Porsche compra Prototipo. Ora è tempo di pensare ai lavoratori

Negli anni si sono succeduti i proprietari della pista che ha raggiunto risultati sempre più apprezzabili, ma non sono mutate le condizioni precarie dei dipendenti

La pista “Prototipo” di Nardò passa alla Porsche. Il Gruppo Porsche infatti ha acquisito il 100% del capitale di Nardò Technical Center dalla Corporate e Investment Bank che detiene la partecipazione di controllo di Prototipo Test.Ing Spa (la capogruppo a cui fa capo il Nardò Technical Center). L’anello di Nardò è la più importante e richiesta pista di collaudo d’Europa, che vanta tra i propri clienti i principali gruppi automobilistici italiani ed europei: oltre a Porsche, Mercedes Benz, Audi, Lamborghini, Volkswagen, BMW, Aston Martin, Jaguar e Land Rover. Costruito negli anni Settanta, l’anello di Nardò si estende su un’area di circa 700 ettari e comprende oltre 75 km di piste di varia tipologia che si differenziano in base alla lunghezza e all’esigenza di simulazione delle diverse condizioni di terreno o metereologiche. Tra le strutture principali l’Anello Circolare della lunghezza di 12,5 km e la moderna pista di Handling di 6,2 km. Negli anni l’impianto ha usufruito di importi finanziamenti pubblici, ultimo dei quali quello del 2008: un “Contratto di programma” della Regione Puglia da 3,9 milioni (soldi pubblici), su un investimento totale di 8,3 milioni, ha permesso la costruzione di una seconda pista, quella di “handling” appunto, rendendo l’impianto molto più allettante per gli investitori, ampliando l’offerta dei servizi, disponibili sette giorni su sette. Negli anni si sono succeduti i proprietari della pista che ha raggiunto risultati sempre più apprezzabili, ma un piccolo dettaglio è rimasto immutato, di proprietà in proprietà: lo stato di precariato se non di sfruttamento assoluto dei lavoratori e dei piloti addetti ai test e ai collaudi. Le risorse umane, gestite in outsourcing, hanno sempre avuto sulla testa la spada di Damocle del licenziamento, costrette ad accettare le situazioni lavorative più dure. Ci auguriamo che i nuovi proprietari ripartano non dalle “cose” che hanno comprato, ma da chi quelle “cose” le fa funzionare: dai lavoratori, da chi le macchine le guida. Per fare della pista di Nardò un esempio di eccellenza europea non solo tecnologica ma organizzativa e umana. Articoli correlati: Ex prototipo Ex Prototipo: dalla Provincia un appello alla Regione Quintana: “apriamo la pista Prototipo di Nardò a manifestazioni pubbliche”

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