Rivoluzione mondo del lavoro: questo sconosciuto

La riforma del lavoro è entrata in vigore circa due mesi fa, ed ora si iniziano a tirare le prime somme circa gli effetti sul mercato del lavoro

Nonostante le aspettative e le intenzioni propositive espresse da Bruxelles, nella persona del Commissario UE al Lavoro, Laszlo Andor, (il quale si ritiene che «la riforma del mercato del lavoro italiana avrà un impatto positivo creando nuove opportunità di lavoro e rendendo tale mercato più inclusivo e dinamico»), diversi sondaggi svolti sul campo, per le strade, a contatto diretto con i cittadini, non confermano tale visione ottimistica. Campione sotto l’obiettivo ovviamente i giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nello specifico, ha condotto un sondaggio interessante dal quale è emerso che la riforma del lavoro lascia fuori dal mercato proprio i giovani, che invece il ministro del Welfare Elsa Fornero diceva di voler favorire. Il paradosso ha visto infatti circa il 93% del campione esaminato, affermare che la riforma Fornero ha impedito l’avvio di nuovi contratti a progetto, che nella nostra epoca rappresenta il primo importante step ufficiale (dopo lo spesso non remunerato stage), nonché prima speranza per poter ambire agli step successivi, magari nella stessa azienda o ente. Addirittura, il tanto auspicato contratto a termine, che rispetto al precedente rappresenta l’ultimo baluardo per l’inserimento definitivo nel mondo del lavoro, non ha prodotto gli effetti sperati. Secondo la Fondazione infatti per il 52% degli intervistati la novità non ha prodotto un aumento significativo dei rapporti di lavoro, detrminandone piuttosto una confusionaria interpretazione da parte dei datori di lavoro che si è alla fine tradotta in un “Grazie e alla prossima”. Si lamentano inoltre difficoltà notevoli in ambito operativo nell’applicazione di norme come l’obbligo di comunicazione per i rapporti di lavoro intermittente: quasi il 52% lamenta problemi legati alla mancanza di strumenti adatti per non parlare poi dei disservizi provocati dalla carenza di personale idoneo e preparato. Nessun miglioramento poi sulla natura di questo tipo di rapporti, che rimangono occasionali con solo il 2% dei datori di lavoro che si dimostra disposto ad assumere i dipendenti a tempo indeterminato al termine del periodo transitorio e problemi applicativi sono stati riscontrati poi anche con riferimento alla norma che cerca di dare un taglio alla pratica delle dimissioni in bianco delle donne. Insomma, per farla breve, secondo il 90% dei consulenti, ad impedire la nascita di nuovi posti è l’eccessiva rigidità introdotta dalla riforma, ma anche l’eccessivo costo del lavoro dipendente ha il suo peso. La voce dei piccoli e medi imprenditori del Bel Paese si è fatta sentire recentemente durante uno dibattito che ha visto dall’altra parte i rappresentati dei sindacati nazionali. Per le imprese si tratta di un +114% rispetto al netto in busta per il contratto a tempo determinato e per i contratti a termine c’è un 1,4% in più per finanziare l’Aspi. Forse la riforma Fornero abbisognerebbe di una ulteriore riforma o meglio di una “Riforma nella Riforma” e che questa volta, si auspica, sia quella buona, visto e considerato che a farne le spese sono e saranno in futuro solo i giovani italiani, ossia il “futuro” del nostro Paese.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment