Radon a scuola. Il sindaco. ‘La frequenta anche mia figlia’

Parabita. Alfredo Cacciapaglia dichiara di aver dato mandato di nuove rilevazioni negli istituti del Comune. Se i livelli saranno alti, si bonificherà

PARABITA – Distinguere la volontà reale di risolvere i problemi dalla strumentalizzazione politica. Non sempre è facile. Soprattutto quando al centro del dibattito ci sono tematiche delicate come quella dell’inquinamento ambientale. Così è per il “caso radon” a Parabita. Alcune settimane fa i gruppi consiliari di minoranza “Bene Comune” e “Parabita domani” lanciarono un duro attacco contro l’Amministrazione comunale accusata di scarsa attenzione dei confronti del rischio di inquinamento da radon, un elemento radioattivo altamente pericoloso, rilevato, in alcune indagini condotte dallo Spesal nel 2010 negli istituti scolastici comunali, ben oltre i limiti di legge. In un caso, la scuola di viale Stazione, venne riscontrato il livello di 800 Bq/metri cubi quando il massimo consentito è 500 Bq/metri cubi. In questi casi, la legge prevede l'obbligo del risanamento degli ambienti da parte del proprietario, ovvero il Comune. Ma alle dichiarazioni dell’opposizione risponde il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia. Il quale, in questa intervista al Tacco d'Italia, rimanda al mittente l’accusa di scarsa considerazione del problema e garantisce invece la massima attenzione per la questione. “I dati cui si riferiscono i consiglieri di opposizione – dice Cacciapaglia – sono ormai vecchi in quanto risalgono al 2012; nel frattempo i valori potrebbero essere cambiati. Non possiamo dunque fermarci ad una rilevazione di due anni fa. E’ necessario monitorare continuamente il livello di radon ed infatti ho chiesto all’Ufficio di individuare le somme necessarie per incaricare esperti in materia di effettuare nuovi rilievi. Dopodiché, se i dati saranno ancora allarmanti, si farà la bonifica degli istituti interessati alla situazione di allarme”. La situazione diventa allarmante perché il radon oltre i livelli è stato rilevato in una scuola. “Dovete pensare che mia figlia frequenta quella scuola. Sarei un genitore inaffidabile se permettessi a mia figlia di frequentare ambienti malsani. Prima di allarmarsi, bisogna effettuare nuove rilevazioni, e poi, se sarà il caso, la bonifica. Il radon non esiste soltanto nelle scuole, ma in tutti gli edifici. Anche a casa mia, che tra l’altro è al primo piano senza scantinato, e quindi probabilmente mia figlia respira più radon in casa che a scuola”. Quali provvedimenti si possono prendere, allora, in attesa dei risultati dei nuovi rilievi? “Arieggiare gli istituti e le case. E questa è un’indicazione che i dirigente scolastico deve impartire. Basta un po’ di accortezza, ma ce ne dobbiamo fare carico tutti. Se ognuno di noi fa il suo dovere, tutto diventa più semplice”. Quindi come risponde alle accuse dei gruppi di opposizione e che cosa vuole dire a tutti i genitori dei bambini che frequentano le scuole di Parabita? “Che sono un cittadino ed un genitore anch’io. Come genitore, penso a tutelare la mia bambina. E come cittadino, anzi come primo cittadino, mi sento genitore di tutti bambini e, dunque, ho tutto l’interesse e la voglia di andare a fondo i questa storia e di risolvere il problema. Sulla strumentalizzazione politica che qualcuno sta cercando di mettere in atto, preferisco stendere un velo pietoso”. 14 marzo 2012 Radon sopra i limiti, nelle scuole. Il Comune non si muove PARABITA – La concentrazione di gas radon nelle scuole di Parabita è superiore a 500 Bq per metro cubo, cioè il limite massimo consentito dalla legge, ed il Comune non fa a per porre rimedio alla situazione. E’ l’allarme lanciato dai consiglieri comunali di minoranza Gaetano Panese, Guido Pisanello, Mauro Cataldo, Alessandro Tornesello e Marco Cataldo dei gruppi “Bene comune” e “Parabita domani” che riferiscono che, nonostante le ripetute sollecitazioni avanzate e le interpellanze presentate negli ultimi due anni, nessuna misura di tutela della salute dei più piccoli è stata intrapresa. Si tratta di una situazione molto grave in quanto il radon è un elemento radioattivo altamente pericoloso ed è considerato dall'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro dell'Oms (organizzazione mondiale della sanità) la seconda causa di tumori polmonari dopo il fumo di tabacco (dal 5% al 20% dei casi). La principale fonte di questo gas risulta essere il terreno dal quale fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi ove diventa pericoloso; altre fonti possono essere, in misura minore, i materiali di costruzione, specialmente se di origine vulcanica come il tufo o i graniti e l'acqua. La presenza del radon in alta concentrazione a Parabita venne riscontrata nel 2010. Nel 2005, infatti, lo Spesal (il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), in seguito all’incremento di tumori al polmone, intraprese una campagna di misure e monitoraggio della concentrazione della sostanza negli edifici scolastici in Provincia di Lecce. Al termine di due serie di rilevazioni semestrali, l'Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro) comunicò, nel 2010 i risultati ottenuti: nel caso di Parabita la concentrazione di gas Radon nelle scuole risultò superiore a 500 Bq/metri cubi e nella scuola di Viale Stazione addirittura superiore ad 800 Bq/metri cubi. Per valori superiori alla soglia di 500 Bq/metri cubi, la normativa (D.Lgs 241/2000) prevede l'obbligo del risanamento degli ambienti da parte del proprietario, in questo caso il Comune. Ma a due anni da quella comunicazione, a è stato ancora fatto. “Chiediamo al sindaco – si legge in una nota di “Bene comune” e “Parabita domani” – di avviare immediatamente un’azione di bonifica, per salvaguardare la salute dei nostri figli. Non è possibile che si rimanga indifferenti davanti ad un tale pericolo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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