Bando del digitale terrestre. Competenze sì, imprenditori no

I vincitori dei tre migliori spot per il passaggio al digitale sono salentini. Ma al bando dedicato alle imprese non partecipa neanche un editore di Lecce

La provincia di Lecce conquista l’intero podio del concorso indetto dal Corecom Puglia per la realizzazione del migliore spot televisivo sul passaggio al digitale terrestre. Il primo premio di 5.000 euro è stato conquistato da Antonio Mariano, di Maglie, classe 1986, con lo spot “Un altro sguardo, un altro mondo”. Il secondo premio di 3.000 euro è per Luciana Lettere di S. Cesario, classe 1983, con lo spot “La sera della finale”. I 2.000 euro del terzo premio se li aggiudica Mirko Longo nato nel 1986, di Casarano, con il lavoro intitolato “Passaggio al digitale terrestre, un gioco da bambini”. Il bando, destinato ai ragazzi di età inferiore a 30 anni residenti in Puglia, è stato voluto dal neo nominato presidente del Comitato regionale per le comunicazioni Felice Blasi e richiedeva che in 90 secondi i concorrenti fossero capaci di sperimentare, nel loro spot, nuovi linguaggi audiovisivi, per la realizzazione di un messaggio di informazione efficace ed originale che potesse essere percepito dal consumatore/utente in modo interattivo e il cui ricordo possa essere vivo durante il periodo di transizione. Era richiesta anche la colonna sonora originale. I giovani salentini sono stati così premiati per l’efficacia della loro comunicazione e l’originalità del loro prodotto, innovativo e al passo coi tempi. Non solo al passo coi tempi invece le tv della provincia di Lecce. In questi giorni è stata pubblicata un’altra graduatoria, quella per l’assegnazione di 6 milioni di euro di fondi pubblici che la Regione Puglia ha distribuito con criteri oggettivi alle tv pugliesi che avessero presentato un piano d’investimento per l’adeguamento al digitale. Tanto più fossero state capaci di investire, tanto più sarebbe aumentato il budget di soldi pubblici a loro disposizione. Su 28 tv che hanno presentato domanda, 21 sono state ammesse. Queste mobiliteranno investimenti totali per 14 milioni. Che significano non solo capacità di stare sul mercato, ma anche capacità di creare nuovi posti di lavoro “brain intensive” alla cui categoria appartengono giornalisti e operatori tv. E, indovinate, nessuna delle 28 televisioni tv che hanno presentato domanda è della provincia di Lecce, nonostante sia stata anche prorogata la scadenza, proprio per garantire la massima partecipazione. I tre ragazzi che hanno realizzato bellissimi spot e i tanti precari del mondo dell’informazione sappiano che le competenze ci sono, i soldi anche, ma gli imprenditori capaci, quelli no.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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