Stalking, le implicazioni penali

Taviano. Nel convegno di sabato a Taviano illustri relatori hanno approfondito il tema della molestia persecutoria che sfocia nel 5% dei casi in omicidio

TAVIANO – Comprendere lo stalking non solo dal punto di vista psicologico ma anche da quello penale. E’ nato con questo obiettivo il convegno ‘Stalking – tra ossessione e imputabilità’ organizzato sabato scorso dalla Commissione delle Pari Opportunità del Comune di Taviano, insediatasi solo a marzo 2012, ma già molto presente ed operativa sul territorio. La Commissione è presieduta dall’avvocata Laura Borrega, coadiuvata, per questo progetto, da Loredana Grimaldi (della Commissione), Francesco Mariano (delegato dell’ufficio Cultura del Comune di Taviano), dall’assessora alle Pari Opportunità Teresa Sabato e, tra gli altri, da Gerry Di Pietro, unico componente maschile della Commisione tavianese, composta da ben 27 membri. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Taviano Carlo Portaccio e della stessa Grimaldi, si sono susseguiti gli interventi dei relatori Andrea Feltri, criminologo, Roberto Tanisi, presidente della Corte d’Assise di Lecce, Antonia Martalò, gip del Tribunale di Lecce, e Biagio Palamà, patrocinante in Cassazione, del Foro di Lecce, che hanno sviscerato il tema dello stalking, attraverso un’analisi criminologica dapprima e giuridica poi. Come è stato ricordato più volte nel corso del convegno, stalking (termine derivato dall’inglese, to stalk= braccare, predare, cacciare) è un reato di recente introduzione e si delinea come una condotta data da comportamenti reiterati di molestie e atti persecutori, tali da generare ansie, paure e alterazioni dello stile di vita della vittima. Si tratta di un fenomeno tutt’altro che marginale e certamente da non prendere sottogamba che riguarda nel 75% dei casi vittime donne e che nel 5% dei casi sfocia nell’omicidio.

Andrea Feltri

Andrea Feltri Feltri ha esplicitato i vari mezzi utilizzati dagli stalker per portare avanti le molestie; tra questi il privilegiato è sicuramente il telefono, che diventa il tramite per inviare messaggi continui ed effettuare chiamate diurne e notturne. Ma gli stalker si servono anche di appostamenti, pedinamenti, invio di regali non graditi, danneggiamenti di cose o persone. Spesso infatti gli stalker, solitamente soggetti incapaci di accettare l’abbandono, colpiscono le persone vicine alle loro vittime. Secondo l’Osservatorio nazionale dello Stalking, un italiano su cinque sarebbe vittima di molestie insistenti, con un range d’età che spazia nella maggioranza dei casi tra i 18 ai 30 anni. Le conseguenze per le vittime sono disturbi del sonno, ansia, alterazione del tono dell’umore, paura che costringe ad alterare il normale svolgimento delle attività quotidiane. Tanisi, Martalò e Palamà hanno poi fatto riferimento ad alcuni casi specifici e premettendo l’importanza della denuncia hanno, però, poi posto l’accento sullo strumento dell’ammonimento: un provvedimento che è una sorta di avviso allo stalker e consentirebbe uno snellimento dell’iter procedurale altrimenti lento attraverso le fila dei processi.

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