Scec-shopping per l’estate

LA STORIA DELLA DOMENICA. Casarano. Buoni sconto dai colori brillanti e dalle frasi che fanno riflettere. Per aiutare l’economia e sentirsi come dentro al Monopoli

CASARANO – E’ come giocare a Monopoli, ma è più divertente. Almeno per due motivi. Intanto perché la partita è più animata; poi perché il risparmio è reale. Arriva a Casarano la Scec-rivoluzione, ovvero la rivoluzione del commercio che permette vantaggi reali e fa girare l’economia. Si basa sull’introduzione dello Scec (l’acronimo di “Solidarietà che cammina”), che è una banconota in diversi tagli, ed ha la funzione di un buono sconto. Uno Scec equivale ad un euro, ma “spenderlo” è più suggestivo. Entrando nel circuito Scec, ovvero il circuito delle attività commerciali che aderiscono all’arcipelago Scec, si possono accumulare buoni sconto Scec da utilizzare, sempre nell’ambito dello stesso circuito, in attività aderenti sparse in tutta Italia. L’effetto immediato è duplice: per l’utente-cliente del negozio, è la possibilità di ottenere uno sconto da parte del commerciante al momento dell’acquisto; per il commerciante, è lo sconto accumulato e spendibile altrove. Sembra difficile ma è sufficiente uno Scec-esempio per avere chiaro il meccanismo. Al momento dell’iscrizione all’arcipelago Scec, il commerciante riceve in regalo 100 Scec, equivalenti a 100 euro. Quando un cliente si reca presso la sua attività, forte dei 100 Scec di bonus ottenuti, può praticare sul prezzo delle merce in vendita un determinato sconto. Ad esempio, su un capo che costa 100 euro pratica il 10% di sconto. Il cliente pagherà, allora, 90 euro e 10 Scec (equivalente allo sconto del 10%, cioè di 10 euro). Ed ecco il vantaggio immediato per il cliente. Il commerciante, così, avrà accumulato altri 10 Scec che potrà spendere in attività aderenti all’iniziativa. Con il vantaggio che gli Scec non rimangono chiusi nel porta-Scec ma circolano e fanno circolare l’economia. Non solo nel territorio ristretto ma anche fuori, in tutta Italia. Dove la rivoluzione è partita già da anni, nel 2007. A Casarano è arrivata lo scorso aprile ed è promossa dal Punto Scec presso Cna; referente è la signora Elena Valente; le attività aderenti sono già 14. L’idea sta pian piano prendendo piede, uscendo anche dai confini di Casarano. In tutta la Provincia di Lecce le imprese aderenti sono 17. // Come sono fatti gli Scec Gli Scec sono stampati in carta semplice ed in diversi colori a seconda del tagli della banconota-buono sconto. Su ogni Scec è riportata una frase significativa. Si va dal mezzo Scec in rosa con l’immagine di un granello di sale e la scritta “La moneta è un mezzo” a quello di valore doppio in arancione con la frase “Al sole non serve un soldo” accanto a una pepita d’oro. E poi quello da due, in blu come l’acqua, che “acquieta la sete – si legge sul buono – e non si acquista”. Per salire ai ‘pezzi più grossi’. Quello da dieci in verde con una spina di grano, la frase “La terra è un dono, il denaro a debito un disonore” e quello da venti, in marrone, riconoscibile dalla pianta di caffè e la scritta “Signore e signori il signoraggio s’ignora”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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