Nomine Sgm. Melica: ‘Scivolone di Perrone’

Lecce. Nel motivare le scelte dei vertici della società partecipata del Comune, il sindaco non avrebbe addotto motivazioni legate al merito ma solo alla politica

LECCE – Per motivare le nomine del presidente e dei due nuovi consiglieri di amministrazione della Sgm, il sindaco Paolo Perrone non avrebbe portato argomenti inerenti la meritocrazia ed il valore delle figure scelte, ma solo spiegazioni di carattere politico. Luigi Melica, capogruppo Udc in Consiglio comunale definisce “scorretta, oltre che insufficiente” la risposta data da Perrone ai capigruppo Foresio e Salvemini, in merito alle nomine dei vertici di Sgm. “Per ‘giustificare’ la scelta caduta sul nome di Mino Frasca a presidente – dice Melica -, ripesca dal passato le scelte operate dalla precedente amministrazione provinciale, guidata dal centrosinistra, che nominò Umberto Uccella alla Stp, rinfacciando a Salvemini niente meno che un ‘triste moralismo’. Nessun accenno a criteri di meritocrazia, ma semplice debacle politica, che nessuna risposta dà ai cittadini, veri e unici destinatari del servizio”. “Ciò che più inquieta – aggiunge il capogruppo Udc – è il concetto di fondo, secondo cui chi governa tutto può, senza dover dare conto a nessuno delle proprie decisioni: se infatti il centrosinistra, secondo il ragionamento di Perrone, si è lasciato guidare da meri appetiti di poltrone, allora, perché mai non dovrebbe farlo anche il centrodestra, che grazie alle nuove nomine Sgm riesce finalmente a trovare la quadra degli equilibri del Consiglio comunale? La situazione ha del tragicomico, tanto da far venire in mente l’opera lirica di mozartiana memoria ‘Così fan tutte’. Risposte come queste – conclude Melica – non fanno altro che legittimare il clima di sfiducia nella politica da parte dei cittadini e danno adito con vigore all’antipolitica”.

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