20 anni da Capaci. Manifestazioni nel Salento

Lecce. L’anniversario della morte di Falcone e Morvillo assume quest’anno un significato ancora più forte alla luce dell’attentato di Brindisi. Le riflessioni di politici e rappresentanti istituzionali

LECCE – Non servirà a cancellare il dolore profondo che ha segnato la comunità di Brindisi e a cui si sono unite, in un unico corpo, tutte le comunità d’Italia. Ma è importante che la coscienza civile si ribelli agli attentati che vogliono attaccare lo Stato e i suoi cittadini. Per questo Cgil, Cisl e Uil si mobilitano, unitariamente, in tutto il Paese, oggi, giorno in cui ricade l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e della loro scorta. Un anniversario che assume ancora più valore e nuova rabbia e senso civico alla luce dell’attentato che ha scosso i cuori di tutta Italia, sabato scorso, e che ha colpito gli innocenti: le ragazze della scuola professionale di Brindisi. A Lecce, alle ore 11.00, è previsto un presidio davanti alla Prefettura, aperto a tutti coloro che vogliano manifestare, uniti in una sola voce, contro ogni attentato alla democrazia e alla coesione sociale. Una delegazione di Cgil Cisl e Uil chiederà poi di essere ricevuta dalla prefetta. Ma manifestazioni sono state programmate in molti centri del Salento. A Cutrofiano l’Amministrazione comunale in collaborazione con tutti i partiti, le associazioni, le parrocchie e comitati spontanei di giovani e adulti, ha organizzato una marcia di pace dall’alto valore educativo, didattico e di testimonianza. A partire dalle ore 20 da piazza Cavallotti un corteo si snoderà attraverso le vie della città per culminare presso il parco intitolato a Falcone e Borsellino dove si terrà una benedizione seguita da riflessioni spontanee di alcuni giovani. // Buccoliero: ‘Il Paese apprenda la lezione di Falcone’ “Nonostante siano passati vent’anni dalla strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie, Francesca Morvillo, e gli uomini della sua scorta, tra cui il salentino Antonio Montinaro, il nostro Paese è ancora in cammino per comprendere appieno la lezione di vita e di coraggio di uomini come Falcone”. E’ il pensiero di Antonio Buccoliero, consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”. “Il 23 maggio del ’92 – prosegue ancora Buccoliero – una deflagrazione, che segnò la storia dell’Italia, spazzò via la vita di Falcone, di sua moglie e di tre uomini della scorta. Pochi giorni dopo, nella notte tra il 26 e il 27 maggio, a Firenze, una bomba, in quella che fu definita la strage di via dei Georgofili, uccise cinque persone, tra cui due bambine di 9 anni e 50 giorni. Un mese più tardi, il 19 luglio, una seconda esplosione falcidiò la vita del giudice Paolo Borsellino e di altri cinque agenti (tra cui una donna). Negli anni successivi, diversi imprenditori, professionisti e attivisti vengono uccisi perché non si piegano alle regole di Cosa Nostra, ma anzi le contrastano duramente. Un’escalation di violenza e di sangue, fino alla strage di sabato mattina, quando un’esplosione, a Brindisi, ha strappato per sempre un ragazza di 16 anni all’affetto dei suoi cari. Una matrice non ancora chiara, ma ci può essere una qualche differenza tra strage e strage? Penso, sinceramente, di no. Per questo, oggi più che mai, deve essere vivo l’insegnamento di Falcone, di Borsellino e di tutti coloro che, con straordinaria normalità, hanno portato avanti un cammino di legalità e di rispetto per la vita, che non può e non deve essere ignorato. Antonio Montinaro, uno degli uomini della scorta di Falcone, originario di Calimera, in un’intervista, pochi giorni prima di morire, disse:’Un uomo è chiamato a scegliere tra la paura e la vigliaccheria. La paura è un sentimento che tutti abbiamo: chi ha paura, sogna; chi ha paura, ama; chi ha paura, piange. È la vigliaccheria che non si capisce e che non deve rientrare nell’ottica umana. Io, come tutti gli