Braccianti a Nardo. La Cgil sollecita un tavolo in Prefettura

Nardò. La segretaria confederale chiede la partecipazione di tutte le istituzioni per incrementare azioni di azioni di sostegno alle aziende in regola

NARDO’ – La stagione estiva è alle porte e la Prefettura non ha ancora convocato la Commissione Provinciale Permanente “Servizi alla persona e alla comunità” per affrontare, tramite il coinvolgimento di tutti i soggetti (Regione, Provincia, Associazioni datoriali, Sindacati, Uffici ispettivi, Asl, Comune di Nardò, Forze dell’ordine) problematiche della prossima campagna di raccolta delle angurie e dei pomodori nelle campagne salentine, sia sul versante del lavoro che dell’accoglienza. La richiesta di convocare la Commissione è stata avanzata alla Prefettura dalla Cgil Lecce lo scorso 18 maggio, ovvero ancora prima che la questione dello sfruttamento scoppiasse nuovamente in seguito agli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione “Sabr”. “Ci piacerebbe parlare di immigrazione al di fuori di una logica emergenziale e senza l'affanno dei tempi per condividere e introdurre le necessarie azioni di sistema – dice Antonella Cazzato, segretaria confederale Cgil Lecce -. Ben prima degli arresti di alcuni caporali e datori di lavoro del territorio, alcuni titolari di aziende agricole e il rappresentante di Coldiretti di Nardò avevano dichiarato che per la prossima raccolta, a causa della crisi, ci sarebbe stata una sensibile riduzione del fabbisogno di manodopera. Fino a sentir dichiarare pubblicamente da Coldiretti che non sarebbe “servito” neppure un lavoratore. A un mese da quelle dichiarazioni, se guardiamo nella zona di Nardò, vediamo che le cose non stanno come raccontavano le aziende e il rappresentante di Coldiretti. Oggi ci sono già numerosi lavoratori, stranieri, impegnati nei campi”. Secondo i dati in possesso del sindacato il mercato delle angurie non sarebbe in declino. “In ogni caso occorre condividere azioni di sostegno alle aziende ‘sane’ che hanno già investito in quella coltura e che applicano correttamente le normative e i contratti, introducendo ad esempio la certificazione etica di produzione. Il caporalato avrà vita dura se le aziende individueranno i lavoratori attraverso le liste di prenotazione nei Centri per l'impiego”. Poi, c'è la questione Boncuri, ovvero la masseria che, come riferisce Cazzato, deve essere tempestivamente adeguata e organizzata per l'accoglienza dei lavoratori. “Le risorse per l'apertura della struttura – chiede – sono disponibili e sufficienti? E se, fra le tante presenze, solo in minima parte ci sarà opportunità di lavoro, sul versante dei controlli ordinari, quale sarà il campo d'azione degli Uffici ispettivi”? Per vigilare contro ogni forma di sfruttamento, la Cgil ritiene opportuno sollecitare la convocazione di un tavolo presso la Prefettura di Lecce con la presenza degli assessori regionali al Welfare, all’Immigrazione e alle Politiche agricole.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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