‘Giustizia è fatta, non è un padre’

Mesagne. Il papà di Melissa in conferenza stampa ha ringraziato le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno sostenuto la sua famiglia in questi giorni. Riferendosi a Vantaggiato: “Per me non esiste”

La mamma di Melissa ha grandi occhiali neri e i capelli sciolti che le coprono il viso. Il capo è sempre chino, a guardare il petto. Durante la breve conferenza stampa non alzerà mai lo sguardo. E’ Massimo, suo marito, a parlare: “Non so come definirlo, questo… questo… quest’uomo”. Sembra stia per dire “mostro” ma poi si ferma, ci ripensa: “Un uomo così non è un padre. Per me non esiste. Se lo incontrassi lo ignorerei. Ha rovinato due famiglie, la mia e la sua. In questi giorni è tornato a casa, si è seduto a tavola coi suoi figli, i suoi nipoti, avranno parlato di quello che è accaduto. Ma mi chiedo che cosa abbia detto”. Non c’è rabbia nelle sue parole, ma ricordando lo sfogo dei ragazzi del Morvillo-Falcone, che alla notizia del fermo di Giovanni Vantaggiato hanno urlato “Portatecelo qua!”, commenta: “Mi associo, li comprendo”. C’è rabbia tra le persone di Mesagne, “è la mia terra, mi è sempre piaciuta. Tutti mi sono stati vicini”, dice il papà di Melissa; c’è sgomento e incredulità tra gli abitanti di Copertino, il paese a 11 km da Lecce dove abita Vantaggiato. Ma gli studenti che in questi 18 giorni hanno animato Brindisi con grandi manifestazioni di solidarietà non si fermano. “Andremo avanti nel nostro movimento per la legalità”, dice Federica Rossi, rappresentante dell’Udu di Brindisi. “Non cambia a per noi. La strage al Morvillo-Falcone ci ha fatto capire che c’è un gran bisogno di spazi per discutere, per ritrovarci, per parlare di legalità. Chiederemo proprio questo al ministro dell’Istruzione”. Da quel 19 maggio quando la città fu catapultata nel terrore, è nata una bellissima “rete studentesca” che unisce tutti i ragazzi della provincia di Brindisi. “Gli studenti spiega Federica – chiederanno che da settembre si istituisca in ogni scuola una commissione paritetica tra gli studenti e gli insegnanti perché i ragazzi possano contribuire alla pianificazione del Pof, il Piano dell’offerta formativa di ogni scuola”. E questo che cosa ha a che fare con la bomba? “Da quel momento abbiamo capito che abbiamo bisogno di una democrazia reale anche nella scuola. Vogliamo poter chiedere di parlare di più di legalità, vogliamo poter aver spazi per discutere di quello che ci interessa. Vogliamo lottare perché nessuno tocchi la scuola, che è il luogo dove si costruisce la democrazia”. Nicola Giulivo, rappresentante del Maiorana, l’Istituto che ha accolto le assemblee delle ragazze del Morvillo Falcone all’indomani della bomba, quando la scuola era ancora inaccessibile, parla di “presa di coscienza” tra i ragazzi. Una spinta forte al cambiamento “che non dipende da chi è l’autore dell’attentato”. I ragazzi sono al lavoro nell’organizzazione di due concerti, il 16 e il 19 giugno. Saranno raccolti fondi “in maniera trasparente” per le famiglie delle ragazze ferite dall’ordigno. E a loro corre il pensiero del papà di Melissa: “Dico alle loro famiglie di farsi forza. Io li abbraccio tutti e li andrò a trovare quanto prima. Io e mia moglie andiamo avanti per Melissa”. (dal Fatto Quotidiano di oggi) Ecco l'audio della conferenza stampa: Conferenza stampa Massimo Bassi 1 Conferenza stampa Massimo Bassi 2 Conferenza stampa Massimo Bassi 3

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