Scene dal quartiere delle fate. Il brutto quotidiano esorcizzato dal teatro

Lecce. K-now, il teatro per strada e sui tetti. Per raccontare la realtà mentre se ne costruisce un’altra

Un terrazzo in cima ad uno degli anonimi fabbricati popolari degli anni ‘30, nel Quartiere Leuca di Lecce, è stato il suggestivo e inedito scenario della prima performance itinerante del K-Now, il Laboratorio Showcase del Teatro Pugliese, a cura della Compagnia leccese Iduma Teatro, giunto alla sua V Edizione. Questa riuscitissima iniziativa si collocava nel programma integrato di Rigenerazione Urbana del Comune di Lecce, con focus sul Quartiere Leuca, appunto.

Un momento dello spettacolo d'apertura “Scene dal quartiere delle fate” Il lavoro d’apertura, dal titolo “Scene dal quartiere delle Fate”, per la regia di Werner Waas, recitato da Lea Barletti, Cecilia Maffei, Alessio Toma e Sara Bevilacqua, ha nutrito a piene mani la sua trama con episodi realmente accaduti, raccontati dalle donne che vivono in questo contesto urbano difficile.

Ironia e leggerezza per raccontare condizioni di vita non proprio idilliache Temi duri, come l’emarginazione sociale diffusa, le contaminazioni con il mondo della droga, le piccole silenziose violenze domestiche vissute come una condanna necessaria, la difficile convivenza negli spazi angusti e degradati dei pianerottoli.

I palazzoni anni '30 diventati teatro delle performace Ma il fatto sconvolgente di questa performance è stato il modo scelto dal regista e perfettamente eseguito dagli attori: lieve e ironico, a bassa voce e a tratti sorridendo, come se certe ferite profonde della vita fossero stati graffi che passano presto. Il pubblico, poi, cioè il vero protagonista del pezzo, composto da giovani e genitori, ragazzini e alcune nonne che annuivano e, a volte, si asciugavano una lacrima perché si riconoscevano nel frammento che i bravissimi interpreti in scena raccontavano.

Due attrici in “scena” Ma come entrano in questo contesto le fate? Intanto perché là intorno sorge la cosiddetta Masseria delle Fate, che periodicamente torna nel libro delle promesse delle varie amministrazioni comunali come un bene architettonico e culturale da recuperare a questo non splendido quartiere leccese. Poi perché questa leggendaria figura onirica dell’infanzia di tutte le epoche e di tutto il mondo contrasta con la reale condizione femminile di chi vive queste case, questi palazzoni, questo rione brutto brutto. Ecco le Fatine con le ali che vengono a portare una ventata di speranza e a evocare una colpo di magia che, forse, non avverrà…

Ancora teatro ad ancora terrazzi “rivisitati” Bambini del quartiere, istruiti con amorevole pazienza per alcuni giorni dalle ragazze dell’Induma Teatro, hanno eseguito coreografie, canti originali e giochi di gruppo, riscuotendo un particolare, caloroso successo. La performance si è conclusa con una lunga parabola itinerante caratterizzata da angoli teatrali, minicoreografie, spunti allegorici, spettacolini e dialoghi, alcuni dei quali recitati in modo veramente professionale. Da citare, perché strepitoso, l’episodio “La topastra” eseguito da Alice Zompì e tutto il Gruppo brindisino dei Meridiani Perduti, davvero bravi.

Il pubblico ha partecipato molto attivamente alle esibizioni. E non è mancata qualche lacrima… Il sindaco Paolo Perrone e l’assessore Saverio Martini, che hanno seguito l’intero spettacolo e si sono fatti con le centinaia di concittadini l’intero itinerario, si sono complimentati con organizzatori e attori, alcuni dei quali autentici Artisti di strada, per l’ottimo lavoro svolto.

I bambini sono stati protagonisti attivi degli spettacoli

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