Parco archeologico. Un muro per negare gli accessi

Parabita. Bene Comune contro la decisione della Giunta di costruire un muro per impedire gli accessi abusivi all’area. Che comunque resta chiusa al pubblico

PARABITA – Un muro presto impedirà l’accesso al parco archeologico di Parabita. L’intervento è stato approvato in Giunta lo scorso 7 maggio (dgc n. 114) ed è contenuto nella successiva delibera del dirigente ai Lavori pubblici del Comune. Nelle intenzioni, la realizzazione del “muro” dovrebbe servire ad impedire “accessi abusivi” all’area archeologica; di fatto dai cittadini è avvertito come un limite alla libera fruizione del parco. Che oggi non può essere visitato in quanto è stato chiuso al pubblico poco dopo l’apertura. Sulla questione è intervenuto nelle scorse ore il gruppo consiliare “Bene Comune” che ha raccolto manifestazioni di sdegno da parte dei cittadini nei confronti di questa decisione dell’Amministrazione Cacciapaglia. “Le Veneri di Parabita sono considerate tra le più importanti testimonianze archeologiche del nostro incantevole territorio salentino – si legge in una nota firmata dai consiglieri Gaetano Panese, Marco Cataldo, Mauro Cataldo -. Ventisettemila anni di storia custoditi dalla grotta delle Veneri, che oltre dare alla luce le due ‘statuette’ più famose del Salento, hanno svelato uno dei segreti della Collina di S. Eleuterio: due scheletri di un uomo ed una donna vissuti migliaia di anni fa. Per non parlare delle punte di lancia e di frecce ed utensili dell’Homo di Neanderthal e del Paleolitico superiore”. Il parco di Parabita è stato oggetto di un intervento di valorizzazione da 800mila euro (Pis 14) che l’ha aperto al pubblico nel settembre 2009. Tuttavia, “oggi il parco è chiuso – si legge nella nota del gruppo consiliare -. Dopo l’abbandono si è giunti all’atto finale: la costruzione di un muro per impedirne l’accesso. Invece di puntare alla cultura quale fattore di sviluppo socio-economico, si abbandona il più importante insediamento archeologico del Salento. La scelta dell’amministrazione Cacciapaglia e dell’assessore alla cultura Laterza di abbandonare il parco è uno schiaffo per lo sperpero di 800mila euro di fondi europei, per i mancati introiti di un sito archeologico con grande richiesta di visite turistiche e per l’abbandono della storia del Salento. Tanti cittadini parabitani ci hanno fatto pervenire il loro disappunto sulla scelta dell’amministrazione comunale di chiudere il parco e di aver ignorato il piano di gestione proposto da una delle più importanti società che opera nel settore dei parchi in Italia, senza costi per l’Ente”. All’Amministrazione comunale i consiglieri di Beni comune non perdonano di aver trascurato la valorizzazione del proprio patrimonio archeologico che, in tempi di ristrettezze economiche per tutti gli enti locali, avrebbe potuto costituire la chiave di volta per l’incremento delle presenze turistiche nella zona. Articoli correlati: Parabita. Si apre il parco archeologico “Taglio del nastro” per il Parco Archeologico a Parabita

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