Attentato di Brindisi. Gli studenti pugliesi si mobilitano

Brindisi. La voglia di “cambiare il sistema” spinge i ragazzi pugliesi a partecipare alla manifestazione nazionale di domani

BRINDISI – Con i loro 18 anni in mano pronunciano parole importanti: mafia, legalità, sistema. Le hanno ripetute infinite volte, da quando l’esplosione davanti alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi ha aperto mille interrogativi e fatto precipitare il Paese nella fobia. Gli studenti dell’intera Puglia – ma è così in tutta Italia – alla manifestazione nazionale di domani a Brindisi ci saranno. In queste ore sono alle prese con l’organizzazione della loro presenza: prenderanno i pullman gratuiti che le amministrazioni comunali hanno messo a disposizione (se ne prevedono dieci in tutto dai Comuni capoluogo, ma fino a domani potrebbero aggiungersene altri), porteranno striscioni su cui scriveranno la propria voglia di cambiare le cose. “E’ sbagliato affermare che non abbiamo paura – dice Francesco Pagliarulo, 20 anni, studente di Psicologia al secondo anno a Bari e coordinatore dell’Unione degli studenti pugliesi -; è mista a rabbia ed alla voglia di legalità”. “Il nodo – continua – è come questa rabbia viene incanalata; se va nella direzione giusta, può anche essere un sentimento positivo”. La sua “direzione giusta” è non smettere di riflettere su quanto è accaduto. Per questo propone assemblee continue in tutta Italia. “E’ successo a Brindisi ma poteva succedere dovunque. Essere lontani geograficamente non vuol dire non essere stati toccati dall’attentato”. Quello di sabato sarà un corteo silenzioso e molto rispettoso del dolore della famiglia di Melissa Bassi, la studentessa che nell’esplosione ha perso la vita. “Ma non sarà un corteo funebre – aggiunge Francesco -. Spiegheremo al microfono il perché della nostra partecipazione e ci stringeremo attorno ai ragazzi del Morvillo, facendo loro sentire la nostra vicinanza”. Le frasi pronunciate più spesso in questi giorni sono quelle che sono state impresse sugli striscioni utilizzati nei cortei: “Io non ho paura” e “Non si può morire entrando a scuola”. “I miei genitori mi incoraggiano a scendere in piazza ed a manifestare la mia rabbia”, dice Francesca, 17 anni, coordinatrice provinciale dell’Uds di Bari. Nella sua scuola, lo scientifico “Scacchi” di Bari, l’attenzione verso la tragedia di Brindisi non si è sopita, tutt’altro; i ragazzi hanno organizzato due assemblee, una il giorno dopo ed una in occasione dei funerali di Melissa; l’effetto immediato è stato un forte senso di solidarietà tra tutte le componenti scolastiche dagli studenti ai docenti ai collaboratori.

studenti Bari 2

Gli studenti alle prese con la realizzazione dei cartelloni “Hanno voluto spaventarci – aggiunge Francesca – e questo è gravissimo, perché fare paura ai giovani significa volerli privare della speranza nel domani. Ma noi non cederemo. Non possiamo permettere che accada ancora né che tutto cada nel dimenticatoio. Se restiamo uniti, siamo più forti di loro”. L’Uds di Bari parteciperà compatta alla manifestazione di domani. “Non abbiamo ancora deciso quali frasi scrivere sui cartelloni, ma certamente troveremo il modo giusto per far sentire la nostra presenza. E’ successo a pochi chilometri da noi; non possiamo non sentirci coinvolti”.

studenti Bari

Uno dei manifesti realizzati Sullo striscione degli studenti del liceo classico “Vincenzo Lanza” di Foggia ci sarà scritto “Nei nostri zaini impegno e legalità”. Fabrizio, 17 anni, coordinatore provinciale Uds Foggia, che quel liceo frequenta da tre anni, racconta di aver provato rabbia, alla notizia dell’attentato, ed il bisogno di stringersi assieme ai suoi coetanei. “Abbiamo organizzato subito una fiaccolata con corteo. E dopo la manifestazione di sabato continueremo a mantenere viva l’attenzione sull’accaduto”.

corteo Foggia

Il corteo organizzato in onore di Melissa Anche l’Udu Lecce, domani, ci sarà. Marta Morelli, 21 anni, secondo anno di Sociologia e rappresentante del CdA Adisu Brindisi, anticipa la frase che campeggerà sullo striscione: “L'illegalità uccide, la cultura dà vita”. Ma di manifesti ce ne saranno altri, ancora in fase di elaborazione. Riccardo Russo, coordinatore cittadino dell’Uds di Nardò, ha 18 anni e frequenta la II B del classico “Galilei” di Nardò. Sullo striscione della sua scuola non sarà scritto altro che il nome dell’istituto. “E’ un modo per esserci senza invadere il campo che è giusto resti al Morvillo”. “E’ stata una notizia terribile dal punto di vista emotivo – dice ripercorrendo gli attimi successivi alla comunicazione della tragedia -, che probabilmente non digeriremo mai”.

corteo Nardò

Il corteo organizzato per commemorare la strage di Capaci; ha assunto un significato speciale dopo l'attentato di Brindisi Il modo giusto per dire di no è, secondo Riccardo, continuare a frequentare la scuola. “Rimanere a casa, per paura, non ha senso. Solo a scuola si possono acquisire gli strumenti giusti per combattere questo sistema”. (dal Manifesto in edicola oggi)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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