Ale, Maite e Sara, ‘La nostra vita a km0’

LA STORIA DELLA DOMENICA. Aradeo. Dai viaggi per il mondo alla campagna salentina. Dove i ritmi sono scanditi dalle stagioni. E la frutta non si lava, perché è bio

ARADEO – La mattina, a colazione, bevono il latte appena munto da Ale. E se hanno voglia di un frutto, allungano il braccio e lo raccolgono. Lo possono mangiare senza lavarlo, perché è coltivato senza l’uso di pesticidi o sostanze chimiche. Insomma, è tutto natura. Ale, Maite e Sara (ed un fratellino in arrivo), nella loro casa in campagna ad Aradeo, hanno tutto ciò che cercano. L’aria pulita, il cibo buono, il profumo della natura intorno. Ale Bruno fa il veterinario e questo permette la soddisfazione dei bisogni economici. Tutti gli altri, sono declinati dallo scorrere delle stagioni e dal ritmo incessante e meraviglioso di giorno e notte. Nella loro fattoria scorazzano due capre adulte, un caprone, un caprone castrato, due caprette, galline, tacchini, pulcini, tre cani e cinque gatti. Una compagnia impegnativa ma irrinunciabile. Maite Campos è originaria di Vitoria, nei Paesi baschi. E’ finita nel Salento per amore di Ale, conosciuto all’Università. Vari viaggi e peripezie in giro per il mondo li hanno portati ad Aradeo, dove ci sono le radici di Ale. E dove Maite ormai si sente a casa… nella sua grande ed affollata casa. Ma non immaginate una vita “fuori dal mondo”. Maite è una grande utilizzatrice di internet e di nuove tecnologie. Le usa per stare in contatto con le sua famiglia e per essere sempre aggiornata sul mondo. Non le serve altro, nella sua casa immersa nella campagna salentina. Perché se ti affacci, senti il profumo del bosco intorno.

Maite

Maite Maite, mi racconti la tua storia? Come sei finita ad Aradeo? “Ale e io ci siamo conosciuti nel lontano ’99, cioè ai tempi dell'Università di Veterinaria di Zaragoza, dove io studiavo all'ultimo anno e lui faceva tre mesi di tirocinio dopo la laurea presa a Parma. Io, basca, come tanti là perché in Euskadi non c'è la laurea in veterinaria. Da lontano pensai che anche lui fosse basco, ma non parlava e quindi non capì subito che fosse italiano. Abbiamo fatto insieme alcune lezioni pratiche di Patologia medica e poi a alla festa della facoltà ci siamo avvicinati e conosciuti. Lui mi preparava dei piatti di pasta squisiti che io mangiavo avidamente al ritorno dalla biblioteca. Pasta con le melanzane, pasta con le cozze… abbinamenti inimmaginabili per noi che mangiamo esclusivamente pasta con chorizo (un insaccato tipico, ndr). Poi lui parte, io resto. Ci ritroviamo a Toulouse una volta, poi l'estate nel Salento insieme a mia sorella. Lui mi aveva parlato della campagna, di come trascorreva l'estate in mezzo agli alberi, la vendemmia insieme ai contadini del paese… Ci divertimmo molto quell’estate e il Salento mi sembrò bellissimo. Ricordo la frutta in campagna dei suoi e poi mangiare le mandorle insieme a mia sorella scherzando sul fatto di farsi una vita in campagna con bambini… Poi succede che io faccio un piccolo Erasmus a Torino e lui parte per il militare in Sardegna. Ci incontriamo qualche volta e poi, dopo essermi laureata, seguo i saggi consigli di mio padre e parto per l'Inghilterra. Tutto già organizzato da una società che formava veterinari e poi li impiegava nei macelli come veterinari ufficiali… Insomma, mi ritrovo a lavorare in un macello gigante a Norwich dove vengono ammazzati anche 11.000 polli al giorno, la cui carne la puoi trovare nei supermercati di tutta la Inghilterra. Un lavoro decisamente brutto. Mi raggiunge Ale, che inizia un corso di inglese, e poi scoppia la epidemia di Foot and Mouth (in Italia, la “mucca pazza”, ndr) e veniamo assunti come veterinari per il governo inglese. Un lavoro decisamente più bello, perché ci permette di girare per le campagne inglesi, negli allevamenti, controllando lo stato di salute degli animali. Una volta finito questo lavoro, decidiamo insieme di andare nel Salento e quasi subito ci mettiamo alla ricerca di una casa in campagna. Intanto viviamo nella casa di campagna di proprietà dei suoi, che durante l'inverno si ritirano nel paese.

Ale

Ale Come ti sei trovata? “Subito molto bene. Nel nostro viaggio tra Vitoria e Aradeo abbiamo qualche fermata in Francia per visitare degli allevamenti di asini. Ale aveva un’idea bellissima: un allevamento di asini per la produzione di latte destinata ai bambini intolleranti alle proteine vaccine contenute nel latte artificiale. Ci credevamo molto e quindi abbiamo a comprare animali. Purtroppo era un’idea difficile da sviluppare. Abbiamo impegnato tante energie e ci siamo fatti tante illusioni, ma dopo due anni e tante, ma tante disavventure, abbiamo deciso di cambiare rotta. Anche se devo dire che abbiamo contribuito alla nascita di non pochi asinelli e per fortuna la maggior parte è finita in un allevamento come il nostro e non in padella. Avendo le stalle e i terreni ci siamo buttati nell’allevamento di capre, ma anche in questo caso la nostra idea non ha trovato riscontro nella realtà e, sommersi dal lavoro e la burocrazia, abbiamo anche dovuto cedere. Così, io ad un certo punto ho deciso di partire per un tempo insieme a Sara, nostra figlia che aveva tre anni, e Ale inizia le pratiche per avviare un ambulatorio veterinario nei dintorni di Aradeo. Anche io intanto lavoravo in un ambulatorio in Euskadi, che mi confermava solo la mia mancanza di entusiasmo verso la veterinaria clinica. Finalmente si intravede uno spiraglio ed io e Sara torniamo ad Aradeo da Ale. Inizia così la mia ricerca di un lavoro, che non ho mai trovato. Ho fatto anche la traduttrice per un po’. Adesso aspettiamo il secondo bambino, ma già ho un progetto per il futuro che valorizzi e renda più utile il nostro terreno: un allevamento di galline ovaiole allevate al'aperto per la produzione di uova il più ecologiche possibile”.

