Ogni giorno in migliaia a scrocco sui mezzi pubblici

Evitare il fenomeno dei “portoghesi”? Secondo Gianni D’Agata dello Sportello dei diritti potrebbe bastare abbassare le tariffe

Le aziende di trasporto corrono ai ripari dal cosiddetto fenomeno dei “portoghesi” ovvero dei furbetti che viaggiano a “scrocco” sui mezzi pubblici. I controllori sanzionano in media ogni giorno migliaia di viaggiatori che non sono in possesso di un titolo di trasporto valido. Vige infatti un cattivissimo malcostume da parte di taluni, abituati a viaggiare senza biglietto, sostando in prossimità della macchinetta obliteratrice oppure vicino alla bussola di uscita. Il problema risiede anche nel notevole aumento dei costi dei trasporti pubblici che purtroppo ha avuto un effetto disincentivante sull’acquisto dei ticket che va ad incidere sul già pesante caro vita dei cittadini. Non è da sottovalutare, infatti, che i trasporti pubblici vengano utilizzati soprattutto da pendolari delle fasce sociali più deboli e l’aggravio di anche soli 50 centesimi per corsa o per tariffa oraria è una ulteriore spada di Damocle che pende sulla testa e sui i portafogli dei cittadini il cui reddito medio è bloccato ormai da anni. Per i milanesi ed i romani infatti è scattato da poco l’aumento da 1 a 1,5 euro. Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” quello della persecuzione dei cosiddetti “portoghesi” è una missione difficoltosa ma interessante per l'agenzia di riscossione, se si pensa che, si parla di un “tesoretto” che supera i milioni di euro. Una soluzione possibile è quella di abbassare i costi degli abbonamenti per tutelare almeno la categoria dei pendolari.

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