Politica e malavita. Gallipoli sotto indagine

Ci sono i nomi di noti politici gallipolini tra quelli inseriti nel registro degli indagati, 46 in tutto, dal pm Elsa Valeria Mignone. Si scava su corruzione, concussione e turbativa d'asta

A destra come a sinistra, è l’intera politica gallipolina (e non solo: anche provinciale) ad essere sotto analisi in queste settimane. Le indagini già avviate da tempo dal pm Elsa Valeria Mignone, della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno infatti delineato un quadro in cui i politici della città ionica erano in stretti rapporti con il commercialista di Nardò Giancarlo Carrino, 48 anni, al centro di una serie di illeciti tra cui corruzione, concussione, turbativa d’asta. Gli indagati sono 46 in tutto; tra questi compaiono Ferruccio Piscopiello, legale rappresentante della “Seta”, la società che si occupa della raccolta rifiuti, Sandro Quintana, consigliere provinciale, Enzo Benvenga, politico storico, ed i fratelli Padovano, Rosario e Salvatore, l’uno mandante dell’omicidio dell’altro. Un intreccio di interessi che sta interessando oltre alla Procura anche la Prefettura, che metterà sotto la lente le elezioni comunali gallipoline dell’anno scorso e quelle provinciali della scorsa primavera. Si scava in un clima fatto di fitti rapporti tra politici ed esponenti della malavita. Si scava anche per verificare l’attendibilità delle parole del pentito Carmelo Mendolia, che agli inquirenti ha riferito di un patto tra Flavio Fasano, assessore provinciale all’epoca dei fatti, e Rosario Padovano, collegato ad un comune progetto politico. L’impressione è che ci sia ancora tanto da riportare a galla.

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