Sgm. Salvemini: '53 laureati e vince Frasca, diplomato a 37 anni'

Lecce. Il consigliere di “Lecce bene comune” ha commentato i curricula di tutti i candidati al concorso per la società partecipata del Comune. “Scelta dettata dalla politica”

LECCE – Alla fine i curricula di tutti i candidati al concorso per il rinnovo di alcune cariche nel CdA della Sgm li ha avuti. E così Carlo Salvemini, consigliere comunale di “Lecce bene comune”, oggi li ha commentati con i cittadini, per verificare se la scelta di Mino Frasca a presidente (soprattutto questo il punto su cui Salvemini insiste) e di Francesca Conte e Giuseppe Cairo come consiglieri fosse davvero la più giusta da parte del sindaco Paolo Perrone. Nei giorni scorsi Salvemini aveva chiesto che i curricula degli eletti venissero pubblicati sul sito del Comune e così è stato. A quel punto è stato possibile sapere che il nuovo presidente della società partecipata dal Comune di Lecce è in possesso di un diploma in Ragioneria, conseguito peraltro all’età di 37 anni. Inevitabile chiedersi su quali basi il sindaco Perrone abbia preferito il curriculum di un diplomato a quelli di laureati. Ottenuti i curricula di tutti i candidati al concorso, oggi Salvemini li ha resi pubblici, facendo sapere ai leccesi che per la nomina nel consiglio di amministrazione sono giunte al Comune 66 richieste, sette delle quali sono state escluse per vizi formali. Le hanno presentate 24 laureati in Economia e Commercio, dottori commercialisti e revisori contabili con svariate esperienze professionali, corsi di aggiornamento, master, consulenze del Tribunale; 24 laureati in Giurisprudenza, avvocati, responsabili commerciali presso società private, funzionari della P.A.; un laureato in Sociologia, esperto nel settore della formazione; un laureato in Farmacia; tre laureati in Ingegneria. E poi undici diplomati (di cui quattro ragionieri revisori); un candidato con licenza media, autista della stessa Sgm. Un curriculum era invece privo di riferimenti a titolo di studio. “Ma c'è una storia che le riassume tutte e che meglio di altre può fare capire cosa significa mortificare il talento – ha detto Salvemini -. E' quella di un laureato in ingegneria del 1968 al Politecnico di Torino, con esperienza di studio e stage negli USA; responsabile per il centro sud Italia di una società privata di ingegneria americana che si occupa di consulenza aziendale nel campo dell'innovazione di prodotto e processo attraverso l'implementazione di software innovativi di simulazione per applicazioni nel campo dell'industria auto motive, aerospaziale, di difesa e nel campo dei servizi finanziari e nel mercato dell'energia; ora ricercatore presso l'Università del Salento; autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali. Ossia una figura di ricercatore con esperienza significativa sia in ambito squisitamente accademico che nell'ambito della ricerca e sviluppo presso l'industria dove ha ricoperto posizioni di responsabilità e dirigenziali con incarichi anche all'estero. Che decide di offrire la propria esperienza alla città nella quale oggi lavora. E che si vede preferito – ha aggiunto – da chi ha conseguito nel 2009, a 37 anni, un diploma di ragioniere”. “Quello che sappiamo – è il duro commento di Salvemini – è che il Perrone sindaco ha privilegiato gli equilibri di coalizione, il dovere di restituire precedenti favori politici ottenuti, la necessità di non rischiare di perdere un campione di preferenze in vista delle prossime elezioni politiche. E cosi l'ossessione del consenso, il potere dei partiti personali (che tanti danni sta procurando alla politica) ha prevalso su merito, capacità, competenza”. Articoli correlati: Sgm, curricula on line. Salvemini rilancia Nomine Sgm, infuria la polemica

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