Ex Massa. I parcheggi accanto ai capitelli romani

IL REPORTAGE. Lecce. Il cantiere per il centro direzionale da 500 posti auto e 200 uffici potrebbe ripartire a giugno. Ma solo se tutti i reperti saranno al sicuro

LECCE – Il parcheggio sotterraneo non spazzerà via la storia. E’ la rassicurazione del Comune di Lecce che si trova davanti al bivio: da una parte salvaguardare il passato e le ricchezze archeologiche, dall’altra procedere nel progetto di project financing (21 milioni di euro per la durata di 90 anni) con la ditta De Nuzzo che prevede un centro direzionale con 500 posti auto, 200 uffici e spazi commerciali. Proprio lì, nell’area della ex caserma Massa, dove, ancor prima, vi era il Convento di Santa Maria del Tempio. Più volte modificato e più volte ampliato. Dove, insomma, c’era la storia. Oggi l’alzato dell’edificio non esiste più, ma da sottoterra il passato è riemerso ed ha regalato cunicoli, capitelli, testimonianze – alcune delle quali risalenti addirittura al XV secolo -. Impossibile ignorarlo. Un bivio-interrogativo di non facile soluzione. Perché la storia non si può trascurare ed anzi va valorizzata, in virtù dell’emozione di scoprire tracce del passato che ritornano alla luce, ed anche, che non guasta, in virtù di quell’appeal turistico che Lecce non ha mai disdegnato.

ex Massa

Il cantiere bloccato e l'area recintata Quando si parla di “ex Massa” ci si riferisce a quello che, fondato nel 1432, fu il convento dell’Osservanza della Vicaria di Bosnia dipendente da Santa Caterina in Galatina. Nel 1591 la struttura passò ai padri della Serafica Riforma di San Nicolò in Puglia, che la ampliarono per soddisfare l’esigenza di accogliere altri frati, diventandone la casa provinciale più grande. I frati poi abbandonarono il convento nel 1811, per farvi ritorno nel 1822 e andar via definitivamente nel 1864. Nel decennio successivo il complesso venne poi ceduto al comando distrettuale e poi adibito a sede della Caserma del Tempio, dedicata a Oronzo Massa. L’edificio fu demolito il 1° febbraio 1971.

ex Massa 2

Dagli scavi sono emerse le stratificazioni di pavimentazione degli edifici un tempo presenti La domanda, alla luce della riemersione di tanti preziosi reperti archeologici, oggi è: davvero un’impresa dalle dimensioni e dai numeri importanti non danneggerà i delicati reperti che sono emersi dalle attività di scavo? Il Comune naturalmente assicura che verrà adoperata la massima cautela. E proprio in virtù di questa “cautela” la Soprintendenza ha dato il suo “a osta” ai lavori. Approvati, sì, ma a precise condizioni. Intanto la tutela architettonica: bonifica dell’area per consentire il recupero di tutti i materiali e la successiva catalogazione dei reperti presenti; e sistemazione della piazza con riproposizione della planimetria delle strutture conventuali e della Chiesa con il conseguente ricollocamento in un sito specifico.

ex Massa 3

Gli scavi Gli interventi saranno affidati ad archeologi esterni i cui curricula saranno vagliati dalla stessa Sovrintendenza. Stando a queste premesse ed a queste prescrizioni tutto dovrebbe avvenire sotto il massimo controllo.

ex Massa 4

Gli scavi Il cantiere è stato a lungo bloccato perché si attendeva un pronunciamento sulla rilevanza archeologica dell’area. Nel 1997 il Dipartimento dei beni culturali in una relazione aveva escluso la particolare rilevanza archeologica del sito; tuttavia i fatti hanno smentito quelle posizioni.

ex Massa 5

Cunicoli del convento emersi nei lavori; si vedono anche delle volte a botte Alcuni giorni fa il sindaco Paolo Perrone e l’assessore uscente ai Lavori pubblici Gaetano Messuti hanno annunciato che i lavori potrebbero ripartire già a giugno. Ma l’impresa è più che ardua.

ex Massa 6

I capitelli venuti alla luce durante i lavori Anche perché la questione è stata impugnata dall’opposizione che spesso ne ha fatto oggetto di contendere con l’Amministrazione. Il Pd, per bocca di Antonio Rotundo e della deputata Teresa Bellanova, ha più volte puntato il dito sulle lungaggini che hanno caratterizzato l’iter di questo progetto. L’ex consigliere dell’Udc Woijteck Pankiewicz ha invece recentemente proposto che siano i cittadini a decidere sulle sorti dell’area. E, al di là di questa “consultazione popolare” proposta, Pankiewicz critica ab origine il progetto. “Possibile – dice – che quella fosse l’unica area dove realizzarlo? Un parcheggio del genere, a pagamento, in una zona al limite con il centro storico non farà che ingolfare ancora di più il traffico cittadino. Non sarebbe stata più idonea l’area subito dopo la circonvallazione”?

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment