Vertenza informazione. La prefetta: ‘Abbiamo avviato un percorso’

Lecce. Primo incontro istituzionale in una prefettura italiana sul mondo dell'informazione. Vi hanno partecipato editori, sindacalisti e giornalisti

aggiornamento ore 18 Lecce. Il “tavolo” nella prefettura di Lecce è stato il primo di questo genere in Italia. Lo ha dichiarato la Prefetta d.ssa Giuliana Perrotta, annunciando, in conclusione dei lavori odierni, che la sintesi di quanto emerso nel lungo confronto tra i protagonisti dell'informazione salentina sarebbe stato trasmesso al Sottosegretario all'editoria presso la Presidenza del Consiglio. Alla riunione hanno preso parte la categoria dei giornalisti, rappresentati da Massimo Melillo di Assostampa e dal vicepresidente dell'Ordine dei giornalisti pugliesi Pierpaolo Lala; la Confindustria, con il direttore generale Antonio Corvino, il vicepresidente Enzo Benisi e il delegato alla comunicazione Fabrizio Benvenuto; tutti gli editori televisivi del territorio Giuseppe Nielli per L'Atv, Paolo Pagliaro per Telerama, Fabio Cazzato per Canale 8 e Ignazio Stasi, direttore generale di Studio 100. Presente Nicola Vernola di Gazzetta del Mezzogiorno e i direttori o gli editori dei quotidiani on line (il Tacco d'Italia, Lecceprima, Salento Web TV, Belpaese, il Paesenuovo, Futura TV); il presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete e i sindacati delle specifiche categorie: Fistel Cisl, Esl Cgil e Uil Com. Assenze “pesanti” quelle di Telenorba e soprattutto di Nuovo Quotidiano di Puglia. Ha aperto i lavori Massimo Melillo il quale ha sostenuto che l'attuale crisi occupazionale “viene da molto ma molto lontano”, ovvero dalla precarizzazione della professione giornalistica a seguito dell'applicazione della legge 30 Maroni-Biagi, che ha individuato 47 profili di lavoro. Ed è effettivamente indubitabile che, soprattutto nei grandi quotidiani, esista una grande varietà di contratti giornalistici, da quelli ipergarantiti dei professionisti a quelli totalmente precari con pagamento “a pezzo”. Assostampa ha fatto un calcolo secondo cui, facendo la media di tutti coloro che esercitano un'attività giornalistica, ne risulta una media di compensi pari a 300 euro al mese per addetto. Melillo ha poi posto l'accento sulla proliferazione delle testate tv, quale fonte di precariato: in Puglia sono 44, un numero superiore a tutte quelle della Germania, mentre in Italia sono ben 600. Melillo ha concluso ricordando che questo sistema si regge in piedi grazie ai finanziamenti pubblici, risorse che attirano anche persone inesperte che intraprendono un'attività tv per prendere il finanziamento. La conclusione dell'esponente del Sindacato dei giornalisti è la seguente, riguardo al settore televisivo: “Noi giornalisti siamo disposti ad interloquire con le aziende sane, quelle in grado di stare sul mercato; chi non è capace, o chiude o vende o si aggrega”. La stessa riflessione, a conclusione di riunione, è stata proposta dalla padrona di casa. Rivolgendosi agli editori presenti, la dottoressa Perrotta ha detto: “Prendete atto che bisogna andare verso forme di aggregazione. Non è un attacco al pluralismo, ma la constatazione della realtà. Del resto, stiamo eliminando anche le Province, interi comparti dell'economia stanno chiudendo”. Della necessità di una riflessione a tutto tondo sul sistema dell'informazione, aveva anche parlato Pierpaolo Lala, al quale va il merito di aver immediatamente sollevato sul web il problema della precarietà del lavoro giornalistico, dopo il licenziamento del cameraman di Canale 8 Siciliano. Lala ha illustrato la genesi e le iniziative di solidarietà e di proposta sorte dopo il licenziamento del collega cameraman, e richiamato ad una sorta di lotta generazionale dei venti/quarantenni che non hanno mai avuto un contratto di lavoro. “Se i giornalisti sono precari lo è anche l'informazione a tutto svantaggio della democrazia”, ha concluso il dirigente dell'Ordine. Il tavolo di questo inedito incontro istituzionale ha avuto, in verità, una duplice natura. Da una parte c'erano gli editori tv, che sono pubblici concessionari, beneficiari dei finanziamenti ex 448 e che sono i principali attori ed arbitri dell'opinione pubblica. Da quella parte di tavolo, sono venute le lamentele per un mercato pubblicitario in picchiata e per i rubinetti della pubblica amministrazione che si sono chiusi. Gli editori hanno addebitato allo switch off, l'imminente passaggio al digitale terrestre, la crisi quasi irreversibile delle piccole televisioni. L'altro parte del tavolo è rappresentato dai new media che, senza accedere a finanziamenti pubblici, iniziano ad avere un'enorme capacità di penetrazione nell'opinione pubblica. Non dimentichiamo, infatti, che la genesi di questo incontro è nato con un post su Facebook. Il prossimo incontro sarà tra sindacati ed editore di Canale 8 presso Confindustria per cercare di risolvere il problema del licenziamento Siciliano “nelle sedi opportune” – come ha sottolineato Enzo Benisi, grande esperto di relazioni sindacali. L'auspicio è che dalla vicenda di Vincenzo si colga l'occasione per un ripensamento complessivo e radicale del sistema dell'informazione in Puglia. LECCE aggiornamento ore 14– Sindacati, giornalisti, editori, Ordine dei giornalisti, oltre a Confindustria e Camera di commercio. Il mondo dell’editoria si è riunito per la prima volta, stamattina, attorno al tavolo della prefetta Giuliana Perrotta. Precarietà, crisi, ritardi nei pagamenti sono stati i punti all’ordine del giorno di quello che è apparso come un incontro non più rimandabile. A completare una situazione che già è grave di per sé, l’incognita del digitale terrestre con gli effetti, ancora sconosciuti, che porterà per il territorio ed il mondo del giornalismo. A scatenare l’agitazione, com’è noto, è stato il licenziamento del cameraman di Canale8 Vincenzo Siciliano, mandato a casa dopo aver denunciato i gravi ritardi negli stipendi (anche nove mesi) cui era costretto. Oggi editori e sindacati hanno dato il via alla grande vertenza informazione, raccontando ognuno la propria personale esperienza e sottolineando le difficoltà. Riguardo il caso specifico di Siciliano, la prefetta ha invitato l’emittente ad incontrare i sindacati e Confindustria ed a ricercare una soluzione. “Abbiamo avviato un percorso – ha detto Perrotta – che speriamo prosegua nelle sedi istituzionali come Confindustria affinché si avvii un dialogo proficuo tra editori e tutti gli operatori del settore”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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