Piano di riordino. Perrone: ‘Il Fazzi verso il collasso’

Lecce. Il sindaco di Lecce lancia l’allarme e prevede tempi duri anche per gli ospedali “graziati” dai tagli

LECCE – “Quello che sta avvenendo in Puglia è a dir poco “scandaloso”, agli occhi dell'intero Paese e degli stessi cittadini pugliesi che dovrebbero vedere garantiti i propri diritti. La salute, tra questi, è certamente il più importante. Questa fase della riorganizzazione ospedaliera ha rappresentato il “colpo di grazia” per la nostra sanità. Nonostante i dissensi, le proteste e le preoccupazioni diffuse, si continua a procedere nella stessa direzione, non curandosi di una offerta sanitaria regionale ormai del tutto inesistente e di presidi ridotti al collasso”. È quanto dichiara il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, in merito all'attuazione della seconda fase del Piano di Rientro, nell'ambito della cui riorganizzazione ospedaliera si è proceduto alla chiusura di diversi ospedali in tutta la regione e di numerosi punti nascita. “La Regione Puglia ha privato un intero territorio di numerosi ospedali di riferimento e di reparti di ostetricia in ogni dove, senza preoccuparsi di dotare le strutture ‘salvate dalla mannaia’ di adeguati rinforzi, gli stessi che erano stati promessi soltanto pochi mesi fa”. Secondo Perrone, le conseguenze di questi tagli saranno avvertite anche dagli ospedali “risparmiati”, come il Vito Fazzi di Lecce, già provato da reparti in totale deficit di personale e di strumentazioni, che, secondo il sindaco, con la chiusura dell'ospedale di Nardò, ora rischia l'implosione. “Quale razionalizzazione di spesa – chiede Perrone – può non tener conto delle conseguenze sui cittadini? Soprattutto quando si parla del diritto alla salute? Se pensiamo che, in totale, la Puglia perderà più di duemila posti letto e chiuderà 21 ospedali, capiamo bene come la nostra regione e le nostre città non vedranno più garantita la possibilità di cure e assistenza medica. Dove sono finite le promesse che il governatore Vendola si era prodigato a fare in piena campagna elettorale e relative ai rinforzi e ai supporti che i presidi ‘miracolati dal Piano’ dovevano ricevere per compensare la chiusura degli ospedali limitrofi? Fa sorridere che il presidente Vendola tenga a precisare che è inappropriato parlare di ‘chiusura’, dimostrando di privilegiare il concetto ‘riconversione’. Ai cittadini le parole e i falsi proclami non interessano più. Come sindaco e massima autorità sanitaria di Lecce ribadisco tutte le mie preoccupazioni per un ospedale, il Fazzi, che già da diversi mesi stenta a resistere all'aggravio di lavoro e alla sempre più forte assenza di personale specializzato. Le scelte della Regione stanno minando seriamente la serenità dei pazienti del Salento e della Puglia. Quello a cui assistiamo è l'amaro epilogo di un disastro annunciato, di una Regione incapace di comprendere le esigenze di un territorio per il quale, guardare altrove per ricevere assistenza medica, diventerà purtroppo una prassi. Bene fanno le forze politiche che non intendono abbassare il capo dinanzi ad un'azione scellerata come questa. Siamo pronti a far sentire la nostra voce che, se il governatore non se ne è ancora accorto, è la voce della regione che si era impegnato a ben amministrare”.

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