Contraccezione d’emergenza. Arriva la pillola dei 5 giorni dopo

Il farmaco “Ella One”, è in vendita in Italia dal 2 aprile, dopo due anni di sperimentazione. E non ha mancato di suscitare problematiche bio-etiche

di Lamberto Coppola (*) La “pillola dei 5 giorni dopo” è arrivata anche in Italia dopo due anni di test e sperimentazione. Si chiama “Ella One” ed è in vendita in tutte le farmacie dal 2 aprile scorso al prezzo di 34,89 euro. Si tratta di un farmaco contraccettivo che la donna può assumere in caso di rapporto a rischio e che ha una qualche efficacia anticoncezionale fino a cinque giorni dal coito. Si affianca (ma di fatto sostituisce) la vecchia pillola del giorno. // Quando si può assumere Il farmaco, a base di Ulipristal acetato, se utilizzato entro le prime 24 ore dal rapporto è tre volte più efficace delle vecchie pillole a base di Levonorgestrel. Invece, entro tre giorni è due volte più efficace. La sua assunzione è subordinata ad un test obbligatorio di gravidanza (è sufficiente quello venduto in farmacia), secondo le disposizioni dell’Aifa. Infatti, il medico può prescrivere questa pillola solo dopo aver accertato che la donna non sia già incinta poiché il farmaco potrebbe provocare l’aborto. // In quali paesi si usa La pillola dei 5 giorni dopo è stata approvata come contraccettivo d'emergenza nel maggio 2009 dall'organismo regolatorio europeo (Ema, European Medicines Agency) e nell'agosto 2010 da quello statunitense (Fda, Food and Drug Administration). In Italia è stato autorizzata la sua vendita in farmacia solo di recente e a seguito del parere del Consiglio Superiore di Sanità (GU 17 novembre 2011). Nel mondo il farmaco è autorizzato in 39 Paesi (i 27 della Ue, Stati Uniti, Norvegia, Serbia, Islanda, Croazia, Bosnia, Gibuti, Gabon, Israele, Singapore, Liechtenstein e Sud Corea) e venduto in 28 Stati. // Problematiche bio-etiche Proteste da parte dell’associazione “Scienza e Vita”: “Se la pillola viene assunta prima dell’ovulazione, posticipa l’ovulazione; se invece viene assunta dopo che è avvenuta l’ovulazione crea un’alterazione all’interno dell’utero che diventa inospitale e non può accogliere l’embrione”, spiega Lucio Romano, uno dei presidenti dell’associazione. “La pillola svolge quindi un’azione cosiddetta intercettiva e non contraccettiva. Secondo il ginecologo Nico Blasi invece la nuova pillola non va confusa con la pillola abortiva (RU 486) che va somministrata unicamente in ospedale e non si può acquistare in farmacia. Quindi esiste netta distinzione tra aborto farmacologico (Ru 486) e contraccezione post-coitale o di emergenza. Quindi nel primo caso (Ru486) è valida l'ipotesi della “obiezione di coscienza”, mentre nel secondo si tratta di un intervento medico di emergenza che potrebbe evitare una gravidanza indesiderata che potrebbe esitare in aborto volontario con tutte le conseguenze fisiche e psichiche della IVG, e quindi l'obiezione di coscienza non ha validità. (*) Prof. Lamberto Coppola Andrologo – Ginecologo – Sessuologo Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò- Lecce), Casa di Cura Petrucciani (Lecce) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

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