Emergenza rifiuti. Dieci i Comuni morosi

Lecce. Oggi l’incontro in Provincia. La prefetta ha annunciato azioni di sollecito nei confronti dei Municipi in difetto. Intanto restano chiusi gli impianti di Ugento e Poggiardo

LECCE – L’emergenza rifiuti non “rientra”. Ed anche dopo l’estate i problemi sono quelli di sempre: i Comuni salentini sono morosi nei confronti delle ditte incaricate della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti sul territorio. Queste, di conseguenza, non riescono a sostenere le spese e minacciano di incrociare le braccia da un giorno all’altro non garantendo il normale svolgimento del servizio. Di questo si è discusso stamattina in Provincia, nel corso della riunione convocata per proporre una prima definizione dei confini degli Aro, gli ambiti sub-provinciali che si dovranno occupare dei soli servizi di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. Presenti all’incontro i tre commissari Ato Gianni Garrisi, Silvano Macculi e Francesco Ferraro, istituzioni e sindaci. Sarebbero dieci i Comuni morosi (i nomi non sono stati resi noti), nei confronti dei quali la prefetta Giuliana Perrotta si è impegnata ad attivare azioni di sollecito. Nell’Ato Lecce 1 i Comuni versano i pagamenti direttamente alle aziende e non all’Ambito, per cui non si conosce l’ammontare del debito complessivo. Per le Ato Lecce 2 e 3 sono stati gli stessi commissari a fornire, oggi, i dati. Nell’Ato Lecce 2 (al 30 aprile scorso) ci sarebbero i Comuni meno virtuosi; qui il debito ammonterebbe a 14 milioni 280 mila euro con i “picchi” di Galatina, che avrebbe un debito di un milione 404 mila euro, e Cursi, di poco più di un milione. Scorrano e Castrignano dei Greci sarebbero morosi di quasi 800mila euro. Nell'Ato Lecce 3 (al 9 di settembre), Casarano avrebbe un debito di un milione 160mila, Racale di quasi 900 mila, Taviano di più di 300mila euro. Il totale è di 3milioni 122mila. Intanto, fuori dagli uffici, oggi sono rimasti chiusi gli impianti di trattamento di Ugento e Poggiardo e quello di combustione di Cdr di Cavallino. L’effetto catena ha causato disagi in tutto il Sud Salento. La Cogeam, che gestisce gli impianti, ha fatto quindi appello alla prefetta affinché solleciti una soluzione definitiva ed efficace. Per ciò che riguarda la questione “Aro”, invece, ogni Ato deve comunicare la definizione dei perimetri in Regione entro il 24 settembre. Ogni Ambito di raccolta ottimale non può contare meno di 60mila abitanti. Ecco una provvisoria definizione dei perimetri proposta: // Ato Lecce 1 Aro 1: Lecce Aro 2: Arnesano, Campi Salentina, Carmiano, Guagnano, Novoli, Porto Cesareo, Leverano, Salice Salentino, Squinzano, Surbo, Trepuzzi, Veglie. Aro 3: Calimera, Caprarica di Lecce, Castrì, Cavallino, Copertino, Lequile, Lizzanello, Martignano. ARO: Melendugno, San Donato di Lecce, San Pietro in Lama, Monteroni, San Cesario. // Ato Lecce 2 Aro 1: Sternatia, Soleto, Galatina, Sogliano, Corigliano, Melpignano, Maglie, Zollino, Martano. ARO: Castrignano de' Greci, Cursi, Carpignano Salntino, Bagnolo del Salento, Palmariggi, Cannole. Aro 2: Nardò, Galatone, Sannicola, Alezio, Tuglie, Neviano, Seclì, Aradeo, Collepasso. Aro 3: Otranto, Giurdignano, Uggiano, Giuggianello, Minervino, Muro Leccese, Sanarica, Scorrano, ARO: Cutrofiano, San Cassiano, Nociglia, Surano, Andrano, Spongano, Botrugno, Poggiardo, Santa Cesarea, Ortelle, Castro, Supersano, Diso. // Ato Lecce 3 Aro 1: Casarano, Ruffano, Montesano, Miggiano, Specchia, Tricase. Aro 2: Parabita, Matino, Racale, Melissano, Taviano, Alliste, Gallipoli. Aro 3: Ugento, Taurisano, Acquarica del Capo, Presicce, Alessano, Tiggiano, Corsano, Salve, ARO: Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo.

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