In tempi di austerity, il papa vola gratis

Lo Stato si accolla le spese sostenute dalla chiesa e intanto finanzia oratori e parrocchie

Di Giacomo Grippa Sono sempre apprezzabili i comportamenti dei governanti, improntati a sobrietà, sano buon gusto. La crisi economica impone misure di drastico contenimento della spesa pubblica che resta solo dimostrativo , se non organico ed “uguale per tutti”. E' stato infatti eliminato o ridotto il ricorso ai costosi mezzi esclusivi per gli spostamenti delle più alte autorità dello Stato, mentre vengono assicurati, al papa per i suoi viaggi, senza limiti, voli speciali e gratuiti con Alitalia. Lo Stato si accolla anche le spese del Vaticano per la sua rete idrico-fognante, oltre a diversi lauti sostegni che per le leggi istitutive dovrebbero essere verificati e ridotti. Si è già scritto sull'8XMille: la chiesa cattolica, scelta dal 37% dei contribuenti, sale all'87% di tutto l'introito, percependo la quota anche del contribuente che tale assegnazione non sceglie e esclude. C'è ancora un'altra, dai più sconosciuta, provvidenza pubblica, assicurata alle chiese: per costruire o riparare parrocchie, ricevono ogni anno da tutti i Comuni il 7% degli oneri di urbanizzazione, versati dai cittadini per il rilascio delle concessioni edilizie. Le zone abitate per un decreto del '64 devono essere dotate di asili, mercati, uffici, servizi… e chiese. In queste zone mancano gli asili, i mercati, gli uffici, le strutture ricreative, ma non gli enti parrocchiali che quei servizi attivano, grazie ad ulteriori finanziamenti, vedasi quelli regionali pugliesi, anche a fondo perduto o semiperduto, per oratori e campi sportivi. Per non parlare della “liberale” esenzione dall'Ici-Imu concessa dai Governi o addirittura anche dalla tassa rifiuti per locali non adibiti al culto, come, motu proprio, disposto a Lecce dal sindaco superriconfermato, in coincidenza con le elezioni comunali. Vale meravigliarsi?

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment