Occupazione femminile: in Puglia cresce più che in Italia

Lecce. +2% quando la media nazionale è dell’1%. E a Monti Capone e Gentile chiedono di ripristinare la legge contro le dimissioni in bianco

LECCE – Se l’occupazione femminile, in Italia, cresce molto lentamente, la Puglia è una Regione in controtendenza rispetto al trend nazionale. Più di 2 punti percentuali quando la media italiana è di un punto. Merito anche delle misure contemplate nell’ambito del Piano per il Lavoro e dei 340 milioni di euro stanziati per le Politiche dell’occupazione che, evidentemente, iniziano a dare i primi risultati. Secondo le rilevazioni, in Italia, il tasso di occupazione femminile è passato dal 46,40 nel primo trimestre 2011 al 46,74. La Puglia, che aveva risentito della situazione di crisi perdendo nel primo trimestre 2011 quasi un punto percentuale rispetto al 2010, nel secondo trimestre ha recuperato passando dal 28,42 al 30,99% di occupazione femminile. I dati di questa crescita positiva sono stati illustrati ieri a Lecce presso l’Ufficio della Regione dalle assessore regionali Elena Gentile e Loredana Capone. Quest’ultima in particolare ha rivelato che “i dati del bando Dote occupazionale parlano di un ulteriore incremento: su 1.500 domande presentate, 684 appartengono alla città di Lecce. Le imprese, dunque, dimostrano di reagire molto positivamente portando come risultato un incremento. Inoltre, riguardo alle politiche di genere è da segnalare che più della metà persone occupate con il bando Dote occupazionale sono donne. Non solo, il 40% delle domande formulate nel bando dello Start Up imprese e delle imprese innovative sono state presentate da donne. Questo è un dato eccellente – ha aggiunto – non solo pugliese ma italiano, e non si può non tenerne conto per gli investimenti futuri. Le donne sempre più in Puglia si accreditano in attività d’impresa. Ciò che noi stiamo realizzando è uno sviluppo economico connesso al welfare, questo grazie anche ad un macro sistema che si muove insieme alla Regione. L’ordine degli avvocati, ad esempio, che si muove per il finanziamento della Banca del tempo, o ancora l’Università che presenta un progetto di formazione sul telelavoro finalizzato all’occupazione, o ancora il progetto relativo alla comunicazione di genere o alla ludoteca aziendale, testimoniano un sistema che si muove in armonia con le Istituzioni”. L’assessora Gentile ha rivolto l’attenzione verso il nuovo bando per l’inclusione sociale lavorativa dei soggetti svantaggiati che punta alla tutela delle donne vittime di violenza, donne sole senza figli, e anche ex tossicodipendenti e detenuti e detenute. “Un tempo la parola welfare racchiudeva i concetti: assistenza, compassione e monetizzazione del bisogno – ha detto –. Oggi invece significa: infrastrutture, qualità dei servizi e quindi attraverso la nuova occupazione, valorizzazione del capitale umano. Con lo stanziamento di 59 milioni di euro per gli asili e 150 milioni per le altre infrastrutture il welfare diventa così sinonimo di economia civile e sociale. Un concetto che rientra a pieno titolo nel Pil territoriale. Un grande risultato è stato raggiunto dalla città di Lecce, sulla quale pure ci siamo concentrati in questo percorso, una città che mi ha dato tanto dal punto di vista personale e umano”. Al governo Monti, in particolare, le due assessore pugliesi chiedono di ripristinare la legge che vieta le dimissioni in bianco e di sostenere le aziende che sono pronte ad assumere. “Se gli enti pubblici assumono sempre meno, allora bisogna investire sulle imprese private sostenendo i percorsi di assunzioni e promuovendo l’imprenditorialità femminile. I Voucher con 52 milioni di euro stanziati nel piano straordinario per il lavoro per 5 bandi nuovi sono fondamentali e servono a garantire servizi a domicilio spendendo risorse sul lavoro e non solo sulle opere. L’approvazione della modifica regolamentare per il microcredito alle imprese con 40 milioni euro darà la possibilità a giovani e donne di dotarsi di un fondo per aprire un’attività d’impresa che non prevede un cofinanziamento importante. Se la Banca non sarà in grado di sostenere i cittadini, la Regione interverrà con i messo a disposizione un cofidi mettendo a disposizione 30 milioni di euro come controgaranzia alla banca che applica il credit crunch”. Nel corso della giornata “leccese”, Capone e Gentile hanno nuovamente toccato il tema della proposta di una legge che introduca per l'elezione del consiglio regionale la doppia preferenza e l'esclusione delle liste che non prevedano la parità di genere. L'Udi ha raccolto e depositato 120 mila firme in Italia per una legge nazionale. Anche in Regione l’intento è quello di accompagnare il percorso legislativo con un percorso popolare.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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