebbe stata votata all’unanimità, perché all’unanimità la Commissione aveva lavorato e all’unanimità ne aveva allestito il contenuto. Con la seconda legislatura, la penultima, ad un certo punto non avendo trovato il nesso di causalità tra l’uranio impoverito o altre sostanze e le malattie fui proprio io (all’epoca vicepresidente) a proporre al presidente che, visto che non si riusciva a trovare la causa dei tumori, era opportuno stabilire che, per il solo fatto che uno si fosse ammalato e avesse partecipato ai teatri di pace, meritasse di essere indennizzato. Fu quindi allestito un disegno di Legge a firma di tutti i componenti la Commissione con il quale si proponeva di legiferare sull’indennizzo in tal senso. Il Governo in carica si rese conto della bontà della proposta del disegno di Legge e fece sue quelle norme attraverso la manovra finanziaria di quell’anno: la recepì, e fu così che si stabilì che bisognava dare l’indennità per il solo fatto che uno si fosse ammalato. Così stavano le cose quando si è insediata la Commissione di questa legislatura che io ho l’onore di presiedere e la prima cosa che si è pensato di fare fu quella di chiedere alle autorità competenti (quelle che esaminano le domande, la ragioneria che deve appostare la spesa, l’organo che deve liquidare) quante domande di indennizzo avessero liquidato e quante ce ne fossero da liquidare. Con nostra (di tutti i componenti la Commissione) enorme sorpresa si prese atto che non era stata liquidata nemmeno una domanda: ci ponemmo il quesito del perché fosse accaduto ciò e si verificò che dopo l’approvazione di quella Legge così chiara ed evidente, era stato emanato un Decreto ministeriale con il quale, forse involontariamente, si riproponeva la necessità di stabilire il nesso di causalità e questo significava vanificare il contenuto della legge. Con molto piglio d’impegno e con una serie continua di riunioni, anche notturne, è sufficiente consultare il sito del senato per vedere quante sedute si sono fatte ad oggi – noi lo abbiamo consultato e ne risultano ben 89 – insomma con una serie di riunioni convocai tutte le autorità competenti a partire dai comitati per le cause di servizio, dal ragioniere generale dello stato, dal direttore dell’ufficio legislativo della difesa, dell’economi. Mettendoli tutti insieme, di fronte alla Commissione chiedemmo: Che cosa dobbiamo fare perché le pratiche siano liquidate? Anche perché queste benedette pratiche sono circa 400. Qua c’è gente che è morta. Ma debbo dire che la burocrazia fu anata, abbiamo raggiunto l’obiettivo ed entro il 31 Dicembre dell’anno scorso si ebbe la possibilità di far liquidare tutte le pratiche accolte utilizzando i fondi in bilancio di 23 milioni, ma utilizzandoli per quanto era consentito di ben 8 o 9 milioni di Euro. Abbiamo anche nominato i consulenti della Commissione, nominati con voti unanime, spesso scienziati di specchiata e universale competenza, che potessero esaminare anche le pratiche non accolte, perché nel caso ce ne sia qualcuna meritevole pregheremo gli organi competenti, con il rispetto delle procedure necessarie, di ritornare sull’argomento. Noi stiamo spingendo l’indagine sia sulla presenza di uranio impoverito, sia sui vaccini che, se mal somministrati o conservati, possono provocare danni seri alla salute. Si può evincere la mole di indagine dagli atti d’ufficio”. Torniamo a Torre Veneri… “Per quanto riguarda i poligoni di tiro, soprattutto in Sardegna, l’opinione pubblica si è allarmata, perché nascono bambini deformi, nascono agnelli deformi. La Commissione pur non avendo specifico mandato, si è resa partecipe e ha fatto due o tre trasferte di concerto con le autorità competenti, regionali, scientifiche si sono fatte delle verifiche (Poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca) ad oggi certo non si può dire che sia successo quel che è successo a causa dell’uranio impoverito (che nessuno ha trovato). Abbiamo però rilevato la necessità di bonificare questi siti così come anche la bonifica di Torre Veneri, perché la bonifica a seguito di alcuni accertamenti disposti dalla Commissione, va eseguita. Non è casuale il provvedimento in itinere approvato ieri ( il 18 ottobre, ndr) alla Camera e adottato dal Senato, in cui era previsto uno stanziamento di 27 milioni per tre anni (27 milioni l’anno) per la bonifica di poligoni. Purtroppo però abbiamo motivo di ritenere (per essere stati informati), speriamo che non sia così, che la Commissione di bilancio della Camera abbia stralciato questo finanziamento e quindi si dovrà tornare evidentemente sull’argomento, perché lo stanziamento era stato fatto anche a seguito del dialogo che noi abbiamo avuto informalmente col ministro. Ed è un provvedimento che poi ha proposto la Difesa”. Quindi niente bonifica per ora? “Per ora il provvedimento è stato stralciato. Ora noi riteniamo di andare in questa direzione, quindi il risultato a cui questa Commissione perverrà è una relazione già in fase di allestimento (una di medio periodo è già stata fatta, pubblicata in atti e la si può trovare sul sito senato.it). Noi ci auguriamo di poter dare una risposta definitiva, non escludendo la sollecitazione al ministero ad istituire un ufficio di relazioni con il Pubblico che possa con amabilità e disponibilità ascoltare le istanze e le aspettative della gente che ha problemi così seri”. Lei, Presidente, avvisò che sarebbe stato redatto e pubblicato il resoconto stenografico delle sedute della Commissione che presiede, ma sul sito non ci sono. Perché? “Mi sembra strano, il sito del senato è puntualmente aggiornato”. Costa ci ha poi messo in contatto con il segretario della commissione, dottor Strinati, che ha ammesso che i verbali stenografici non sono pubblicati per…mancanza di personale. Sono pubblicati i resoconti sommari di tutte le 89 sedute. Strinati ha posto poi l’accento sull’evidenza dello stato di incuria registrato dalle indagini circa il poligono salentino di Torre Veneri, ma non sulla presenza di sostanze patogene né su particolari rischi se non quelli legati ad una doverosa forma di cautela derivante dallo stato del poligono. Secondo il segretario non ci sarebbe, quindi, motivo di allarmismo, purtroppo però rimane anche l’evidenza, provata dalla relazione intermedia sulla situazione dei poligoni di tiro, nella quale si legge: “Il 9 marzo 2012, una delegazione della Commissione si è recata presso il poligono di Torre Veneri, nei pressi di Lecce: anche in tale realtà, è stata verificata la presenza di zone dove si sono accumulati residuati delle attività di esercitazione, che richiedono presumibilmente importanti interventi di bonifica, finora evidentemente non attuati, sia a terra sia nel mare circostante. Un successivo sopralluogo tecnico, effettuato dal capitano Minervini su incarico della Presidenza, ha consentito di svolgere ulteriori accertamenti dai quali è emersa una scarsa osservanza del disciplinare per la tutela ambientale e la bonifica. Inoltre, il personale addetto al controllo delle bonifiche stesse non risulta adeguatamente qualificato. Nell’Area Bersaglio Carri non risulta che sia asportato il materiale di risulta prodotto dall’esplosione dei colpi in arrivo, e durante le analisi è stata rinvenuta sul terreno una notevole quantità di materiale inerte affiorante. Per quanto concerne l’area marina, le immersioni subacquee effettuate hanno evidenziato la presenza di numerosi relitti inerti, di proiettili da esercitazione, di un barcone metallico e di penetratori in materiale attualmente in fase di identificazione”. ndd Presidente, qual è il livello di contaminazione del poligono di Torre Veneri? Dalla relazione del 9 marzo scorso sembra grave, ce lo conferma oppure no? “Noi abbiamo preso tutti quegli elementi contenuti nella relazione e abbiamo detto alla Difesa: osservate, noi abbiamo preso