Assoluzione Colitti. Coppola: ‘Qualcuno chieda scusa’

L’intervento del consigliere comunale e provinciale dell’Idv che ora chiede di cercare il movente dell’omicidio Basile fuori dal “contesto personale”

Peppino Basile fa più paura da morto che da vivo. E' proprio il caso di dirlo. C'è chi teme la verità. C'è chi teme venga fuori una verità scomoda. Due giorni fa, la notizia: è stato assolto, in secondo grado di giudizio, Vittorio Colitti junior. Le corti di merito non hanno dubbi: non è stato lui ad assassinare il consigliere provinciale e comunale dell’Italia dei Valori Peppino Basile, la notte tra 14 e 15 giugno 2008. Si chiude qui la brutta avventura giudiziaria per il giovane ugentino, a meno che la Procura non proponga ricorso per Cassazione. Vogliamo solo ricordare una cosa: abbiamo sempre confidato nell’operato della magistratura nella convinzione, non solo nostra ma anche della stragrande maggioranza dei cittadini, dell’innocenza di Vittorio senior e nipote. Dev’essere però rilevato che in questi intensi quattro anni la macchina della verità, comoda, ha lavorato a pieno regime trovando non pochi sostenitori. L’ex sindaco di Ugento, per esempio, Eugenio Ozza, che ha ribadito in tutti i suoi interventi la totale convinzione che le piste da seguire dovessero essere di natura personale. Basti ricordare quanto apparso sulla cronaca secondo cui l’ex sindaco di Ugento, dopi il verdetto di assoluzione in primo grado, nei confronti di Vittorio Colitti Junior avrebbe chiesto udienza al sostituto procuratore della repubblica dei minori, dott.ssa Filoni per informarla di particolari relativi al delitto Basile. Ci dica allora Ozza: chi potrebbe essere l’esecutore o gli esecutori materiali della morte di Peppino? Insomma la verità comoda diventa sempre più scomoda e si riaccendono tutti i timori e le incertezze della prima ora che fanno tremare tutti quelli che temono che esca fuori la verità sull'omicidio Basile. Trema chi ha paura della verità, quella verità che a Ugento, a Lecce e a Roma forse qualche potere forte vorrebbe non vedere a galla. Trema chi ha paura della verità e teme che il movente dell'omicidio Basile sia l'interesse convergente di affari, criminalità e politica. Trema chi ha paura della verità, perché teme si apra una voragine in una terra bella quanto stuprata da abusi edilizi e sversamenti di rifiuti tossici nell'indifferenza del potere. Trema chi ha paura della verità, perché teme che i mandanti dell'omicidio Basile siano all’interno delle istituzioni. Ad ogni modo, qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza e chiedere quanto meno “scusa” ai Colitti ed ai loro famigliari. Il Consigliere Provinciale e Comunale Dell’Italia dei Valori Gianfranco Coppola

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!