Villaggio da 800 posti. ‘No, c’è la macchia’

Otranto. La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine ad una battaglia giudiziaria durata 12 anni

OTRANTO – La macchia mediterranea salva il territorio idruntino dalla realizzazione di un villaggio vacanze da 800 posti letto. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso dalla società Casevacanze Srl, titolare del progetto relativo al residence, presentato ormai 12 anni fa, da realizzare in località Specchiulla. Accolta invece la tesi del Comune di Otranto secondo cui sulle ragioni del turismo e dell’interesse economico prevalgono quelle della tutela dell’ambiente. In questo caso l’ambiente è la macchia mediterranea, che il Consiglio di Stato definisce come “quella che presenta una situazione vegetativa naturalmente equilibrata fatta di arbusti, essenze arboree e cespugli, oltre quella più tipicamente collegata alla degradazione dei boschi. In particolare – si legge nella sentenza – per la situazione di Otranto si è in presenza della 'gariga mediterranea', che corrisponde appunto al concetto e alla funzione della macchia mediterranea in stretta connessione con l’aridità e la rocciosità dei suoli”. Un ecosistema da tutelare e sul quale un villaggio da 800 posti avrebbe avuto impatto devastante. L’area interessata dal progetto è sottoposta a vincolo paesaggistico. La società Casevacanze Srl, nel presentare la sua domanda, ha fatto riferimento ad un accordo di programma sottoscritto in variante allo strumento urbanistico generale; nella planimetria del Putt la zona non risultava sottoposta ad ulteriori vincoli. Ma, in seguito alle proteste dei cittadini e ad una più puntuale verifica degli uffici comunali, sono emersi tutti i vincoli specifici che hanno portato la Regione Puglia a revocare l’autorizzazione alla costruzione. La società ha così presentato ricorso al Tar che le ha dato ragione, rigettando le tesi del Comune. Il Consiglio di Stato ha tuttavia ribaltato la sentenza del Tar ponendo la parola fine a questa vicenda.

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