Incendiò auto e casa del consigliere. ‘Nella struttura psichiatrica’

Ugento. Cosimo Congedi era stato arrestato lo scorso marzo; ora è stato spostato presso il Vito Fazzi

UGENTO – E’ stato condotto in custodia cautelare presso la struttura ospedaliera psichiatrica del Vito Fazzi di Lecce Cosimo Congedi, 46enne, già noto alle forze dell'ordine. I carabinieri lo scorso sabato hanno dato esecuzione all’ordinanza n. 2445/12 emessa dal gip del Tribunale di Lecce il 18 maggio. Congedi venne stato arrestato nel mese di marzo per una serie di atti vandalici di grosse proporzioni e dalle gravi conseguenze messi a segno nei confronti del consigliere comunale Pasquale Molle e della moglie, Maria Verardo, responsabile del Sert locale: in due occasioni il 46enne diede alle fiamme prima la casa, fortunatamente disabitata, e poi la vettura della famiglia Molle. L’arresto di Congedi fu il risultato di una prolungata ed ininterrotta attività d’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Ugento a seguito del secondo episodio incendiario che riguardò la Citroen Saxo. Congedi venne incastrato dai filmati delle telecamere di videosorveglianza, che lo immortalarono mentre, dopo essere arrivato in piazza San Vincenzo a bordo di un’Ape, cospargeva di benzina l’auto e vi appiccava le fiamme; alcuni giorni dopo venne sorpreso a bordo della stessa Ape. 12 marzo 2012 Incendio a casa e auto. Molle: ‘Subito un Consiglio comunale sulla sicurezza’ UGENTO – Ad Ugento è emergenza criminalità. I fatti degli ultimi giorni impongono una riflessione seria sulle misure da adottare per contrastare il fenomeno e per garantire ai cittadini un senso di sicurezza quotidiano. E’ accaduto sabato scorso, di nuovo. Un’auto è stata distrutta dalle fiamme appiccate da un uomo, Cosimo Congedi, 46 anni, già noto alle forze dell’ordine. Congedi è stato arrestato poco dopo, in quanto le telecamere di sicurezza hanno portato ad una sua facile identificazione, ma il problema resta. Perché l’auto incendiata, una Citroen Saxo, era di proprietà di Maria Verardo, medico 55enne, responsabile del Sert locale. Moglie, tra l’altro, dell’ingegnere e consigliere comunale, Pasquale Molle. Ad essere presi di mira sono stati dunque due professionisti, molto noti in città, colpiti probabilmente, così hanno detto i carabinieri e così credono i diretti interessati, per la loro attività pubblica e per il ruolo rivestito. Pochi giorni prima, la famiglia Molle, aveva subito l’incendio di un appartamento, fortunatamente disabitato da circa un anno. I mobili sono andati in fumo.

