Immigrazione, la Carta dei diritti e doveri

LA STORIA DELLA DOMENICA. Lecce. La pubblicazione è curata dal salentino Salvatore Centonze, esperto di Diritto dell’immigrazione, e da un team di giuristi

LECCE – “L’immigrazione, nel nostro paese, non è e non può essere considerata solo una questione di ordine pubblico o di gestione dell’accoglienza. Gli immigrati sono persone, con diritti e con doveri. Diritti spesso ignorati, e doveri spesso sconosciuti. Impegnarsi per una maggiore consapevolezza significa poter guardare a chi arriva nel nostro paese con altri occhi e soprattutto sostenerlo nel difficile percorso dell’integrazione”. Salvatore Centonze, avvocato leccese, esperto in Diritto dell’immigrazione, guarda al fenomeno con gli strumenti di chi quotidianamente è impegnato sul versante giuridico, ben sapendo come una parte importante dei reati contestati quotidianamente agli immigrati è generata dall’ignoranza delle norme e dalla rapidità con cui molte di esse vengono modificate e/o aggiornate. Reati esito della difficoltà a districarsi tra procedure e leggi che regolano il fenomeno. Una misconoscenza che investe tanto le persone immigrate quanto gli interlocutori territoriali e istituzionali. E se la Puglia, in questi ultimi anni, è stata una Regione in cui il fenomeno dell’immigrazione clandestina ha assunto il tragico volto dello sfruttamento e dello schiavismo, proprio il Salento è la culla di una iniziativa editoriale unica in Italia con il preciso obiettivo, in linea con la normativa europea, di consentire una conoscenza e una consapevolezza diffusa sulle norme che regolano l’immigrazione. Si tratta della “Carta dei diritti e dei doveri dello straniero in Italia e Codice dell’immigrazione”, per i tipi Circolo Virtuoso, diffusione per la Puglia promossa da Liberìa, curata dallo stesso Salvatore Centonze con il contributo di un team di giuristi provenienti dalla magistratura (Gabriella del Mastro) e dall’avvocatura con competenze specifiche in materia (Giuseppe Colella, Monica Colella, Alessandro Stomeo), strumento utile per gli immigrati e le immigrate e quanti, Istituzioni o Centri di volontariato e di assistenza, sono oggi impegnati sul difficile terreno dell’immigrazione. Disponibile nelle cinque lingue veicolari italiana, inglese, francese, spagnola e araba (mentre sono in dirittura d’arrivo la pubblicazione in lingua albanese e in tamil), la “Carta dei diritti e dei doveri dello straniero in Italia e Codice dell’immigrazione” si rivolge a una platea vastissima: le Istituzioni e gli Organi preposti alle questioni dell’immigrazione; le Pubbliche Amministrazioni a tutti i differenti livelli (Regioni, Province, Comuni, Assessorati all’Immigrazione e alle Pari opportunità, Università, Camere di commercio, Direzioni Provinciali del Lavoro); le strutture ricettive e i Centri di accoglienza che, per legge (art. 10 del Regolamento di attuazione del Testo Unico sull’immigrazione), sono obbligati a offrirla in consultazione; le comunità degli immigrati presenti nel nostro Paese; le organizzazioni sociali, di assistenza e di volontariato; i cittadini extracomunitari e, non ultima, l’intera platea di professionisti – avvocati e magistrati inclusi – impegnati per lavoro, ogni giorno, sul difficile terreno dell’integrazione dello straniero in Italia, nella necessità sempre più pregnante di comporre gli ambiti dei doveri e della tutela dei diritti. // La ‘Carta’ da vicino Il lavoro è strutturato in tre parti: Diritti e Doveri, Testo Unico sull’Immigrazione, Regolamento di Attuazione. La prima è un commento breve dei principali istituti che regolano l’ingresso, il soggiorno, l’acquisizione della cittadinanza italiana e l’allontanamento dei cittadini extracomunitari dal territorio dello stato; il commento è in lingua e il linguaggio scelto adatto a essere compreso anche da un lettore non esperto di materie giuridiche. La seconda e terza sezione comprendono, anche qui con testo a fronte, il Testo Unico sull’Immigrazione e il relativo Regolamento di Attuazione. “La parola d’ordine con cui abbiamo guardato alla redazione della Carta – spiega ancora Centonze – è stata una: la consultazione semplice e rigorosa. E ciò per consentire a chiunque di poterla utilizzare utilmente. D’altra parte la Carta è un compendio in cui ciascun immigrato deve potersi identificare per conoscere le regole del Paese ospitante, che non sono solo restrizioni della libertà ma anche, e soprattutto, garanzie di libertà. E quindi un modo per essere meno esposti e più tutelati, nella conoscenza e consapevolezza dei propri diritti e, anche, dei propri doveri”. Una parola d’ordine e uno spirito di servizio compreso anche da numerosi Comuni (tra cui, in Salento, Carmiano e Ugento), che hanno già acquisito numerose copie dei volumi per diffonderle presso la popolazione immigrata e presso i propri Uffici Servizi Sociali così come richiesto dalle norme. Un modo concreto, e non scontato, di favorire la relazione, a partire dal riconoscimento reciproco, e dalla conoscenza delle leggi, per una “relazione tra pari”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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