maialini

Come avete maturato la scelta di vivere in campagna? “Era una scelta scontata. Credo che vivere in campagna sia proprio nella natura del uomo. Mi piace la città, ma dopo un po’ mi rende triste. Io vengo da una città, i miei da una città ancora più grande, ma mi ha sempre affascinato l'ambiente rurale. Adesso mi riempie molto seguire il ritmo delle stagioni, occuparmi dei lavori che esse richiedono, badare ai frutti da piantare o da raccogliere, agli insetti, anche loro stagionali, che arrivano e poi se ne vanno… agli animali selvatici che si fanno sentire nei loro cicli riproduttivi. Ho perso piano piano l'esigenza di trovare un lavoro ‘normale’. Diciamo che ora faccio la ‘casalinga di campagna’”.

capretta

Come è organizzata la vostra giornata? “La nostra vita in campagna si è evoluta con gli anni e la divisione dei compiti è avvenuta in modo spontaneo. Non è più come quando ci dedicavamo all'allevamento degli asini o delle capre, che era un vero e proprio lavoro. Ci svegliamo, come tutti, verso le 7. Io porto Sara a scuola e Ale si occupa degli animali. Li nutre in modo molto naturale, cereali (niente mangimi), e poi fieno, erba e frutta di campagna nostra. Al momento abbiamo due capre adulte, un caprone, un caprone castrato, due caprette e poi le galline, i tacchini e i pulcini, che girano liberamente (il terreno è tutto circondato da una recinzione che impedisce che scappino via). I sono anche tre cani (nonna, figlio e nipote) e cinque gatti. E gli orti recintati per impedire alle galline di entrare e ai cani di calpestarli. Uno è dedicato esclusivamente alle fragole. Abbiamo anche alberi di ulivo e di frutta, e un piccolo bosco. Quasi tutti gli alberi li abbiamo piantato noi dieci anni fa, quando abbiamo acquistato il terreno”.

gatti

Quali lavori di campagna hai imparato a svolgere? “I lavori variano a seconda della stagione, adesso per esempio è arrivato il momento di ammazzare il maiale, e le capre si sono appena accoppiate (quindi il latte inizia a diminuire, ormai c'è quasi solo per la colazione e per qualche formaggio ogni tanto). Si cominciano a piantare le verdure per l'inverno anche se ancora ci sono peperoni da raccogliere, ci sono i melograni, le noci, le mandorle, l'uva, i cotogni, le olive verdi da conservare… e fra poco sarà tempo della raccolta delle olive. Insomma, ci sono infinità di cose da fare. Si prepara la legna; noi abbiamo il riscaldamento, il camino e la stufa a legna. Di inverno, se sono a casa, la stufa è accesa dalla mattina alla sera, perché se possiamo evitiamo di usare il gas”.

verdura

Hai rimpianti per la vita che hai lasciato? “A periodi, ma penso che dipenda non tanto dalla vita in campagna ma dal fato di essere lontana dalle mie radici. Niente soldi, ma il valore di quello che produciamo non ha prezzo. Certo, senza il lavoro di Ale come veterinario non potremmo vivere, sennò chi paga internet e tutto il resto”? Nella chiacchierata si inserisce la piccola Sara. Nove anni, quarta elementare, e “vita contadina” da sempre.

Sara

Sara “Il lato brutto di non vivere in paese o in città – mi dice – è che non posso andare a scuola a piedi o in bici con altri miei amici o amiche, non posso avere una panetteria all'angolo o andare la mattina a prendere il pane fresco per usarlo per fare il mio panino da portare a scuola. Un altro aspetto negativo è che il pomeriggio non posso incontrarmi con i miei amici nelle villette. Ma ci sono anche tanti lati belli: puoi stare a contatto con la natura e puoi giocare a dare le mele al maiale,vedere come mio padre munge le capre ottenendo così il latte che la mia famiglia beve ogni giorno. Inoltre io mi diverto a gironzolare con la bici con le mie amiche, a scalare i diversi alberi soprattutto quelli di fico, naturalmente a piedi nudi; la stradina su cui è affacciata la mia casa è lunga all'incirca 200 metri e alla fine c'è una strada asfaltata e lì io, insieme a delle mie vicine di casa, andiamo a pattinare e ci divertiamo molto. Inoltre ho il grande vantaggio di raccogliere i frutti dagli alberi e mangiarli senza nemmeno lavarli. La cosa più bella è che in estate montiamo la piscina e con le mie amiche mi ci diverto un sacco. Ogni anno con le mie vicine di casa scegliamo una canzone e, su quella musica, inventiamo un ballo inventato che perfezioniamo ogni giorno e alla fine esce un ballo bellissimo. Il giorno del mio compleanno giochiamo all'aperto a calcetto e con i palloncini ad acqua. Vivere in campagna è bellissimo”.

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