la relazione di colui che ha fatto la verifica (consulente della Commissione Capitano Minervini) e abbiamo chiesto di farci sapere cosa dobbiamo fare”. A proposito del capitano Minervini, alcuni alti funzionari militari (generale Cutropìa e colonello Capraro) hanno messo a verbale che la bonifica sia avvenuta (I due ufficiali hanno aggiunto che, per le esercitazioni a terra, la bonifica successiva è obbligatoria ed è certificata da un verbale redatto dal responsabile dell’esercitazione. La bonifica – hanno precisato i due ufficiali – risponde ad esigenze di sicurezza, ed il bossolame raccolto viene poi smaltito all’esterno della base, a cura di stabilimenti specializzati. Hanno infine aderito alla richiesta della senatrice Granaiola, di trasmettere i registri in cui vengono annotati i munizionamenti utilizzati ed i residui raccolti nelle bonifiche’ .ndd) – Al contrario il capitano MInervini sostiene il contrario, anche con rilievi fotografici. (Si legga qui: Legislatura 16ª – Commissione parlamentare d’inchiesta sull’esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all’uso dell’uranio impoverito – Resoconto sommario n. 66 del 21/03/2012 COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULL’ESPOSIZIONE A POSSIBILI FATTORI PATOGENI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’USO DELL’URANIO IMPOVERITO MERCOLEDÌ 21 MARZO 2012 66ª Seduta ) …mentre il capitano Minervini adducendo anche rilievi fotografici, ha dimostrato che vere bonifiche non sono mai avvenute (Occorre aggiungere che, mentre si svolgeva il briefing, il collaboratore della Commissione capitano Paride Minervini, su disposizione della Presidenza, ha raccolto campioni di terreno ed effettuato un sopralluogo in alcune aree del Poligono, documentando, anche fotograficamente, una situazione non del tutto rispondente a quella descritta dal comando della base, e, soprattutto, tale da fare ritenere che il materiale residuato da esercitazioni non sempre sia oggetto di bonifiche accurate’) ndd. Come mai questa incongruenza, la verità dov’è? “La bonifica è stata fatta. E’ successo come quando spazzi in casa, poi passa un altro e trova della polvere e quindi …Ci sono i libri di carico e scarico, su cui registrano finanche i reperti che trovano, per esempio sparano proiettili che debbono dar luogo a piombo per 10 Kg, devono trovare i 10 Kg e li caricano, evidentemente questa operazione spesso la fanno gli abusivi, il piombo se lo rivendono”. (Infatti si legge sulla relazione intermedia che: ‘Dalle informazioni raccolte risulterebbe altresì che l’area sia marina sia terrestre – attualmente interdetta – sarebbe frequentata da recuperanti clandestini di metalli per scopi commerciali. Tale attività, ove confermata, risulterebbe altamente pericolosa, sia per il rischio di esplosioni sia per i danni alla salute’- . RELAZIONE INTERMEDIA SULLA SITUAZIONE DEI POLIGONI DI TIRO Relatore sen. SCANU Approvata dalla Commissione nella seduta del 30 maggio 2012) ndd. Quindi sta dicendo che la ‘bonifica’ la fanno clandestinamente? C’è un traffico clandestino di questo metallo, che potrebbe essere anche pericoloso? “Potrebbe essere, anche perché chi va a vedere se sul fondale marino, dove sono stati sparati proiettili c’è qualcuno che sta portando via i bossoli? Tuttavia la difesa ha ragione quando dice che la bonifica risulta fatta. Ma poi risulta sporco, si obietta…E qui c’è da considerare che poi infatti la Commissione ha chiesto un supplemento (nuove verifiche tecniche e di bonifica) in mare che è stato eseguito”. E con quali risultati? “Ancora non possiamo renderli noti”. Il 24 luglio scorso il capitano Minervini ha relazionato sui suoi ulteriori sopralluoghi a Torre Veneri. La seduta della Commissione è stata secretata dalla 20.15 alle 21.10. Ma i cittadini hanno il diritto di sapere che cosa è stato detto in quei terribili 55 minuti. mlm

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