uomini, ho paura, ma non sono vigliacco’. Parole forti e semplici di una persona perbene – conclude Buccoliero – che rappresentano l’eredità morale di uomini grandi come Giovanni Falcone e Antonio Montinaro. Un’eredità lasciata ad ognuno di noi”. // Lisi: ‘Il messaggio di Falcone attuale più che mai’ Quasi a testimoniare che gli anniversari non perdono spessore commemorativo e non sbiadiscono in vuota ritualità, il ventennale della strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, cade nel territorio salentino all’indomani di un’altra tragedia, di un attentato – a prescindere dalla matrice – in cui ha perso la vita, nei pressi di una scuola proprio dedicata a Francesca Morvillo, una nostra studentessa, Melissa Bassi. Avendo assistito oggi nella nostra città e nella nostra provincia a manifestazioni forti e sentite da parte di tutti gli studenti che chiedono, anzi pretendono, giustizia e legalità, non posso non collegare i valori e gli insegnamenti di Giovanni Falcone con l’habitus morale dei nostri ragazzi, a testimonianza che a è andato perduto in quell’attentato, ma tutto è rimasto e si è rafforzato. È l’attualità di Giovanni Falcone e delle sue parole a rendere viva questa giornata di ricordo che mette radici nel passato, ma fa pendere i suoi buoni frutti nel presente e nel futuro e li fa cogliere proprio a quelle generazioni che hanno preso il testimone nella corsa della vita. // Vito Rizzo: ‘No alla paura’ (portavoce comitato “Io conto”) Vent’anni fa, 23 maggio 1992, una tragica e barbara esplosione ha fatto saltare in aria il Giudice Falcone insieme alla moglie Morvillo che insieme a tre uomini della sua scorta vi lasciarono la vita; dopo 57 giorni, 19 luglio 1992, un’altra tragica esplosione strappa alla vita il Giudice Borsellino e gli uomini della sua scorta. E’ d’obbligo rinnovare il ricordo di chi ha pagato con la vita la lotta dura per la legalità, le famiglie degli agenti uccisi e degli stessi Giudici per il caro prezzo pagato non solo oggi a vent’anni da quei tragici fatti ma ogni giorno della nostra vita, in ogni nostra azione quotidiana e percorrere continuamente quella strada tracciata che andrà completata dalle nostre azioni e dal nostro vivere nel ricerca continua della legalità. Vent’anni fa con quelle esplosione perì un intero paese, proprio nel momento in cui si stava per riprendere la sua dignità fu scosso sin dalle fondamenta da tutto quello che ne seguì. Oggi scopriamo, senza poterne affermare in pieno la verità, che lo stesso Stato scese a patti con la criminalità organizzata che non ci stava ad essere debellata, proprio quello Stato che dovrebbe essere il tutore ed il maestro della legalità. A distanza di vent’anni, piangiamo un attacco intollerabile nei confronti della scuola italiana, un attacco al futuro di un paese. Non abbiamo capito ancora di che portata è questo vile gesto in cui la giovane Melissa ha lasciato la vita ed altre sue compagne porteranno per sempre il segno di questa follia, e dobbiamo cominciare ad avere paura; dobbiamo avere paura di stare zitti, dobbiamo avere paura del pensare che tanto anche questa volta non è toccato a noi, dobbiamo avere paura di non avere il coraggio di dire no ad ogni forma di terrore o di un rialzare la testa da parte di una criminalità senza scrupoli. Ed ecco allora che oggi avrà un senso ricordare Falcone e Borsellino che hanno dato la loro vita per dei valori che sembrano persi, dimenticati; solo se lo facciamo con la consapevolezza di essere un popolo responsabile e partecipativo e soprattutto attento a quello che succede in questo momento particolare della nostra storia, allora eviteremo altri anni di incertezza, di instabilità politica, di sfiducia nelle istituzioni e nella legalità e porteremo il paese verso quella responsabilità propria di una vera e sana democrazia.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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