Tagli ospedalieri. Cimino convoca la Commissione

Lecce. Secondo il presidente della Commissione provinciale le scelte di Vendola sarebbero una “prova di forza” contro il Pd

LECCE – Un no corale e fortissimo alle penalizzazione della sanità salentina. E’ ciò che uscirà stamattina dalla riunione della VI Commissione Servizi Sociali ed Educativi. La seduta, presieduta da Francesco Cimino, affronterà il nodo della chiusura dell’ospedale di Nardò e dei reparti di Ostetricia di Gallipoli e Casarano. Durante l’incontro, previsto per le ore 12 presso la sala commissioni consiliari di Palazzo dei Celestini, verrà elaborato ed approvato un testo comune, condiviso da maggioranza e minoranza, di opposizione nei confronti della delibera di Giunta dello scorso martedì che ha dato l’ok al Regolamento di attuazione della seconda fase del Piano di rientro. Alla Commissione prenderanno parte anche il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il direttore generale della Asl di Lecce Valdo Mellone ed i sindaci ed i rappresentanti istituzionali dei Comuni più direttamente coinvolti dalla decisione della Regione, ovvero Nardò, Gallipoli e Casarano. A Cimino abbiano chiesto una previsione sui lavori di stamattina. Da quanto le è stato possibile testare, la volontà della Commissione è univoca? “Certamente; maggioranza ed opposizione sono unite contro la decisione della Giunta regionale. Il presidente Vendola sta prendendo delle decisioni inspiegabili e prive di logica che vanno a tutto discapito dei cittadini. Il tema della sanità è un tema delicato e non è giusto esercitarsi in prove di forza sulle spalle di chi ha bisogno”. Che cosa intende dire? Contro chi sarebbe la ‘prova di forza’? “Naturalmente contro il Pd. Io credo che il taglio di posti letto e di reparti di Ostetricia praticamente in tutta l’area ionica sia dettato dalla volontà di Vendola di imporre le proprie scelte agli partiti componenti la maggioranza. Altrimenti non vedo quale altra spiegazione ci sia dietro un atteggiamento del genere e non vedo perché nell’area Nord, attorno a Lecce, vi sia invece una armonica distribuzione di reparti e posti letto”. Attribuisce tutta la colpa al presidente Vendola o pensa che i rappresentanti dei territori “penalizzati” in Regione non siano fatti valere abbastanza? “Credo che non li avrebbe ascoltati comunque. Vendola governa da otto anni la nostra Regione ed il risultato sono 2.200 posti letto in meno, la reintroduzione del ticket sanitario ed il taglio dei punti nascita. Io sarei andato a casa per molto meno. Ho avuto la sventura di frequentare un Pronto soccorso, recentemente, ed ho visto scene irreali. Non è possibile attendere quattro o cinque ore per una radiografia. Questo è solo un esempio, ma immaginiamo che cosa accadrà quando gli ospedali ‘scelti’ saranno del tutto cancellati. La situazione sarà insostenibilità e la sanità sarà al collasso”. Articoli correlati: Piano di rientro sanitario. 800 posti in meno in Puglia Piano di rientro. Chiudono l'ospedale di Nardò e tre punti nascita

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