'Compravendita di voti e mafia'. La campagna elettorale si infiamma

Casarano/Gallipoli. Polemiche e sospetti nei confronti delle coalizioni “favorite”. Gianni Stefano a Casarano e Francesco Errico a Gallipoli respingono ogni accusa

CASARANO/GALLIPOLI. Gli ultimi giorni di campagna elettorale stanno riservando quanto di più brutto la politica sappia fare, infiammando i toni del confronto con accuse, repliche e contromosse tra gli schieramenti. E’ così che a Casarano ed a Gallipoli sono venute fuori le accuse di compravendita di voti, nel primo caso, e di infiltrazioni della criminalità organizzata addirittura tra i consiglieri, nel secondo. Accuse gravi, lanciate a parti invertite. A Casarano è il centrosinistra che accusa il centrodestra (in vantaggio al primo turno) di aver fatto leva sul bisogno dei cittadini per veicolare il loro voto, comprandolo. Sono stati gli esponenti del Pd Teresa Bellanova ed Alberto Maritati e dell’Udc Salvatore Ruggeri e riferire di presunti episodi illeciti in una lettera inviata alla prefetta di Lecce Giuliana Perrotta in cui si chiedeva di innalzare i controlli al turno di ballottaggio. Il diretto interessato, Gianni Stefano, respinge ogni accusa definendo l’atteggiamento del centrosinistra “vergognoso”. “I signori deputati, se sono a conoscenza di fatti concreti non si fermino alle parole – dice – ma sporgano denuncia; altrimenti questo fumo fatto uscire dal camino solo per confondere gli elettori non ha alcun senso”. “Tra l’altro – aggiunge Stefano – l’unico episodio illecito emerso fino ad oggi è quello della distribuzione di pacchi di viveri marchiati UE ai cittadini bisognosi presso il comitato elettorale di un candidato dell’Italia dei valori. Quindi farebbero i bene, gli esponenti del centrosinistra, a guardare prima quello che succede nella propria coalizione e poi a sparare a zero sugli avversari”. Inoltre Stefano denuncia un’anomalia: “Mi risulta che nel seggio n.16 l’urna sia rimasta non sigillata fino all’una di domenica notte; guarda caso, quello è il seggio in cui ho preso il minor numero di voti”. Accuse ancor più pesanti a Gallipoli, dove i senatori del Pdl Cosimo Gallo, Giorgio Rosario Costa e Luigi Lazzari, hanno denunciato, in una nota congiunta, infiltrazioni della criminalità organizzata tra i consiglieri del centrosinistra, che si è classificato in prima posizione al primo turno elettorale. “sarà il centrodestra – hanno scritto – all’indomani di una eventuale quanto improbabile vittoria delle sinistre a Gallipoli a chiedere immediatamente alla prefettura l’accertamento di eventuali o vincoli di parentela tra esponenti del futuro Consiglio comunale e la malavita organizzata”. “Dichiarazioni che squalificano la campagna elettorale – commenta Francesco Errico, il candidato del centrosinistra – che noi abbiamo cercato di condurre sempre nel rispetto dei nostri avversari”. “Il comportamento del Pdl – aggiunge – si spiega solo con la consapevolezza di sconfitta da parte dello schieramento del centrodestra. Non resta loro altro da fare che gettare fango sugli avversari, ma per loro sfortuna né io né la mia coalizione siamo attaccabili in alcun modo. Siamo persone pulite fino all’osso, non abbiamo neppure una multa per divieto in sosta in sospeso. Guardino tra le loro fila e tra i loro candidati, i signori del Pdl, e poi rispondano se possono dire la stessa cosa. Ho deciso di metterci la faccia in prima persona candidandomi perché credo nelle persone che mi sostengono: le poltrone non mi interessano, tranne quelle del mio studio dentistico, che fortunatamente sono sempre piene”.

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