Tassa di soggiorno. Legambiente soddisfatta per la sentenza del Tar

Otranto. Secondo Tarantini di Legambiente Puglia, la decisione del tribunale rafforza la scelta del turismo di qualità

OTRANTO – Con una sentenza emessa nei giorni scorsi, il Tar di Lecce ha respinto il ricorso presentato contro il Comune di Otranto da parte di Confindustria, Confesercenti e di un gruppo di albergatori contro l'introduzione della imposta di soggiorno. Secondo il Tribunale amministrativo, dunque, l’imposta è legittima e quindi non può essere anata. Legambiente ha espresso soddisfazione per la decisione del Tar “che – ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia – rafforza la scelta di un Comune che ha deciso di imboccare la strada del turismo di qualità facendo ricorso alle risorse aggiuntive previste dalla legge per migliorare la qualità dei servizi ambientali a fronte dei disagi creati dai grossi flussi turistici che si riversano nelle piccole località costiere”. La tassa a carico del turista varia da uno a due euro, a seconda del livello dell'albergo in cui si soggiorna. Grazie all'imposta di soggiorno tanto avversata, nel 2011 sono entrati nelle casse comunali circa 500mila euro, che hanno contribuito a garantire i servizi ai turisti e ai cittadini senza dover necessariamente aumentare le tasse, come quella per i rifiuti, ai residenti. 2 maggio 2012 Tassa di soggiorno, ricorso respinto OTRANTO – La tassa di soggiorno è legittima e non si ana. Lo ha deciso il Tar di Lecce respingendo il ricorso presentato da Confindustria, Confesercenti e un gruppo di albergatori idruntini contro il Comune di Otranto. Nel ricorso si chiedeva l’anamento della delibera del Consiglio comunale con la quale è stata istituita la tassa e il suo regolamento. Soddisfatto della sentenza il sindaco Luciano Cariddi: “La decisione del Tar conferma la convinzione avuta sin dall’inizio dall’Amministrazione comunale che l’operato amministrativo relativo all’iter istitutivo dell’Imposta di soggiorno fosse legittimo e giusto. Siamo particolarmente contenti della sentenza che rigetta le tesi sostenute da alcune associazioni di categoria. La vicenda testimonia la grande competenza degli uffici comunali, i quali, in un breve lasso di tempo messo a disposizione dall’allora Governo per decidere sull’istituzione, sono riusciti, in collaborazione con noi amministratori e con gli operatori turistici del territorio, a prevedere un regolamento in grado di conciliare le diverse esigenze rappresentate”. “L’imposta di soggiorno – prosegue il primo cittadino – tanto avversata nei dibattiti pubblici e in Consiglio comunale dall’opposizione che suggeriva in alternativa di incrementare la tassa sui rifiuti, ci consente di recuperare nelle casse comunali un gettito che per il 2011 è stato pari a circa 500.000 euro e che, a regime, potrebbe anche raggiungere la somma di circa 750.000 euro.”. Il sindaco si dice inoltre orgoglioso dell’esperienza della tassa di soggiorno dal momento che molte località turistiche italiane hanno preso a riferimento il regolamento di Otranto per l’adozione dell’imposta sui propri territori. Davanti al Tar il Comune di Otranto era difeso dagli avvocati Mauro Finocchio e Antonio Chiarello. 25 agosto 2011 Tassa di soggiorno. Pollice su di Andrea Morrone E’ stata forse la controversia che più di ogni altra ha suscitato polemiche e dibattiti nella lunga e calda estate salentina, scatenando una guerra di ricorsi giudiziari e carte bollate. Il riferimento è alla discussa e poco amata tassa di soggiorno, che il Comune di Salve e quello di Otranto hanno deciso di applicare da luglio di quest’anno. Una tassa da far pagare ai turisti che soggiornano in alberghi, campeggi, bed & breakfast e case private. Due euro al giorno per chi sceglie strutture di livello medio-alto (fino a 3 stelle), 1 euro e 50 per le categorie appena inferiori, per scendere a 1 euro per strutture senza stelle e a buon prezzo. Una sorta di balzello turistico con un unico obiettivo: racimolare soldi per far quadrare i conti del bilancio comunale. Il compito di riscuotere il tributo è stato affidato agli operatori turistici, ai quali vengono applicate multe salate in caso di mancato versamento del contributo nelle casse dell'ente. Ad approvare, il 14 giugno scorso, e introdurre (a partire dal primo luglio) per prima la tanto discussa tassa di soggiorno è stata l'amministrazione comunale di Salve, guidata da Vincenzo Passaseo. Il primo cittadino della località turistica del basso Salento, nota per una delle spiagge più belle della penisola, le Maldive del Salento, ha scelto di sfruttare l'opportunità introdotta dal Governo e tassare i turisti. Positivo il bilancio del primo cittadino di Otranto, Luciano Cariddi, a poco meno di due mesi dall’introduzione della tassa, che ha superato anche lo scoglio del ricorso al Tar da parte di Confindustria, Confesercenti ed Asshotel. A rendere meno gravoso il tributo nella città dei martiri, l’Otranto card, che consente all’ospite di beneficiare di alcuni vantaggi legati alla fruizione o all’acquisto di beni e servizi nel periodo di permanenza. Tra questi le visite guidate gratuite alla città, sconti sul ticket di ingresso al castello, il noleggio gratuito di biciclette, l’istituzione di un ufficio informativo e di un numero verde per i turisti. “Il tutto esaurito fatto registrare dalle nostre strutture ricettive a luglio e agosto – commenta Cariddi –, con circa 220mila presenze mensili e in aumento rispetto al 2010, dimostra come la tassa non abbi affatto scoraggiato i turisti. I riscontri delle strutture turistiche sono stati quasi sempre positivi, con i visitatori che hanno apprezzato i tanti servizi messi a disposizione dalla Otranto card e la vivibilità della nostra cittadina”. Anche il riscontro economico è stato senza dubbio positivo: “E’ difficile fare una stima esatta dei tributi che finiranno nelle casse del comune – spiega il sindaco –. A luglio la tassa dovrebbe aver fruttato una cifra vicina ai 160mila euro, che dovrebbe essere stata incrementata ad agosto. Soldi che saranno utilizzati, come disposto da un’apposita delibera, per potenziare i servizi turistici già presenti (introdotte dalla Otranto card) e rendere più pulite e accoglienti le nostre spiagge”. 14 luglio 2011 La tassa di soggiorno davanti al Tar OTRANTO – Sulla tassa di soggiorno deciderà il tribunale. Contro l’introduzione da parte del sindaco Luciano Cariddi dell’imposta “di scopo”, finalizzata a sostenere i servizi turistici della località idruntina, si levano le proteste degli industriali e degli “addetti ai lavori”. Confindustria e Assoturismo Confesercenti hanno infatti proposto un ricorso, tramite gli avvocati Luca Bruni e Luigi Mariano, contro il Regolamento del Comune di Otranto approvato con delibera del Consiglio n. 18 del 28 giugno 2011, che impone la tassa di soggiorno. Al ricorso si sono affiancate diverse strutture ricettive del territorio. Andrea Montinari, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Lecce, denuncia il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria su tale iniziativa. “La tassa di soggiorno – dice – dovrebbe essere un modo per avviare una concertazione permanente sulle politiche dello sviluppo turistico del territorio. Applicata invece improvvisamente viene percepita come una pura imposizione a danno degli operatori. Su tali basi abbiamo deciso di proporre ricorso al Tar avverso tale disposizione, richiedendo altresì un decreto di sospensione. Esistono diverse previsioni legislative, infatti, che prevedono che il pagamento di nuove tasse e tributi debba essere rinviato all'anno successivo”. 28/06/2011 Tassa di soggiorno. Il 'no' di Turismo verde di Elena riccardo “Inopportuna, penalizzante e controproducente”. Così Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, si è espresso nei confronti della tassa di soggiorno prevista da alcune amministrazioni comunali del Salento. E’ un’imposizione – sostiene Giulio Sparascio, Presidente Provinciale della Cia di Lecce – che rischia di avere pesanti riflessi su un settore come quello dell’agriturismo che, nonostante le difficoltà, sta faticosamente tenendo e in molte realtà fa intravedere positivi segnali di risveglio, dopo l’impasse dell’anno scorso. Per questo motivo Turismo Verde esprime tutta la sua netta contrarietà verso questa tassa “anacronistica”, non al passo con i tempi, che può provocare nuovi problemi agli agriturismi della provincia di Lecce. In particolare, l’associazione agrituristica della Cia sottolinea che la situazione di difficoltà in cui versa il comparto agrituristico potrebbe appesantirsi ulteriormente con un aggravio dei costi a carico dei visitatori. Turismo Verde rimarca, inoltre, la necessità di operare per uno snellimento delle procedure burocratiche e per una semplificazione delle modalità di prelievo fiscale nel settore, obiettivo che contrasta fortemente con l’introduzione di questa nuova tassa. 27/06/2011 Tassa di soggiorno? ‘Una tassa medievale’ LECCE – Tutte le associazioni di categoria hanno detto no alla tassa di soggiorno. In conferenza stampa il presidente della Camera di Commercio di Lecce Alfredo Prete, il presidente di Confindustria Lecce Turismo Andrea Montinari, il presidente Assoturismo Confesercenti Puglia Massimo Rota e Mimmo De Santis presidente Federalberghi Lecce hanno spiegato le loro ragioni. Per Alfredo Prete i Comuni di Otranto, Giurdignano e Salve (forse anche Ugento dal prossimo anno) si sono innanzitutto sottratti all’obbligo di legge di dialogare con le associazioni di categoria imponendo ancora una volta una gestione della cosa pubblica che non ascolta le istanze che partono dal basso. In secondo luogo hanno confuso una tassa di scopo con uno strumento per risanare i propri bilanci. Nei giorni scorsi il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi aveva motivato l’introduzione della tassa con la necessità di risanare il buco di bilancio causato dalla Tarsu, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. “In un Salento in cui il turista che arriva all’aeroporto di Brindisi impiega 16 ore per raggiungere Leuca con i mezzi pubblici invece di parlare dei problemi infrastrutturali del territorio e di pensare a servizi da offrire per fra crescere quel 6% di Pil del comparto turistico si vessano i turisti e le strutture ricettive: una pazzia”. La tassa sul turismo, infatti, verrà versata cash dalle strutture ai comuni anche nel qual caso il turista voglia avvalersi del diritto di non pagarla, compilando un debito modulo in cui spiegarne le motivazioni. La tassa sul turismo, già applicata nelle grandi città d’arte italiane, pare poi abbia già dato i suoi riscontri nella decrescita di flussi turistici di gruppo. “Da un’indagine svolta – spiega Andrea Montinari – Roma ha segnalato un 20% in meno nell’incoming dei gruppi organizzati ciò a favore dei paesi limitrofi. Se a questo si aggiunge che ”il 30-40% dei turisti tedeschi, grandi frequentatori del Salento, non amano la tassa di scopo ritenendo, inoltre, che il turismo italiano sia a rischio fregature e mancante di rapporto qualità/prezzo è facile immaginare quale sarà la ricaduta sul nostro territorio nei prossimi anni”. Se è vero, quindi, che il Salento è la quarta meta preferita dagli italiani “non bisogna sottovalutare questi dati. Ecco perché – continua Montinari – vigileremo e interverremo nei casi in cui la tassa non sia dovuta.” Una tassa medievale per Massimo Rota, non adeguata alla spesa proposta al turista (chi soggiornerà in Salento in strutture quali residence e B&b pagherà 1 euro, mentre chi soggiornerà in alberghi a cinque stelle ne pagherà 2) e che, a differenza di quanto avvenuto a Roma per cui è stato approvato un decreto ad hoc nato dalla concertazione con le associazioni di categoria, non avrà lo scopo di sostenere i beni artistici e turistici della città ma quello di risanare i conti pubblici. “Le imprese pugliesi, inoltre, in questi ultimi anni non hanno adeguato i listini all’inflazione per poter essere competitivi sul mercato, pagano un’imposizione iva al 10% diversamente dagli altri paesi del mondo in cui è al 4% e hanno un tasso di occupazione del 17% (ciò vuol dire che su 100 giorni le camere vengono occupate 17) mentre nel resto d’Italia è al 23%. “E’ vero che in controtendenza ai dati nazionali e nella percezione che i turisti hanno del nostro territorio noi siamo un territorio in crescita ma ai tavoli tecnici sono altri i dati che si prendono in considerazione.” “Incentivi, quindi, non sanzioni – conclude Mimmo De Santis – per una terra, il Salento, che tra poco dovrà nuovamente confrontarsi con il ritorno sul mercato dei paesi del bacino del Mediterraneo”. 2011/6/27 Tassa di soggiorno. Gli imprenditori dicono di no Lecce. Si incontreranno oggi in Camera di commercio per discutere del balzello che alcuni Comuni vogliono introdurre LECCE – Il mondo imprenditoriale salentino compatto contro l’introduzione della tassa di soggiorno. E’ convocata per le ore 10 di oggi una conferenza stampa nella Sala Consiliare della Camera di Commercio di Lecce. Per discutere del balzello che diversi Comuni salentini hanno intenzione di introdurre a discapito dei turisti, interverranno il presidente della Camera di Commercio di Lecce e presidente provinciale di Confcommercio Lecce, Alfredo Prete; il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce, Andrea Montinari; il presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, Massimo Rota; il presidente di Federalberghi Lecce, Mimmo De Santis. Articolo correlato: Tassa di soggiorno. Il sindaco Cariddi: ‘Siamo costretti'

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