Madonna dell'alto. Recuperiamola

IL REPORTAGE. Campi Salentina. La chiesetta fu scenario dei riti di affiliazione della Sacra Corona unita. I fori sulle pareti lo testimoniano. Bisogna recuperarla, per non dimenticare. Lasciando come monito quei fori sulle pareti

(foto di Giuseppe Tafuri) CAMPI SALENTINA – Raggiungerla è difficile per chi non è della zona. Per la totale assenza di cartelli ed indicazioni e perché bisogna seguire un percorso non ben visibile che solo chi conosce bene i “suoi” luoghi può sapere e suggerire. Di percorsi ce ne sono diversi, in realtà. Ma il più agevole è quello che si snoda davanti a chi percorre la strada provinciale Campi-Cellino. Al km 5 della provinciale, sulla destra, la strada interponderale della antica Masseria Pizzuti conduce proprio lì. Di fronte alla chiesetta della Madonna dell’Alto, un luogo di culto che risale al XII secolo ma presenta numerosi rifacimenti compiuti sino all’epoca moderna. Vi si intrecciano, insomma, culture successive ed anche in questo risiede il suo fascino. Sorge sulle serre di Sant'Elia che abbracciano anche i territori di Trepuzzi, Campi Salentina e Squinzano, ad otto chilometri dal centro di Campi.

Madonna dell_Alto 1

La chiesa della Madonna dell'Alto Qui un tempo venivano i devoti a chiedere una stagione propizia; venivano trasportando sulle spalle crocefissi pesantissimi ed anche altre statue di santi con sardine in bocca, per chiedere al cielo di far piovere e dissetare la terra.

Madonna dell_Alto 2

La facciata della chiesa con il rosone Ma oggi è finito il tempo delle processioni e della devozione. La chiesetta è abbandonata a se stessa e quasi dimenticata e potrebbe sparire definitivamente da un momento all’alto se non si metteranno in pratica i giusti interventi di recupero. Non solo della chiesetta, ma dell’intera area intorno. Non tutti però hanno dimenticato la Madonna dell’Alto. Da alcune settimane è nato un comitato costituito da rappresentanti dei Consigli comunali dei tre Comuni di riferimento – Campi Salentina, Trepuzzi e Squinzano – docenti e studiosi dell’Università del Salento tra cui Nicola Grasso e Manuela De Giorgi, semplici cittadini, e promosso da Paolo Maci e Gianluca Tarantino. Il comitato denuncia il degrado dell’area e chiede fortemente a tutte le istituzioni di intervenire al più presto nella cura di questi luoghi.

Madonna dell_Alto esterno

La parte dell'abside, dall'esterno Non è la prima volta che la chiesetta vive una battaglia per il restauro. Già prima di quello – assai criticato, in quanto non rispettò la preziosa stratificazione storico-artistica presente nel monumento – realizzato nel 1972, si erano avvicendati tentativi ed approcci di recupero che poi si risolsero con un a di fatto ed anzi peggiorarono la situazione. Oggi è in pericolo la stessa resistenza statica dell’edificio, visibilmente fratturato nelle sue pareti e nel suo cuore più intimo.

Madonna dell_Alto 3

Le fratture nelle pareti esterne Negli anni, il luogo di culto è stato preda di furti e rapine di ogni tipo che ne hanno praticamente svuotato l’altare spogliandolo di statue ed altre decorazioni sacre.

Madonna dell_Alto altare

La navata e l'altare

Madonna dell_Alto altare 2

Inoltre a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, divenne il luogo destinato ai ritrovi ed alle iniziazioni degli ambienti della Scu. Ancora oggi i “segni” di quel passato si vedono nei buchi (probabilmente da spari) nelle pareti interne. Il problema oggi è sensibilizzare i cittadini a riappropriarsi di un bene che appartiene alla loro storia e sensibilizzare le istituzioni a recuperare l’immobile e l’area intera. La proprietà della chiesetta è della Curia, ma i terreni attorno sono di un privato di Campi Salentina. A chi spetta, dunque, la tutela dell’area? E quando si restituirà ai cittadini, devoti o no, un bene che è un gioiello a torto dimenticato?

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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