Un bando per svuotare Casarano del ‘cuore’ di Area Vasta

Casarano. Nel bando di gara appena pubblicato tra le righe i dettagli dello spostamento degli uffici informatizzati a Maglie (Suap, Suae,ecc)

C’era un tempo che sembra lontanissimo in cui l’ex presidente del Consiglio italiano, per non entrare nel merito di quanto scritto su di lui dalla stampa, troncava la comunicazione con l’epiteto “faziosa”. Siamo testimoni di strascichi locali di tale grossolana strategia. Che “Fitto abbia tentato da anni di prendersi Area Vasta e ora è ad un passo dal riuscirci”, è un dato di fatto. E i fatti non sono faziosi. Faccio un esempio per tutti e scelgo il più recente. Cioè l’ultimo bando pubblicato il 4 maggio da Area Vasta per l’informatizzazione degli Enti locali. Cioè i 66 grandi e piccoli Comuni che vi aderiscono. Ecco qui il bando: http://albopretorio.datamanagement.it/allega/Casarano/Bandi/2012/05/1_210139343.pdf E’ una gara di 1.358.000 compresa iva. Peccato che il finanziamento totale di cui beneficierebbe Area Vasta è di 717mila euro in più, per un totale di 2.075.000. Leggendo il bando non si capisce, perché non è scritto, che fine fanno quei soldi che non sono messi a gara e che servono per informatizzare gli Enti, cioè per garantire un servizio nuovo e amministrazioni più efficienti ai cittadini. Perché è necessario informatizzare gli enti? Prima di tutto perché lo impone la legge e perché, informatizzando gli enti, oltre ad una maggiore efficienza si può puntare ad avere economie di scala, per poi gestire in forma aggregata, per esempio, il servizio di riscossione e accertamento dei tributi, compresa la Tarsu, l’IMU, ecc, evitando di affidarlo all’esterno e pagandolo più caro. Per gestire i servizi in forma aggregata, è necessario che vi sia un ‘cervello informativo’ -tecnicamente si chiama “data center”- dove si archiviano tutti i dati e le informazioni, incrociando i dati che arrivano dall’anagrafe, dal catasto, dallo Sportello unico delle imprese (Suap), dallo Sportello unico attività edilizia (Suae) e così via. Questo sistema a Casarano esiste: si chiama “Sit”, Sistema informativo territoriale, è stato finanziato con fondi pubblici ed è stato giudicato il migliore tra gli unici tre presenti in Puglia. Non è cosa da poco, ed è a Casarano, ed è un gioiello nascosto ma noto in tutta Italia (ma, ahimè, nemo propheta in patria… perché se i casaranesi sentono parlare di queste cose va il sangue agli occhi, per quello strano meccanismo di cupio dissolvi tipico del Sud e delle piccole città, che non riconosceranno mai le eccellenze a loro vicine, ma sempre quelle lontane). Mi rendo conto che sono questioni che apparentemente sembrano secondarie, rispetto alle buche nelle strade o al lavoro che manca – che pure devo far parte di un programma elettorale – ma è necessario che i cittadini siano informati di quello che fa andare avanti la macchina amministrativa della loro città. Perché se la macchina si ferma o gira a vuoto, saranno loro a pagare, concretamente, con l’aumento delle tasse di competenza comunale. Torniamo al “Sit” e a quel bando in corso. Il bando dice che questo “cervellone”, il “data center” altrimenti detto, è a Maglie, presso “Mos@ic”, un progetto di 7 anni fa costato quasi due milioni di euro e che aveva l’obiettivo, appunto, di informatizzare alcuni Comuni (non Casarano, ma altri). Ebbene, questa fantomatica informatizzazione costata due milioni di euro, giace in un ufficietto sempre chiuso, affianco all’ufficio tecnico di Maglie. Se poi si va sui siti dei 12 Comuni che avrebbero dovuto beneficiare di quell’informatizzazione e cerca “Mos@aic” o “Sit”, non si trova a, mentre sull’home page del comune capofila, Maglie, il banner “MOs@ic” non si apre, non si “trova il server”. Sebbene sull’attuale bando di Area Vasta si dice che il Sit di Maglie è attivo e funzionante. Da una parte quindi, a Casarano, un “Sit”, un sistema informativo efficiente, dall’altra, a Maglie, una porta chiusa. Che il bando però vuole finanziare, spostando tutto il “cervellone” a Maglie. Ma siccome l’Unione europea e la Regione Puglia, impongono di “riusare” le tecnologie e i software che già ci sono, per risparmiare e non fare doppioni e sprechi, perché si vogliono dare altri soldi ad un qualcosa di vecchio e inattivo? Per farne cosa? Perché piuttosto non si fa andare avanti una macchina ben rodata ed efficiente, già pagata coi soldi pubblici, qual è il “Sit” di Casarano? E perché se il finanziamento è di oltre due milioni, ne sono stati messi a bando 717mila in meno? Come saranno poi usati quei 717mila euro mancanti che sono dei cittadini, e che sono vincolati per quello specifico uso? Il centro nevralgico delle attività e degli investimenti sugli Enti locali è stato già spostato di fatto a Maglie, perché a pag. 31 del bando è espressamente previsto il trasferimento dei sistemi Suap (Sportello unico attività produttive) in locali che “verranno indicati in fase di attuazione”. Ora: se tutti gli uffici per la gestione dello Sportello unico attività produttive (Suap) saranno spostati a Maglie, se tutti gli uffici per la gestione dello sportello unico delle attività edilizie (Suae) verranno spostate a Maglie, se tutti gli uffici per l’Informatizzazione degli enti locali verranno spostati a Maglie, se tutti gli uffici per la gestione del data center che permette a sua volta la gestione e l’accertamento dei tributi verranno spostati a Maglie, e se tutto questo è già contenuto in un bando oggi attivo, è lecito concludere che Fitto stia spostando il cuore di Area Vasta a Maglie. E questo accade ora, anche se Casarano è ancora capofila di Area Vasta, perché a questo punto diventa un ‘titolo’ irrilevante, visto che si sta svuotando Casarano di tutto, lasciandogli una scatola vuota. Questo è un fatto. E i fatti non sono faziosi. Possono piacere o non piacere, questo si. I cittadini di Casarano decidano se questo ‘fatto’ a loro sta bene oppure no.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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