Accuse incrociate. Ma non in Procura

A Casarano e Gallipoli accuse di connivenze mafiose e voto di scambio. Ma nessuno denuncia

Nel giorno di chiusura della campagna elettorale prima del ballottaggio, a Gallipoli e Casarano i toni hanno il sapore del vetriolo. A Gallipoli il centro destra, nelle persone del senatore Costa, Gallo e Lazzari accusano il Pd di connivenze con la criminalità organizzata. Alcuni candidati alla carica di consigliere comunale sarebbero legati da rapporti di parentela con esponenti della Sacra corona unita o con persone che vi ruotano attorno. Il candidato Errico respinge le accuse al mittente. A Casarano il centrosinistra, nelle persone dei parlamentari maritati e Bellanova, lanciano l’allarme per la compra-vendita di voti che sarebbe avvenuta al primo turno e starebbe continuando da parte di alcuni esponenti del Pdl. Il candidato Stefàno respinge le accuse al mittente. Poiché i cittadini sono chiamati a mettere nero su bianco il proprio voto per la scelta del futuro sindaco, la classe politica delle due città faccia un gesto dirompente: un atto di chiarezza e onestà intellettuale. Se è vero quel che dicono, mettano nero su bianco le accuse e le portino in Procura. Oppure la finiscano con queste manfrine.

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