La lapide di Matteotti dov’era un tempo

Gigi Pedone scrive al sindaco Perrone per proporre la ricollocazione della lapide sulla facciata di Palazzo Carafa

Caro sindaco, i miei complimenti e gli auguri di buon lavoro glieli ho fatti tempestivamente la stessa sera dei risultati elettorali. Siccome da pochi giorni è stato ufficialmente proclamato sindaco, pur non sfuggendomi i problemi che pone la formazione di una giunta, mi permetto di chiederle quanto segue: in occasione della ricorrenza della festa di Liberazione del 25 aprile scorso, Valentino De Luca, con perizia di dati e documentazione, ci ha fatto visitare i luoghi della memoria dei caduti leccesi per la libertà e la democrazia. L'ultima tappa è stata in piazzetta S. Castromediano. Bene, De Luca ci ha invitato a guardare la facciata di Palazzo Carafa, di fronte quasi alla statua di Castromediano, dove nel 1944 i partigiani e gli antifascisti leccesi, avevano messo, sul quel muro, una lapide in memoria di Giacomo Matteotti, grande dirigente socialista trucidato dai vigliacchi fascisti nel 1924. Quel giorno, era con noi su quel posto, anche il nostro concittadino antifascista e comunista, avv. Pasquale Poso, che fu testimone diretto durante la manifestazione in ricordo di Giacomo Matteotti e della deposizione della lapide. Ma, non si sa ad opera chi, quando furono fatti i lavori di pulizia delle facciate esterne di Palazzo Carafa, la lapide misteriosamente sparì e non si è mai saputo se per negligenza oppure per volontà di qualcuno. Pasquale Poso e Valentino De Luca conservano il testo dell'epitaffio. Le chiedo, non solo a nome mio, visto che Lei il 25 aprile qui su facebook in un mio post dove parlavo di quel problema (vi era la foto di Pasuale Poso sotto al muro di Palazzo Carafa), cliccò “mi piace”, se non ritenga che tra i primi suoi atti sia giusto riporre, con una celebrazione solenne, la lapide di Giacomo Matteotti dove stava prima. Gigi Pedone

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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