Donazione del cordone. Premio nazionale ad Adisco Puglia

L’associazione ha ottenuto il riconoscimento per un progetto sulla “Diffusione della cultura della donazione del sangue cordonale”

Quattro anni di lavoro non sono passati invano. Tutt’altro. Il presidente di Adisco Puglia (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) Giuseppe Garrisi, insieme ai presidenti delle sezioni territoriali di Bari, Bisceglie, Molfetta, Trani, hanno ottenuto il riconoscimento nazionale per il miglior progetto sulla “Diffusione della cultura della donazione del sangue cordonale”. Il premio sarà ritirato in occasione del seminario di aggiornamento sulla donazione delle cellule staminali da sangue cordonale, promosso dall’Adisco nazionale e che si terrà presso l’Abbazia di Spineto a Siena. Il titolo del seminario è “La raccolta del sangue cordonale, strategie attuate per incrementare numero e qualità delle unità di sangue cordonale da donazione solidaristica”. “Infatti – spiega Garrisi – vengono congelate solo le unità di sangue cordonale che abbiano un milione e duecentomila cellule, e che saranno utilizzate per un felice esito del trapianto in bambini affetti da malattie oncoematologiche, perché la riuscita del trapianto è legata alla proporzione tra il numero di cellule e i chili di peso del paziente che deve essere trapiantato”. Ad oggi, con sangue proveniente dalla Banca Regionale di Sangue Cordonale di San Giovanni Rotondo, ossia con sangue pugliese, sono stati trapiantati, con esito felice, quattro bambini di cui due in Francia. Le cellule staminali cordonali sono perfettamente in grado di ricostituire un midollo osseo dopo la sua distruzione in seguito a trattamento radio – chemioterapico. Il primo trapianto di staminali emopoietiche ottenute da sangue cordonale venne effettuato nel 1988 in Francia. Ad oggi sono stati effettuati oltre 10.000 trapianti con cellule staminali da cordone ombelicale, di cui quasi 700 in Italia, con gli stessi risultati di quelli ottenuti con cellule staminali da midollo. Il sangue cordonale raccolto subito dopo il parto contiene cellule staminali con relativa immaturità immunologia il cui utilizzo spesso permette di superare le tradizionali barriere di compatibilità consentendo di effettuare il trapianto anche tra soggetti non perfettamente compatibili, come invece è necessario per le staminali emopoietiche da adulto. “Un merito particolare – dice Garrisi – va alla sezione territoriale di Bari, presieduta dal dottor Gennaro Volpe che insieme all’ ostetrica Anna Maria Carbotta del servizio Crasco (Centro raccolta sangue del cordone ombelicale) dell’ospedale Di Venere, hanno curato ed elaborato il progetto che ha ricevuto il riconoscimento nazionale”.

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