Taglio punto nascite. Le reazioni della politica

Casarano. La lotta contro la chiusura di Ostetricia non conosce colore politico. E, a Casarano, i partiti mettono in dioscussione l'operato dei propri vertici

CASARANO – La protesta contro il taglio del reparto di Ostetricia del “Ferrari” di Casarano non ha colore politico. E' corale e convinta. E c'è di più: i circoli cittadini dei partiti non stanno esitando a mettere in dubbio l'operato dei propri vertici proviciali e regionali. Ecco le reazioni della politica casaranese alla notizia della delibera di Giunta di alcuni giorni fa. // Udc: ‘Ne discuta il Consiglio’ A distanza di due giorni dalla notizia della chiusura del punto nascite dell’ospedale “Ferrari”, l’Udc di Casarano, dopo aver consultato i propri referenti regionali, ha preso posizione, inoltrando al sindaco Gianni Stefano, richiesta di inserimento della questione nell’ordine del giorno del primo Consiglio comunale. “Crediamo che sia necessario, più delle sterili dichiarazioni dei vari esponenti politici, procedere con atti concreti e forti nella direzione della salvaguardia degli interessi della nostra città, da più parti oggetto di attacchi”. Parte dall’Udc l’invito a tutte le forze politiche attive nel Comune di Casarano a fare fronte comune contro le scelte dell’esecutivo regionale, “puntualizzando che nessuna forza oggi, né di maggioranza, né di opposizione, si è mossa in difesa del centro nascite dell’ospedale Ferrari”. “Siamo pronti a dare battaglia – si legge in una nota dall’Unione di centro -, anche agli esponenti del nostro partito, ove continuassero a essere sordi rispetto alle più che legittime posizioni assunte in difesa del reparto in questione. Solo per entrare brevemente nel merito, si rammenta agli amministratori regionali, che il ‘Ferrari’, al contrario di altri nosocomi, è dotato dei reparti di rianimazione e chirurgia pediatrica, idonei a garantire eventuale, adeguata assistenza ai neonati che dovessero manifestare importanti patologie sin dai primi gironi di vita”. L’Udc si schiera inoltre in difesa, non solo del centro nascituri del “Ferrari”, ma di ogni ufficio che ha sede in città, come lo sportello di Equitalia, in procinto di essere soppresso. // Il Pd chiede conto ai ‘suoi’ I rappresentanti provinciali e regionali del Pd hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità per scongiurare la chiusura del reparto di Ostetricia dell’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano? La domanda è tutta interna al Pd; è infatti il circolo casaranese del Partito democratico a porla, in una lettera aperta inviata al segretario provinciale Salvatore Capone, al segretario regionale Sergio Blasi ed alla vicepresidente della Regione Loredana Capone. Nella lettera il Pd di Casarano parla di “sconcerto” e “sdegno” per una decisione che appare “assurda”. “Solo pochi giorni fa, su tutti i media locali e nazionali si lodavano le capacità professionali del reparto di Chirurgia Pediatrica del nostro ospedale; ci saremmo aspettati che, per completare i servizi di alta qualità e di eccellenza sanitaria che l’ospedale offre al nostro territorio, si parlasse finalmente di dotare lo stesso di una Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Ci troviamo invece a dover intraprendere tutte le azioni necessarie affinché una scelta fatta da una politica malata, fatta di vecchie logiche spartitorie e di scambio di favori che ignora motivazioni tecniche e territoriali (la parte jonica della provincia è totalmente scoperta di punti nascite) e l'interesse collettivo, sia al più presto sconfessata”. Le accuse sono molto gravi e chiamano in causa direttamente i vertici del partito. “Chiediamo ai nostri rappresentanti nel Consiglio Regionale ed, in particolare, alla vicepresidente Loredana Capone quali siano stati i reali motivi della scelta, perché sono state clamorosamente sconfessate le decisioni della III Commissione Regionale ‘Assistenza Sanitaria e Servizi Sociali’, secondo quali motivazioni la stessa vicepresidente si sia espressa, in occasioni pubbliche, a favore del punto nascita di Scorrano e se questo andasse necessariamente a discapito di altri punti nascita. Chiediamo, inoltre, ai nostri segretari Provinciale e Regionale, Salvatore Capone e Sergio Blasi, se erano a conoscenza delle decisioni che si andava a prendere in Giunta e se tali decisioni sono in linea con quelle espresse dall’intero partito e fatte proprie dal documento tecnico prodotto dalla III Commissione. Grave sarebbe accorgersi che la linea politica dell’intero partito fosse sconfessata, perseguendo logiche personalistiche che a hanno a spartire con la buona politica e la salute dei cittadini. Da parte nostra non lasceremo a di intentato e confermiamo l’appoggio ad ogni iniziativa – senza preclusione di colore e appartenenza politica – volta alla risoluzione della vicenda, nell’esclusivo rispetto delle giuste motivazioni tecniche e territoriali”.

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