Centri diurni per disabili, D’Antini chiede ‘pazienza’ alla Asl

Lecce. L’assessora provinciale alle Politiche sociali chiede all’azienda sanitaria di attendere l’entrata a regime dei Centri prima di chiudere le strutture locali

LECCE – “Non mettiamo i disabili, e le famiglie che li assistono, in mezzo a una strada: attendiamo l’entrata a regime dei Centri diurni che stanno nascendo nei diversi Comuni del territorio provinciale, al fine di non creare gravi disagi e ulteriori problemi”. E’ questo l’appello che l’assessore alle Politiche sociali e pari opportunità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini Solero lancia alla Asl di Lecce, riferendosi “nello specifico all’Ambito di Galatina, dove, in particolare a Soleto, in questi giorni c’è grande timore da parte di 30 famiglie con disabili per la chiusura dei centri riabilitativi diurni e la conseguente ‘dimissione’ di chi li ha finora frequentati”. “Questi ragazzi e le loro famiglie non possono essere lasciati soli o costretti a ripiegare su centri privati, lì dove esistono e lì dove c’è la possibilità economica di utilizzarli”. L’alternativa fornita dall’assessora è che la Asl “pazienti” fino alla messa a regime dei previsti Centri diurni. E in quella zona, nell’Ambito sociale territoriale di Galatina, è di prossima attuazione un centro diurno socio educativo per disabili. “Si tratta solo di attendere – dice -, del resto vale di più la serenità delle famiglie già gravate da problemi o la dimissione in tronco dei pazienti disabili motivata solo dalla politica dei tagli”? Continua l’assessora: “Già in sede di Coordinamento interistituzionale provinciale sui ‘Centri diurni di riabilitazione’, voluto dal presidente della Provincia Antonio Gabellone e da me presieduto, svoltosi nel settembre dello scorso anno, così in quello più recente del 12 gennaio scorso, abbiamo chiesto all’azienda sanitaria locale di garantire la continuità nei servizi riabilitativi socio assistenziali, fino al momento in cui non fossero entrati a regime i Centri diurni per disabili degli Ambiti sociali territoriali previsti dai Piani di zona. Richiesta, tra l’altro, condivisa e reiterata dagli Ambiti territoriali per i servizi sociali”. “Le attività presso i centri socio assistenziali rappresentano un punto forte per garantire il raggiungimento dell’equilibrio psico-fisico di numerosi ragazzi e adulti che, sino ad oggi, li hanno frequentati. Per molte famiglie che usufruiscono dei centri si presenta una difficoltà sostanziale nel gestire e contenere i disagi delle persone con disabilità. E’ dunque impensabile l’assenza di attività di supporto quali sono quelle dei centri diurni riabilitativi”.

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