Il documentario sulla morte di Stefano Cucchi al Festival del Cinema

Lecce. Sarà presentato al Multisala alle 19 il lavoro di Maurizio Cartolano sul caso Cucchi

LECCE – Dopo il Festival internazionale del Film di Roma e numerose proiezioni in festival e rassegne sarà presentato oggi a Lecce al Festival del Cinema Europeo “148 Stefano mostri dell’inerzia” il documentario di Maurizio Cartolano sul caso Cucchi. La proiezione avverrà alle ore 19,00 presso il multisala Massimo all'interno della sezione “Cinema&realtà“, dedicata a documentari sociali e culturali, che propone un’occasione di riflessione su temi, tra i quali la permeabilità del mondo carcerario agli interventi esterni. Saranno presenti in sala il regista Maurizio Cartolano e la produttrice Simona Banchi. Il documentario, per il forte impatto e interesse che ha e sta suscitando ha spinto “L’associazione Articolo21” – che lo patrocina – a lanciare una campagna di sottoscrizione on-line per chiedere che sia acquisito e trasmesso dal servizio pubblico radiotelevisivo italiano. Il 22 ottobre 2009 Stefano Cucchi moriva a soli 31 anni, in circostanze tuttora da accertare, nel Reparto di Medicina Protetta dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma 6 giorni dopo il suo arresto. Stefano Cucchi è morto “di carcere”. Fino al mese di ottobre 2009 in carcere erano già morte 147 persone. A dicembre dello stesso anno il numero arriverà a 177. Stefano Cucchi è stata la 148esima persona deceduta in un carcere italiano. La causa del decesso di 26 di loro è ancora da accertare. Una media di 150 all'anno. La maggior parte sono giovani. Un’incidenza impressionante per un paese democratico e civile. Le responsabilità dello Stato, delle Istituzioni, e dei suoi rappresentanti nel caso Cucchi, sono pesantissime e al centro di un processo appena iniziato, in cui sono imputati sei medici, tre infermieri e tre agenti di Polizia Penitenziaria. Stefano Cucchi era stato fermato dai carabinieri per detenzione illegale di ‘fumo’ nella notte del 15 ottobre 2009. Negli ultimi sei giorni della sua breve vita con un nefasto connubio di omertà e trascuratezza gli furono negati tutti i diritti. “Tra gli obiettivi del mio lavoro – dice Maurizio Cartolano – c’è quello di suggerire riflessioni, un punto di vista, non di “imporre” un giudizio. Ma qualcuno che rappresenta ed agisce per conto dello Stato, ha “imbavagliato” Stefano. Ancora oggi – continua il regista – questo bavaglio è stretto e noi con il nostro lavoro, vogliamo provare a sciogliere quel nodo e ci auguriamo che ciò accada. Sappiamo che non basta un film per cambiare le cose, ma siamo certi che ogni parola, ogni racconto possano essere elementi di una nuova presa di coscienza”. Il documentario di Maurizio Cartolano, da un’idea di Giancarlo Castelli, è il tentativo di fare della vicenda Cucchi un atto di denuncia civile ampliando, alla luce dello sviluppo delle indagini e del tempo, una nuova e rivelatrice riflessione umana. La denuncia prende forma nel racconto attraverso la richiesta legalista di verità e giustizia, dichiarata dalle numerose e diverse testimonianze che nel documentario si susseguono. Soprattutto quelle dei familiari di Stefano Cucchi. “148 Stefano mostri dell’inerzia” è stato prodotto da Simona Banchi e Valerio Terenzio per Ambra Group. In collaborazione con Il Fatto Quotidiano che lo distribuisce in edicola, ha il patrocinio di Amnesty International e Articolo 21.

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