‘Italialavoro ci ha abbandonato’

La denuncia di un collaboratore ‘brain intensive’ dell’agenzia ministeriale. Nata per creare progetti di stabilizzazione dei lavoratori, lascia a casa i suoi

Mario (nome inventato), ha 27 anni, è di Taranto. Per quattro anni ha lavorato per Italialavoro, l’Agenzia ministeriale nata con l’obiettivo di gestire progetti per il ricollocamento dei lavoratori. Con altre centinaia di addetti che, come lui, hanno prestato la propria professionalità all’agenzia pubblica, di proprietà interamente dello Stato, da dicembre non vengono più chiamati. Mario vive con i genitori e guadagnava mille euro netti al mese. Molti suoi colleghi, in maniera ottimistica, hanno messo su famiglia, fatto dei figli, perché quei soldi, anche se non c’era un’assunzione, erano sicuri. Si andava avanti di progetto in progetto. Da dicembre non più. Italialavoro li ha scaricati. Non capiscono bene il perché. E non sanno come possa andare avanti l’Agenzia senza il loro lavoro, dal momento che molti affiancavano i Centri per l’Impiego e lì, in tanti, si stanno pensionando. Uno scenario di desolazione e disperazione, ancor più nera perché provocata dallo Stato. Ma, se la Ministra Fornero ha dichiarato che anche i dipendenti pubblici possono essere licenziati, quali diritti possono mai reclamare quei lavoratori che dipendenti non lo sono mai stati? Uno Stato che basa la propria attività sul precariato, che Stato è? Questi ragazzi, non essendo mai stati assunti, non hanno diritti né a disoccupazione, né ad alcuna forma di sussidio (maternità/paternità, ecc.). E’ questo che a Mario pesa di più: la consapevolezza che lo Stato abbia consumato un tradimento profondo nei loro confronti. Essere traditi dallo Stato: è inaccettabile. E’ come essere traditi dal padre o dalle madre. E’ impensabile. Significa minare alle basi il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’istituzione democratica dello Stato stesso. Così crolla la Nazione. Approfondiremo l’argomento. Intanto ecco la lettera, firmata. Caro direttore, ricorda Italialavoro? E’ l’agenzia tecnica del Ministero del Lavoro. Questa, seppur del Ministero del Lavoro, si regge quasi esclusivamente sui “collaboratori”. Sui precari, insomma. Quelli che a parole si dice di voler disincentivare e, uno dei tanti paradossi di questa azienda, quelli per i quali Italialavoro attua uno dei suoi progetti più grossi e importanti, Welfare to Work, e finalizzato proprio alla stabilizzazione dei lavoratori. Ecco, io vengo proprio da quel progetto. Lavoravo per cercare di stabilizzare lavoratori, mentre altri pensavano a come lasciarmi a terra. Si, perché a dicembre, grazie a Sacconi & Berlusconi, l’azienda ci ha abbandonato. Siamo in centinaia, se non di più. Fino a quel momento, di contratto in contratto, si riusciva a lavorare. Scusi, “collaborare”. Da dicembre non più, e collaboratori anche storici sono rimasti fuori, senza alcuna prospettiva. Gente che magari nella sua follia aveva anche fatto un figlio, o comunque si era sposata. Ecco, il Ministero, ovverosia Italialavoro, ha invece messo in pericolo la nostra stessa sopravvivenza. In piena recessione, ci ha completamente abbandonato. Prima, almeno, esisteva un “bacino di prelazione” dal quale attingere per i nuovi progetti. Ora non più. Prima quei progetti vedevano tre figure impegnarsi: gli addetti, i professional, gli esperti. Da dicembre, di colpo, gli addetti sono praticamente scomparsi, eliminati ovunque tranne che a Roma. Caro direttore, spero vogliate ospitare questa lettera. Spero facciate qualche articolo ogni tanto sull’argomento. Fate insomma in modo che nessuno si dimentichi di noi. Delle nostre vite, delle nostre esistenze in sopravvivenza. Qui, nell'angoscia del presente, altro che domani. Ossequi, licenziato/abbandonato Italialavoro ps. Inoltre, per fare il nostro lavoro, come sede ci veniva assegnato a ognuno un Centro per l’Impiego. In questi anni tanti lavoratori di quei Centri sono andati in pensione e tantissimi ne andranno nei prossimi anni. Quelli che vedevamo noi, si stanno sguarnendo sempre più di personale e fra pochi anni non ci sarà quasi più nessuno a svolgere quel tipo di servizio. Nel frattempo, però, nessuno si sta preparando all’evenienza e, come sempre, parlare di un nostro ricollocamento, visto che conosciamo già l’ambiente e la materia, o comunque di riaprire in generale le assunzioni, sembra un’eresia. …. e come termine di paragone…un'agenzia privata interinale come Obiettivo Lavoro stabilizza i suoi lavoratori, mentre l'agenzia del ministero ItaliaLavoro che attua progetti di supporto e ricollocazione al lavoro, mantiene i suoi lavoratori quasi tutti in precariato…e ora li manda via…?! ps2. La “flessibilità” tanto decantata: ora la Provincia di Taranto ha promosso delle Borse Lavoro…se legge il bando, è praticamente uguale a quello di 4 anni fa di Italialavoro…solo che all'epoca ero io a gestire gli incartamenti, ed ora sono io ad essere costretto a presentare la domanda di sussidio al lavoro… Lettera firmata

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment