Tutta 'la luce' nelle sue tele: ecco Carlo Cego

Lecce. La mostra, intitolata “Carlo Cego – questo è il mio paese” sarà ospitata a San Francesco della Scarpa dal 12 marzo sino al 27 marzo

C'è la luce di Otranto, del Salento nelle sue tele, ci sono i colori, le emozioni. Hanno catturato il suo sguardo, il suo cuore. E così l'artista Carlo Cego, (scomparso nel 2003), veneto, trapiantato a Milano, sceso a Otranto nei primi anni '80, preso dalla magia dei luoghi, fa di Otranto “il mio paese”. La mostra, intitolata “Carlo Cego – questo è il mio paese” sarà ospitata a San Francesco della Scarpa dal 12 marzo sino al 27 marzo. E’ la seconda tappa di un percorso espositivo partito nel mese di settembre da Otranto, organizzata e promossa dalla Fondazione Carlo Cego, dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce, dal Museo “S. Castromediano”. Un’ampia retrospettiva curata da Michelle Afferri, storico dell’Arte, Marinilde Giannandrea, storica dell’Arte e da Paola Iacucci.

Paola Iacucci from Salento Quotidiano on Vimeo.

Un artista “che ha scelto Otranto come porto, rifugio, lì ci ha regalato tra le più importanti sue opere, ha saputo catturare la nostra luce, la luce del sole, del mare, degli ulivi, noi abbiamo pensato di dirgli grazie organizzando una bellissima mostra in un contesto quale è quello di San Francesco Della Scarpa” dice Simona Manca, assessore alla Cultura della Provincia di Lecce.

Simona Manca-Assessore Cultura-Provincia from Salento Quotidiano on Vimeo.

“Ha raccontato come sanno raccontare gli artisti che scelgono l’astrazione, la luce e l’impatto ambientale che una terra come il Salento, come Otranto in particolare sa promuovere attraverso il pennello” dice Antonio Cassiano, direttore del museo “S. Castromediano” di Lecce.

Antonio Cassiano-Direttore Museo S.Castromediano from Salento Quotidiano on Vimeo.

“E’ stata la luce del Salento che ha dato felicità a Carlo nel suo lavoro, Otranto un paese che ha molto amato” dice la signora Iacucci, moglie dell’artista. A corredo della mostra un catalogo a cura di Marinilde Giannandrea e Michele Afferri, con i testi di Michele Afferri, Antonio Cassiano, Marinilde Giannandrea, Francesco Moschini, Marina Pizzarelli.

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