Citroen Saxo Molle
Citroen Saxo Molle 2

E’ necessario trovare una soluzione al crescente senso di insicurezza che si respira in città. E’ ciò che afferma Molle, con la voce rotta dalla preoccupazione e dall'incredulità per quanto accaduto. Oggi, ci dice, l'opposizione protocollerà una richiesta di convocazione di Consiglio comunale monotematico sulla sicurezza. “Perché non è più possibile – dice- fare finta di niente”. Consigliere, lei crede che i due attentati nei vostri confronti siano da ricondurre alla vostra attività professionale o politica? “Certamente sì. Mia moglie è responsabile del Sert. Non si può far finta che certe cose non accadano. La politica ha l’obbligo di ragionare su quanto accaduta”. Nella sua veste di consigliere ha dunque in mente delle iniziative di sensibilizzazione? “Oggi protocollerò la richiesta di convocazione di Consiglio monotematico. Devo obbligare il Consiglio a discutere di ciò che è successo. Ma non perché è successo alla mia famiglia, ma perché nei giorni scorsi è successo anche ad un dipendente delle Poste e ad un dipendente comunale, massacrati mentre svolgevano il proprio lavoro e solo perché lo facevano. Insomma, chi fa il proprio dovere viene visto di cattivo occhio e viene punito”. Molle lamenta un totale disinteresse dell’Amministrazione per i fatti denunciati. “No ho ricevuto alcuna dimostrazione di solidarietà da parte del sindaco; questa è la prova che la politica si disinteressa dei propri cittadini. Altrettanto ha fatto il responsabile del Sert. Insomma ci hanno lasciati soli” Intanto nelle scorse il consigliere dei comunisti italiani, Angelo Minenna, ha inviato un’interrogazione urgente al sindaco Massimo Lecci, chiamato in causa nella sua veste di autorità di pubblica sicurezza e di delegato alla Polizia Municipale in cui si fa riferimento al cattivo funzionamento delle telecamere di sicurezza (nel caso dell’attentato a Molle, hanno invece funzionato e sono state determinanti per risalire all’autore del gesto) e si chiede quali provvedimenti abbia in programma il primo cittadino per contrastare i fenomeni di illegalità diffusa. Ecco il testo del’interrogazione. Alla cortese attenzione del Sindaco del Comune di Ugento avv. Massimo Lecci, in qualità di Autorità di Pubblica Sicurezza e di delegato alla Polizia Municipale. SEDE Oggetto: interrogazione urgente. Sicurezza dei cittadini di Ugento, Gemini e Torre San Giovanni. Richiesta di chiarimento. Egregio Signore, per sapere, premesso che: – Ugento ed il suo territorio sono interessati da tempo da diversi sconcertanti episodi: microcriminalità diffusa, atti vandalici, furti nelle abitazioni e nelle parrocchie, incendi di auto (non ultimo quello ad una abitazione e alla macchina di proprietà diretta o riconducibile ai familiari del Consigliere Comunale ing. Pasquale Molle). – Con Deliberazione convinta ed unanime del Consiglio Comunale si sono installate diverse telecamere per la videosorveglianza di alcuni punti sensibili del nostro territorio. – In data 25 novembre 2011 ho appreso dell’incendio di un furgone, di proprietà di un nostro concittadino, di fronte al Palazzo Comunale. – Lo stesso, nel richiedere la visione delle riprese delle suddette videocamere, ha visto un’opposizione ed un diniego, da parte delle autorità competenti, con la motivazione che l’impianto non era funzionante. – Diversi cittadini di Ugento, Gemini e Torre San Giovanni, vittime di furti, hanno ricevuto la stessa risposta, dinanzi ad richiesta di presa visione ed acquisizione delle immagini delle medesime. – Da tempo insiste sul territorio un rilevamento satellitare complessivo, che dovrebbe prevenire il fenomeno incontrollato delle discariche abusive di rifiuti. – Giunge voce che le stesse, anche in occasione della rimozione dei cassonetti dell’immondizia, siano aumentate a dismisura nel territorio comunale. – Il progetto di videosorveglianza di Ugento, Gemini e Torre San Giovanni, realizzato con fondi pubblici pari a 700.000 euro, risulta incompleto: era infatti previsto un collegamento 24 h su 24 con la locale stazione dei Carabinieri, cosa, a quanto mi risulta, mai attuata e realizzata, seppur prevista. – Queste due progettazioni (videosorveglianza e rilevamento satellitare del territorio) non sembrano attenuare fenomeni di delinquenza comune e danno ambientale, che dovevano comunque limitare e, in un secondo momento, del tutto contrastare ed abbattere. – Questi realizzazioni suddette sono state uno dei vanti e uno strumento di campagna elettorale Vs e della maggioranza che Vi sostiene, quale misura effettiva per dare sicurezza a tutte le cittadine ed i cittadini di Ugento, Gemini, Torre San Giovanni e marine. Tutto quanto sopra premesso, con la presente interrogazione urgente, CHIEDO al Sindaco di Ugento avv. Massimo Lecci se risponde al vero quanto da me sopra illustrato; quali misure intende porre in essere per contrastare i fenomeni di illegalità diffusa nel territorio; se non ritenga ormai urgente ed improrogabile un Vs personale interessamento, volto ad adottare strumenti efficaci di reale controllo sul territorio, così come richiesto recentemente da importanti associazioni presenti sul territorio. Con i migliori saluti, Angelo Minenna

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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