Cameraman licenziato. Perrone: 'Non posso far reintegrare nessuno'

Lecce. Il neo eletto sindaco di Lecce risponde alla lettera del collega Adolfo Maffei rilanciata dal Tacco

LECCE – La risposta di Perrone arriva con un comunicato stampa, che non cita la lettera aperta di Adolfo Maffei né la sua riformulazione su queste pagine (leggi qui). Però è chiaro che è una risposta all'appello di far valere tutto il suo peso, suo e del direttore di Canale 8 Gorgoni, suo candidato, perché il cameram di Canale 8 Vincenzo Siciliano sia reintegrato. Come è noto era stato licenziato ufficialmente per “ristrutturazione aziendale”, ma la tempesitvità con cui ha ricevuto il benservito, cioè all'indomati dell'alzata di testa e la sua proposta di boicottaggio delle dirette tv per gli exit poll, come protesta dei ritardi clamorosi con cui vengono percepiti gli stipendi, fa pensare ad altro. “Un sindaco non può obbligare i datori di lavoro alla conservazione dei posti – dice -. Può però farsi promotore e portavoce di percorsi di sensibilizzazione”. Perrone si dice sensibile al tema della precarietà e dello sfruttamento dei lavoratori e mette a disposizione, per la giornata di domani, l’Open Space di Palazzo Carafa per riflessioni sul tema. Inoltre dichiara la sua disponibilità a raccogliere ogni tipo di segnalazione su casi simili a quello di Siciliano. Ecco l’intervento del primo cittadino: “Ho seguito per via indiretta la vicenda di Vincenzo Siciliano. L'appello coraggioso prima e l'amaro epilogo dopo, sono stati perfettamente concomitanti con i momenti più concitati della mia campagna elettorale: le ore del voto, lo spoglio e la mia riconferma. Oggi, a mente lucida e a tensione smaltita, sento il dovere di dire la mia. Il licenziamento di un lavoratore, soprattutto se improvviso, immotivato e probabilmente riconducibile alla libera rivendicazione dei propri diritti, è un atto di scorrettezza e di ingiustizia, umana e professionale. In un momento di crisi diffusa, come quello che stiamo vivendo, le azioni brusche non possono mai essere condivise, perché possono minare gli equilibri di una persona, prima che di un lavoratore. Da una parte ci sono le aziende che annaspano, dall'altra, i lavoratori portati al limite della sopravvivenza. L'ho sempre detto: un sindaco non può obbligare i datori di lavoro alla conservazione dei posti. Può però farsi promotore e portavoce di percorsi di sensibilizzazione che, mi auguro, possano portare anche a qualche risultato. Ed è questo il mio augurio. La difficile situazione che l'emittenza locale sta vivendo, così come numerosi altri settori della nostra economia, è un dato di fatto. Ogni giorno decine di persone vengono mandate a casa, messe in cassa integrazione o licenziate. È relativamente lontana anche la vicenda della sede leccese di Studio 100 Tv, costretta alla chiusura dalle mancate entrate e dai ritardi nei pagamenti. Parlarne, non è un atto di ritorsione, bensì uno spunto di riflessione. Ecco perché il licenziamento di Vincenzo Siciliano, se veramente riconducibile al suo appello pubblico su Facebook, mi sembra quanto mai inopportuno e meritevole di ridiscussione. Sono a conoscenza del movimento e del fermento nato immediatamente tra gli operatori dell'informazione a difesa del loro collega e di tutti i colleghi che si trovano in difficoltà o in situazioni non prettamente regolari. Condivido pienamente questa unione di intenti. Domani la sala dell'Open Space del Comune di Lecce sarà a disposizione di tutti coloro che vorranno partecipare ad una assemblea riguardante i problemi legati all'intero mondo dell'informazione. La persona del sindaco è a completa disposizione di quanti, in questa categoria come in tutte le altre, vorranno far valere i propri diritti. Intanto, a Vincenzo Siciliano, amico e professionista, tutta la mia solidarietà e l'augurio che possa ritrovare presto la serenità ed una ricollocazione lavorativa”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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